Ludovico Coronato, l’ennesima vittima di via Cristoforo Colombo

La distesa assolata della Colombo, attraversata ogni giorno da centinaia di macchine, non lascia immaginare lo schianto avvenuto all’una e mezza di due notti fa. Si chiamava Ludovico Coronato la 23esima vittima delle strade di Roma nel 2025. Il quarantaquattrenne appassionato di musica – dj nel tempo libero, di professione commerciante – è deceduto la notte del 4 marzo all’altezza di via Rosa Guarnieri Carducci. Sul posto sono intervenuti i gruppi XI Marconi, IX Eur e VIII Tintoretto della polizia locale, per regolare l’imperterrito flusso di auto che non cessa di sfrecciare neanche di notte, e neanche quando a pochi passi ha perso la vita un giovane uomo, padre di un bambino piccolo.

La dinamica del sinistro

Come riportato anche da RomaToday, Coronato era alla giuda di una Citroen C3 quando perse il controllo della vettura, incappando nello spartitraffico della corsia centrale. Sulla dinamica dell’incidente, forse dovuto a un colpo di sonno, sta indagando la polizia locale. La salma è stata trasportata al Policlinico di Tor Vergata, in attesa dell’autopsia, mentre un triste risveglio attendeva la comunità di San Paolo di Civitate (Foggia), dove Coronato gestiva un negozio di abbigliamento. Le bacheche dei social si riempiono di messaggi di cordoglio. “I momenti che abbiamo passato insieme e le lunghe parlate e consigli non li dimenticherò mai”. “Sorrisi, balli e divertimento era ciò che a tutti hai sempre trasmesso come un uragano senza fine” sono le frasi degli amici che Coronato non potrà vedere più.

Niente di nuovo sotto il sole (di Roma)

Se la tragedia è stato un fulmine a ciel sereno per il comune pugliese, i romani invece possono far proprio il noto versetto dell’Ecclesiaste: niente di nuovo sotto il sole. Il 2024 si è chiuso col tragico bilancio di 145 decessi sulle strade della Capitale, tra automobilisti e pedoni. Numeri allarmanti su cui si sono espressi i vertici di Legambiente Amedeo Trolese e Roberto Scacchi, lanciando un appello alle istituzioni. Tra le altre richieste manifestate, il maggiore sviluppo del trasporto pubblico, il rafforzamento dei controlli di velocità e l’ampliamento della Fascia Verde, l’area ZTL potenziata dal sindaco Roberto Gualtieri lo scorso autunno (ordinanza 122/2024). Un fioco barlume di speranza si era intravisto all’inizio di quest’anno: a gennaio le vittime della strada sono state 6, contro le 12 dello stesso mese del 2024. Dimezzate, dunque. Ma l’anno è appena agli inizi e il novero, purtroppo, continua a crescere.

Possibili soluzioni

Viaggiando sulla Cristoforo Colombo, ci si imbatte di tanto in tanto in un altarino allestito alla meglio, sul marciapiede o sulle aiuole che separano le tre corsie della mastodontica arteria di scorrimento. Qualche foto sbiadita, un mazzo di fiori e una carrellata di messaggi affettuosi accompagnano le lapidi improvvisate che i romani hanno imparato a conoscere bene. Cresce l’indignazione per le morti premature, il dolore dei parenti delle vittime, mentre istanze di carattere prettamente ecologista concorrono a dipingere la macchina come uno dei grandi nemici degli abitanti della Capitale. Il modello forse utopistico – che il Comune di Roma sembra aver comunque abbracciato – della Città dei 15 Minuti risponde alla pressante necessità di limitare il traffico. Elaborato dal professore colombiano Carlos Moreno, questo tipo di organizzazione permetterebbe ai residenti di raggiungere i luoghi di primaria necessità con un tragitto di un quarto d’ora al massimo.

via colombo altezza tor marancia
via Cristoforo Colombo altezza Tor Marancia, dove sarebbe dovuto sorgere un sottopassaggio

Il sottopassaggio mai realizzato

Ma allontanandoci dalla Sorbona, dove insegna Carlos Moreno, e tornando al quadrante Tor Marancia-Garbatella, un progetto di gestione del traffico era stato già sviluppato. Risalente alla fine degli anni Novanta, prevedeva la costruzione di un sottopassaggio per le automobili all’altezza della Regione Lazio, come concessione al pubblico dalla ditta incaricata di edificare i due grandi palazzi tra via di Tor Marancia e piazza dei Navigatori. Un progetto che mai vide la luce, a causa del comportamento poco limpido dei costruttori, i quali innalzarono i due edifici senza rispettare gli oneri urbanistici. Nel 2018, un ulteriore passo avanti. La giunta Raggi condona le due strutture patteggiando con le nuove ditte una compensazione di circa 17 milioni di euro, e suggellando con la parola “fine” la travagliata vicenda del sottopassaggio.

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