“Salone Calano”: parrucchieri da 50 anni in via Vettor Fausto

Celato tra i lotti della Garbatella, in via Vettor Fausto 4, si trova lo storico salone Calano, uno dei negozi di parrucchiere più longevo della Garbatella, che a febbraio ha celebrato le nozze d’oro.

Fu nel 1971 che il signor Enzo Calano, rilevò il locale che già dagli anni ’30 era adibito a barbiere. Iniziò a svolgere la professione per necessità nel suo paese di origine in provincia di Cosenza, poi col tempo si perfezionò, anche grazie agli studi per corrispondenza, finché non decise di trasferirsi a Roma e rilevare l’attività in via Vettor Fausto.

Il signor Enzo si innamora subito della Garbatella e della vitalità della strada, che collega via Ansaldo con il mercato coperto di via Passino, conosciuta come la “vietta dei negozi”. I parrucchieri, all’epoca, si contavano in tutto il quartiere sulla punta delle dita; la moglie di Enzo in una lettera scrive a riguardo: “Siamo pochi qui in questa bella Garbatella”.

Oggi la strada ci appare silenziosa e con molte serrande abbassate, ma il salone Calano resiste ed è gestito da Catia, figlia del signor Enzo. “Siamo arrivati alla Garbatella con un pulmino stracolmo di roba con reti e materassi; per noi era un mondo tutto da scoprire, Roma ci metteva anche un po’ di timore, il quartiere era molto popolare e le persone molto più espansive rispetto a quelle cui eravamo abituate nel paesino calabrese” ci racconta Catia “Inizialmente il locale era separato in due parti con un doppio ingresso, una per gli uomini e una per le donne, poi nel 1991 decidemmo di ristrutturare e creare un unico ambiente” prosegue “Gli uomini non presero bene questo cambiamento, infatti molti non tornarono più, però col tempo la clientela si è affezionata e tramite il passaparola siamo riusciti ad andare avanti. Con mio padre abbiamo tagliato i capelli ad intere generazioni, abbiamo attraversato mode e costumi, dai capelloni degli anni ’70, alle acconciature da sposa, fino alle colorazioni di cui sono specializzata”.

Oggi Catia non è più quella ragazzina che entrò in punta di piedi alla Garbatella, oggi è diventata una donna conosciuta nel quartiere, di cui il padre sarebbe sicuramente orgoglioso. La passione con cui porta avanti il suo lavoro potrebbe essere secondo Catia uno stimolo per le nuove leve, e perciò ci rivela: “Desidero tra qualche anno poter insegnare ai giovani che si approcciano a questo mestiere e trasmettergli quello che ho imparato; il lavoro è cambiato rispetto a cinquanta anni fa, non è semplice ci sono molte cose a cui stare attenti, dalla burocrazia, alla sicurezza, alle esigenze dei clienti sempre maggiori; bisogna essere sempre all’avanguardia ma anche con un occhio alla tradizione”. 

Di Giuliano MAROTTA

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail