Verso gli 80 dalla Liberazione: una lettera aperta al territorio
Il territorio del Municipio Roma VIII è da sempre terreno fertile della memoria e della lotta. Quartieri come Garbatella, San Paolo, Ostiense e Tor Marancia custodiscono le radici profonde della Resistenza romana. Qui la Resistenza non è solo un ricordo, ma un’eredità viva, incisa nell’asfalto di Porta San Paolo, nel sangue delle cave Ardeatine, tra i lotti popolari e nelle storie di chi ha scelto di combattere per un’Italia libera.
La manifestazione di domani, 25 aprile, parte da questo vissuto: l’appuntamento è alle ore 9:30 a largo Bompiani, il corteo attraverserà le strade di Tor Marancia, di Garbatella e terminerà a parco Schuster. Da lì, partirà alle 14:30 una marcia che raggiungerà Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, per un omaggio al memoriale.
Le sezioni ANPI Garbatella–Ostiense–San Paolo, Martiri delle Fosse Ardeatine e Renato Biagetti invitano a unirsi a uno spezzone territoriale antifascista. In marcia, simboli storici e attuali: un piccolo gasometro, una kefiah palestinese, e un pugno che stringe un fiore e una lama spezzata, riprendendo la potenza evocativa della Guernica.

L’antifascismo oggi: tra memoria e attualità
A 80 anni dalla Liberazione, il fascismo non è solo un capitolo di storia. Si ripresenta nei tratti autoritari di governi che alimentano la paura e riducono le libertà, nella repressione del dissenso, nel razzismo sistemico e nei CPR. Le destre avanzano, il riarmo cresce, e la guerra diventa parte del linguaggio politico.
In questo contesto, l’antifascismo è chiamato a rinnovarsi. È consapevolezza decoloniale, solidarietà con le lotte dei popoli originari, rifiuto della complicità con chi sostiene crimini contro l’umanità, come accade a Gaza. La lotta per i diritti, per la cittadinanza, per la dignità, torna a essere una battaglia centrale, anche in vista del referendum dell’8 e 9 giugno. Ogni ingiustizia odierna è un’eco di quelle già combattute, e la Resistenza continua.

25 aprile: una festa di lotta, oggi come allora
Il 25 aprile non è solo una celebrazione. È un giorno per scendere in piazza, per rendere viva la memoria e trasformarla in pratica politica. Lo dice la promessa incisa sui muri della Montagnola, primo fronte della Resistenza a Roma: “Per una Repubblica libera e democratica, per un’Europa solidale e accogliente. Qui, se necessario, combatteremo ancora.”
È con questo spirito che l’appello alla partecipazione alla manifestazione di domani si rinnova: Perché “la Resistenza vive ovunque c’è chi lotta per la libertà e la giustizia.” La memoria non si commemora: si pratica, ogni giorno. Ci vediamo in piazza!
La versione integrale del testo, con la frase dello striscione
La Resistenza vive ovunque c’è chi lotta per la libertà e la giustizia
Roma Sud – Ieri partigiana, oggi antifascista
Largo Bompiani – ore 9:30 – Appello per uno spezzone territoriale
Sezione ANPI Garbatella Ostiense San Paolo
Sezione ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine
Sezione ANPI Renato Biagetti
Accanto alla scritta, sullo striscione che porteremo:
un piccolo gasometro, simbolo della Resistenza romana,
con la fantasia della kefiah palestinese
e un pugno che stringe un fiore e una lama spezzata,
dettaglio della Guernica di Picasso.
Ascoltando le storie delle partigiane e dei partigiani abbiamo imparato a riconoscerci nella lotta per la giustizia e la libertà. Ottant’anni dopo, ancora ci guida la scelta di chi decise di resistere e di combattere per un avvenire degno, che rovesciasse la tirannia fascista e l’occupazione nazista. La Repubblica italiana è nata dal sangue di una generazione che non ha avuto timore di guardare negli occhi il fascismo senza chinare la testa.
Oggi i venti di guerra soffiano forti su un’Europa incattivita, che torna a nutrire i nazionalismi dando forza a destre sempre più autoritarie. Il piano di riarmo nelle mani degli Stati nazionali definisce un ulteriore passo in avanti verso la compressione degli spazi di democrazia, mettendo in pericolo la pace. Tuttavia, nella violenza come strumento di gestione dei confini, nei Cpr e nei luoghi di privazione della libertà, nella repressione del dissenso e nella discriminazione del diverso, già da tempo razzismo sistemico e marginalizzazione hanno piantato semi di odio e di indifferenza nella nostra società. Così, tra i banchi del governo siedono eredi diretti del fascismo italiano e quella cultura torna a permeare le politiche pubbliche, e non solo in Italia: sicurezza e paura vengono nuovamente agitate per controllare e ridurre diritti e libertà e le democrazie sono sempre più ostaggio di grandi capitalisti.
Il suprematismo e la torsione coloniale, mai sopita, dell’Occidente hanno gettato la maschera sotto i colpi dell’artiglieria israeliana su Gaza. La Nakba non è mai terminata: quel processo continuo di espropriazione, annientamento e sostituzione etnica della Palestina arriva oggi a un ennesimo e drammatico livello. E mentre la popolazione palestinese resiste con dignità nel silenzio della comunità internazionale, le complicità dei nostri governi ci pongono davanti alla responsabilità di non chinare la testa e rompere senza compromessi ogni legame con chi sostiene il genocidio in corso.
L’antifascismo oggi non può prescindere da una profonda consapevolezza decoloniale e antirazzista, capace di ricoscere le lotte di liberazione dei popoli originari di tutto il mondo come sentiero da seguire per scardinare la violenza capitalista sulle persone e sulla natura. In un mondo globalizzato, l’internazionalismo è ancora l’unico ponte reale che può costruire solidarietà dal basso, tra le persone e oltre i confini, contro la retorica di guerra che occupa sempre più spazio nel dibattito pubblico.
Tanto nella dimensione globale, quanto nei quartieri e nelle comunità che cambiano intorno a noi. Per questo, quella per l’estensione della cittadinanza, a partire dal Referendum di questo 8 e 9 di giugno, è una battaglia di antifascismo che parla alle nuove classi popolari, marginalizzate e sfruttate anche grazie alla limitazione di accesso a servizi e diritti.
Nell’impegno della Memoria dobbiamo saper guardare per trovare la strada per il presente, per saper rivendicare oggi senza ambiguità la libertà e la giustizia per cui le partigiane e i partigiani hanno combattuto.
Nei quartieri che viviamo quotidianamente, sono piantate le radici profonde della Resistenza e dell’antifascismo della nostra città. Sull’asfalto di Porta San Paolo, che ha segnato l’inizio della Resistenza all’occupazione di Roma. Nei lotti della Garbatella, che hanno cresciuto e custodito decine di combattenti in clandestinità, e tra i facchini comunisti dei Mercati Generali, nelle bombe e nei chiodi costruiti alla Romana Gas e nelle cave di tufo lungo l’Ardeatina, dove i 335 caduti hanno impresso nella terra il valore del sacrificio per l’avvenire.
I nostri quartieri conoscono la brutalità del fascismo. L’hanno combattuta strenuamente ogni volta che c’è stato bisogno. L’abbiamo vista negli occhi di Renato Biagetti, ragazzo antifascista dei nostri quartieri, strappato alla vita dalle lame fasciste nell’estate del 2006.
Queste sono le storie delle combattenti e dei martiri, figlie e figli delle piazze e delle strade che attraversiamo ogni giorno. Sono la vita che scorre nelle idee per cui ci battiamo, la promessa che anima la nostra Resistenza.
La Resistenza vive ovunque c’è chi lotta per la libertà e la giustizia
Che questo 25 aprile, agli Ottanta anni dalla Liberazione, sia una festa di partecipazione popolare e di consapevolezza. L’antifascismo oggi non può essere memoria statica, ma pratica quotidiana, sguardo sul mondo capace di reagire di fronte alle ingiustizie, di non chinare la testa. Per questo, saremo sempre dalla parte di chi lotta, qui e ovunque. Ricordando la promessa scritta su un muro della Montagnola, dove i primi colpi vennero sparati contro le truppe nazifasciste che entravano in città.
Qui combattemmo contro la furia nazifascita,
per una Repubblica libera e democratica,
per un’Europa solidale e accogliente.
Qui, se necessario, combatteremo ancora.
Ci vediamo in piazza!
Roma Sud
ieri partigiana
oggi antifascista.









