L’EDIFICIO RURALE APPARTENEVA ALLA TENUTA DEI 12 CANCELLI DI MONSIGNOR NICOLAI. ACCATASTATO GIÀ NEL 1818.

di Giorgio Guidoni

Quell’antica Villetta

La Villetta è probabilmente il luogo più iconico della Garbatella. Situata sulla salita di via Francesco Passino, al civico 26, poco prima della piazza Damiano Sauli, si staglia silenziosa e distintiva rispetto all’architettura tipica dei palazzi vicini. Osservandola in silenzio, il suo esterno con i quattro piccoli bastioni laterali, trasmette un certo timore reverenziale: tutte le sue mura trasudano storia.

Da quando è nata la Garbatella, la Villetta è sempre stata il baricentro di attività e di storie che hanno caratterizzato la vita del quartiere. Già nel 1931 fu sede del fascio femminile ( visitato dal Duce il 6 gennaio che si era recato anche alla scuola elementare Michele Bianchi oggi Cesare Battisti) e dal 1940 del gruppo rionale fascista Ostiense-Garbatella . Conquistata armi in pugno della notte tra il 3 e 4 giugno del 1944 da patrioti e partigiani, accolse la sezione del Partito Comunista, e fu intitolata a Giuseppe Cinelli, martire delle Fosse Ardeatine. Divenne nei decenni successivi un centro politico e culturale di riferimento della zona. Politici di statura nazionale, come Enrico Berlinguer, Giuseppe Di Vittorio facevano qui tappa per un comizio elettorale o un raduno di rilievo; grandi artisti e intellettuali, come Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini, presenziavano per un dibattito culturale o una rappresentazione teatrale. Ancora oggi la Villetta è un riferimento per gli abitanti della zona con le sue proposte culturali, festival musicali, acquisti solidali, corsi di musica, coro, corsi di scacchi. La Villetta è una realtà importante che dà vita e lustro alla Garbatella. Ma da quanto tempo esiste questa costruzione? Sicuramente La Villetta è preesistente al quartiere Garbatella. La sua architettura particolare, che nulla ha a che vedere con il tipico barocchetto, ricorda una casa ben più antica, forse un casolare di origine medievale. Anche dalla piantina aerea si nota che non è allineata con la via Passino come lo sono le altre case dei lotti di fronte.

Da una recente visualizzazione dal sito google maps si può apprezzare il suo particolare posizionamento. (vedi figura 1)
Siamo andati a investigare all’archivio di Stato e, tra mappe e registri catastali, abbiamo potuto ricostruire le sue origini. La mappa di riferimento è quella del Catasto Gregoriano, risalente al 1818. Dalle immagini sottostanti si può apprezzare la zona della Garbatella e la costruzione già esistente che presenta la stessa forma e l’orientamento dell’ attuale Villetta.

L’immagine catastale riporta il numero 358: ma a chi apparteneva questa casa nel 1818?
Il registro catastale (vedi figura 2) riporta che, per gli appezzamenti che vanno dal 356 al 365 (incluso quindi il 358) il possidente è Nicolaj Maria Nicolai Monsig. qdam (qdam è la contrazione di “quondam”, locuzione latina usata davanti al nome di un defunto di cui si menziona il figlio, come l’italiano “fu”) Antonio enfiteuta perpetuo delli monaci di S. Alessio, del convento di S. Maria in Via, di Negroni Conte Antonio, di Barigione Francesco e di Paracciani Mon di S. Giovanni; il vocabolo è Via delle Sette Chiese, mentre il possedimento è composto da Vigna con Casa e Orto, Bosco Forte e Vasca con Acqua Piovana.
Ecco quindi che la casa menzionata è la Villetta della nostra ricerca. Monsignor Nicola Maria Nicolai nato nel 1756 e morto nel 1833, fu un prelato erudito con molti interessi, esperto agronomo, scrisse importanti trattati sulla bonifica delle paludi malariche e sui metodi di coltivazione della vite; era il possidente della famosa Tenuta dei 12 cancelli che spaziava su quella che sarebbe diventata l’odierna Garbatella e si estendeva sino a Tormarancia. Di quei dodici cancelli oggi ne rimane soltanto uno ancora visibile sulla via delle Sette Chiese, in prossimità di via Cristoforo Colombo.Possiamo quindi affermare con certezza che la Villetta è una delle costruzioni più antiche della Garbatella, che avrà subito ristrutturazioni nel corso degli ultimi duecento anni, ma la sua base e la pianta confermano che esisteva molto probabilmente anche prima dell’anno 1818.

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