C’erano tantissimi giovani al Palladium per l’inaugurazione dell’anno accademico 2024/2025 dell’Università Roma Tre lunedì 31 marzo, in molti giunti per ascoltare la lectio magistralis del professore Alessandro Barbero, autentica star della giornata. “Immigrazione e cittadinanza nell’impero romano” con riferimenti naturalmente all’editto di Caracalla, il titolo della lezione, “ma non chiamiamola lectio” ha chiosato lo Storico.
Il teatro della Garbatella di Piazza Bartolomeo Romano avrebbe dovuto contenere il doppio dei posti per consentire alle tantissime persone rimaste fuori di partecipare all’avvenimento, tanto che già dalle prime ore del pomeriggio i cartelli con la scritta “Sold out” annunciavano che non c’era possibilità nemmeno sui gradini della galleria o in piedi. Alcuni dei più irriducibili hanno aspettato pazientemente l’uscita di Barbero anche soltanto per una foto, un saluto o un ringraziamento per la preziosa opera di divulgazione che ha svolto in passato e che, giunta ormai l’età della pensione, continua comunque a svolgere in giro per l’Italia.
L’atteso evento ha visto anche la presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Roma Massimiliano Smeriglio e del Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. A fare gli onori di casa oltre naturalmente al rettore Massimiliano Fiorucci, il direttore generale Alberto Attanasio.
La relazione del rettore Massimiliano Fiorucci
Il rettore Massimiliano Fiorucci nella sua relazione ha orgogliosamente rimarcato i successi di Roma Tre, tra cui l’incremento di immatricolazioni e dei laureati (quest’ultimo dato coinvolge decisamente il sesso femminile), numeri in controtendenza rispetto ai dati nazionali. Il rettore ha evidenziato poi come l’educazione alla pace, alla sostenibilità e al dialogo interculturale sono compiti che l’università deve incarnare contribuendo alla formazione di donne e uomini liberi e consapevoli per una università pubblica, aperta e al servizio della società.
Fiorucci ha anche rivendicato l’avvio del nuovo polo universitario di Ostia, della riqualificazione e ristrutturazione dell’ex mattatoio del Testaccio: “A breve sarà attiva la fondazione Mattatoio – Città delle arti di cui Roma Tre insieme a Roma Capitale sarà tra i soci fondatori consentendo la realizzazione di uno dei luoghi più creativi e dinamici della città”.
Ma altri progetti vedono Roma Tre in prima fila come nella ristrutturazione di piazza della Repubblica, della ex scuola Niccolò Tommaseo e dell’ex stabilimento della Miralanza, quest’ultimo diventerà sede di uno studentato e di una foresteria.
Lo studio, il confronto e i progetti in una comunità del sapere come Roma Tre
I progetti e le nuove politiche in ambito europeo hanno consentito a moltissimi studenti stranieri di giungere in Italia per integrarsi e studiare, assimilando lingua, costumi e dettami, come ha raccontato Sheren Aldaher del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario. Giunta dalla Siria in Italia, da studentessa e diventata poi formatrice linguistica, ha posto l’accento sull’essere parte di una comunità del sapere come Roma Tre, una università che non è soltanto un luogo di formazione, ma anche un laboratorio di idee e un ponte tra passato e futuro, una fucina di opportunità dove non si impara soltanto sui libri, ma dal confronto con gli altri, dalle esperienze vissute e dalle sfide affrontate. La promozione del dialogo come primo obbiettivo per sconfiggere l’odio e la divisione di fronte alle guerre che stanno flagellando il mondo.

Alessandro Barbero: “Usare il passato per trovare le soluzioni del presente”
“Nell’impero Romano del III e IV secolo – come ha anticipato Barbero nel foyer durante il punto stampa prima di salire sul palco – ci si trovò ad un certo punto a decidere cosa fare quando quelli fuori dai confini chiedevano di entrare cercando di dare delle risposte, e finché la risposta è stata va bene entrate e noi vi permetteremo e vi daremo modo di integrarvi, l’arrivo di gente da fuori per quel mondo, per quell’impero, è stata una risorsa straordinaria”. “Però ad un certo punto quel sistema non ha più funzionato e la pressione da fuori è anche diventata un problema”. “Qualcuno a questo punto, da destra e da sinistra potrebbe strumentalizzare, ma qui però siamo all’Università e possiamo usare il passato per capire, per trovare delle soluzioni per i problemi del presente”.

Tutti i numeri dell’Università Roma Tre
L’università Roma Tre vanta numeri decisamente in crescita per iscritti e laureati. Numeri importanti, se pensiamo che soltanto negli ultimi 4 anni ha visto crescere le immatricolazioni del 22%. Al momento sono oltre 35 mila gli iscritti per 1000 docenti, ricercatrici e ricercatori in organico; 13 i dipartimenti di cui 4 di eccellenza nell’ambito del progetto promosso dal MIUR; 86 i corsi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico ma ci sono anche 69 corsi post lauream e 27 dottorati di ricerca. Oltre 130 mila i laureati dalla fondazione (1992) ad oggi.
L’offerta formativa di Roma Tre si arricchisce nell’anno accademico 2025/26 con il Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale, che intende formare professionisti con una solida preparazione multidisciplinare, dotata di significative professionalità in campo economico-gestionale, affiancate a competenze provenienti da entrambe le aree dell’Ingegneria dell’Informazione e dell’Ingegneria Industriale.
Roma Tre è presente tra i 180 dipartimenti di eccellenza ammessi al finanziamento del MUR, con 4 Dipartimenti (su un totale di 9 inizialmente selezionati): Giurisprudenza (che ha conseguito il 1º posto nazionale nella graduatoria dell’Area delle Scienze giuridiche); Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica; Scienze; Studi Umanistici.
L’Università Roma Tre è tra i fondatori del Centro Nazionale sulla Biodiversità, prende parte all’Ecosistema dell’Innovazione Rome Technopole insieme a tutti gli Atenei laziali, è parte integrante del Partenariato Esteso Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, così come partecipa ad altri progetti aderendo al bando sui Digital Education Hub.








