Le belle foto di Fabio Andriotto esposte alla Festa per la cultura

Nella sede dell’Associazione Cara Garbatella in Via Passino 26

Le belle foto di Fabio Andriotto esposte alla Festa per la cultura

di Francesco Vitalini

Isuggestivi scatti fotografici in bianco e nero di Fabio Andriotto hanno raccontato ad un pubblico entusiasta la realtà mesoamericana còlta nei tardi anni ’90. Le fotografie sono state presentate in una mostra che è stata allestita nei locali della Villetta, in Via Passino 26, a cura della Associazione Cara Garbatella, nell’ambito delle iniziative di appoggio alla Festa per la cultura e per la musica, la manifestazione che tradizionalmente si tiene al quartiere Garbatella ogni primo sabato di giugno.
Il progetto di Fabio Andriotto ha còlto nell’intimo l’obiettivo che ogni anno la Festa si propone, ossia l’apertura delle …..

Nella sede dell’Associazione Cara Garbatella in Via Passino 26

Le belle foto di Fabio Andriotto esposte alla Festa per la cultura

di Francesco Vitalini

Fabio Andriotto

Isuggestivi scatti fotografici in bianco e nero di Fabio Andriotto hanno raccontato ad un pubblico entusiasta la realtà mesoamericana còlta nei tardi anni ’90. Le fotografie sono state presentate in una mostra che è stata allestita nei locali della Villetta, in Via Passino 26, a cura della Associazione Cara Garbatella, nell’ambito delle iniziative di appoggio alla Festa per la cultura e per la musica, la manifestazione che tradizionalmente si tiene al quartiere Garbatella ogni primo sabato di giugno.
Il progetto di Fabio Andriotto ha còlto nell’intimo l’obiettivo che ogni anno la Festa si propone, ossia l’apertura delle strade e delle piazze del quartiere alla creatività di giovani artisti indipendenti, che con le loro opere testimoniano la voglia di presentarsi ad un pubblico sempre più vasto nella cornice degli spazi cittadini.
Il 3 e il 4 giugno Fabio Andriotto ha così esposto delle fotografie realizzate durante un viaggio compiuto con alcuni amici nell’America Centrale nel 1997. Il percorso, iniziato in Guatemala e terminato nella regione messicana del Chiapas, è stato scandito dalla necessità di raccontare con la macchina fotografica la realtà presente. Ecco, così, che dai 40-45 rullini utilizzati il nostro fotografo ha scelto per il suo pubblico una dozzina di scatti nei quali si alternano volti, scene quotidiane e realtà contrastanti della vita mesoamericana.
“Ho sentito la necessità di raccontare quei posti meravigliosi, nei quali sembra di vivere un’altra realtà che non è, però, dolce come si crede, a causa del passato che si trascinano e delle odierne vessazioni delle multinazionali”, confessa Fabio, che aggiunge “Ho cercato di documentare quello che vedevo con queste fotografie, ma solo alcune sono state esposte, in base a criteri estetici”. Fabio Andriotto
Prima di essere presentata alla Festa per la cultura la mostra era stata esposta alla galleria ” Uno più Uno”, sul Lungotevere dei Fiorentini, e agli spazi privati dei locali “Di fronte a” in Via della Croce e “The Beefeather” in Via Girolamo. Benzoni.
“E’ stata una grande soddisfazione”, racconta Fabio Andriotto, “perché sempre ho avuto unanimità di reazioni dalle diverse persone che hanno visto le foto: grandi apprezzamenti per gli scatti e grande interesse per la realtà ritratta.
Qualcuno ha paragonato le foto alle opere di Bresson, della Modotti…io non oso neanche pensare a un simile confronto, ma quei fotografi sono i miei maestri e la mia fonte d’ispirazione”.
La Festa per la cultura, che anche quest’anno ha presentato nelle varie piazze del quartiere progetti artisticamente eterogenei, ha offerto al nostro fotografo un pubblico ampio e sensibile al confronto con la creatività individuale. Le iniziative culturali hanno attratto le tantissime persone riversatesi nelle strade, pronte ad accogliere i progetti artistici maturati dalla sinergia tra associazioni, municipi e artisti autonomi.
Ma, oltre alla mostra allestita durante la festa, Fabio ha altri progetti in cantiere? “A giugno presenterò un lavoro al Museo Bruno Manfridi di Marino. Saranno delle immagini più elaborate, più costruite perché ho legato la fotografia alla pittura…Poi, non so, probabilmente un’esposizione alla lift-gallery, la minigalleria ricavata in un ascensore di un condominio di Via Tola che oggi ha ottenuto fama internazionale”.
E’ quel che auguriamo a Fabio.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Luglio 2005

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