Riceviamo dai ragazzi del Csoa La Strada e volentieri pubblichiamo

La Redazione

Ciao a tutti e tutte, mandiamo  un breve report dell’Assemblea di lunedì relativa al mercato di via Passino. Tra i destinatari abbiamo aggiunto chi era presente e ha lasciato la propria mail e le realtà e persone di zona che hanno dimostrato interesse sulla questione ma che non sono riuscite ad essere presenti fisicamente. Rispetto ai prossimi passi è ancora tutto da scrivere e ci piacerebbe farlo assieme. Prendiamoci il tempo di riflettere su come portare avanti questo percorso, elaboriamo proposte, ampliamo la partecipazione e in caso risentiamoci per l’anno nuovo.

Un Saluto 
Csoa La Strada



Lunedì 14 dicembre assieme a diversi/e abitanti del quartiere ci siamo riuniti a Via Passino per discutere dell’ex Mercato coperto che versa in stato di abbandono ormai da un anno. Un primo incontro per cominciare a confrontarsi su desideri, idee e proposte sul futuro dell’immobile convinti che al netto delle varie considerazioni burocratiche che oggi ne comportano la chiusura, sia possibile sfruttare questa fase per costruire una vera e propria campagna di ascolto del quartiere. 

Abbiamo avuto modo di conoscerci e riconoscerci tra persone e realtà che sono interessate a costruire assieme una rigenerazione dal basso dello stabile e assieme abbiamo messo un primo tassello, che non ha intenzione di essere esaustivo nelle proposte, ma che da subito ha cominciato a delineare ipotesi di lavoro future:

–          Un luogo dove al commercio si affianchino progetti fondati su principi di sostenibilità ambientale, economia circolare, tutela del lavoro e della piccola produzione locale. In tal senso si è parlato di lotta allo sfruttamento e al caporalato, di contrasto agli sprechi alimentari, di agricoltura sostenibile e di alimentazione sana. È stata inoltre avanzata la proposta di realizzare una fattoria idroponica e progetti di sensibilizzazione sul tema dell’apicoltura.

–          La realizzazione di un centro di educazione permanente rivolto particolarmente agli adulti. Una sorta di “mercato delle idee” con una programmazione fluida, in costante aggiornamento in modo che quel luogo funzioni sull’urgenza di trovare le persone e non viceversa per fare in modo che sia casa per tutte quelle persone e realtà in cerca di uno spazio. 

–          Un polo per la sostenibilità in grado di autoprodurre l’energia di cui ha bisogno e di redistribuire quella in eccesso alle abitazioni circostanti, dotato di progetti per la mobilità sostenibile come una ciclofficina, una velostazione e progetti di bikesharing.

–          Un hub della solidarietà in grado di trarre vantaggio dal contatto diretto con i produttori sia in termini di riutilizzo dell’invenduto sia rispetto all’acquisto di forniture che garantiscano a chiunque un’alimentazione sana e una vita degna. Sempre rispetto a questioni sociali si ragionava anche su progetti relativi all’economia carceraria. –          Un luogo di cultura, di scambio e di incontro costante, con mostre artistiche permanenti e costantemente aperto.

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