di Enne Erre
In questo momento il mondo non è proprio il posto migliore dove trovarsi, ma girare lo sguardo e restare in silenzio non è una risposta che si può dare. Per questo la testata giornalistica Il Manifesto ha organizzato una serie di incontri alla Garbatella, con lo scopo di stimolare confronti e riflessioni in grado di elaborare risposte alternative a quelle che ci vengono imposte o che osserviamo da chi sta al Governo.
La Manifestival andrà in scena da venerdì 10 a domenica 12 ottobre, una rassegna contro la rassegnazione: un festival giovane, alla sua prima edizione, che ha in programma talk, musica, teatro, fotografie, fumetti e incontri che saranno accolti più o meno ovunque, per tutta la Garbatella.
Perché la Garbatella?
Lo abbiamo chiesto proprio alla redazione de Il Manifesto, che ci ha risposto con quella che è, a tutti gli effetti, una dichiarazione d’amore: “Ci è sembrato naturale organizzare la prima edizione a Garbatella per gli spazi che ha il quartiere e per il fatto che è un quartiere pieno di esperienze sociali, dove ci sono comunità che si attivano per il bene pubblico e per i diritti, che sono il nostro pubblico di riferimento”.

I posti anti-rassegnazione
Per chiunque senta la necessità di non arrendersi all’indifferenza sarà facile incontrare altre persone con lo stesso bisogno nei posti anti-rassegnazione, così denominati dagli organizzatori, come il Teatro Palladium, che ospiterà i talk principali (a cui si può accedere gratuitamente fino a esaurimento posti) e che vedranno fra gli ospiti anche protagonisti della sinistra europea come Jeremy Corbyn e Jean-Luc Mélenchon, per costruire una sinistra migliore in grado di contrastare l’onda nera che sta dilagando; ma anche Zerocalcare e Paola Michelin, perché la fine del mondo ha anche un lato tragicomico.
La Villetta Social Lab, per riflettere sui diritti umani nel mondo, non si rivolge solo agli adulti ma coinvolge anche i più piccoli con i laboratori sulle tavole di Maicol&Mirco a tema guerra e pace, e venerdì ci farà ballare con la musica di Giancane e sabato con quella di Lili Refrain.
E ancora, c’è l’Angelo Mai, che partecipa con una serata di DJ set, e Casetta Rossa, l’Enoteca La Mescita e la biblioteca Moby Dick, che sono i luoghi di aggregazione intorno al Teatro Palladium.
E poi c’è la Garbatella, con le sue strade che, nei tre giorni de La Manifestival, regala i suoi angoli per mostre permanenti come L’Archivio Manifesto Reloaded, in cui artisti del panorama contemporaneo reinterpretano l’archivio storico del quotidiano; le tavole originali del fumettista Maicol&Mirco; e la mostra fotografica ispirata a venticinque editoriali di Luigi Pintor, storico fondatore de Il Manifesto scomparso nel 2003, che avrebbe festeggiato i suoi cento anni.

Quando e come
Da venerdì 10 ottobre a domenica 12 ottobre alla Garbatella si discute di guerra ma anche, e soprattutto, di pace, cercando confronto e conforto per non sentirsi impotenti, perché qualcosa può cambiare e perché arrendersi a un mondo che sta andando come non vorremmo non può essere la risposta giusta.
Tutti gli eventi de La Manifestival sono gratuiti e l’ingresso è libero fino a esaurimento posti, alcuni dei quali possono essere riservati agli abbonati de il manifesto che ne faranno richiesta.
Per il programma completo, visita la sezione dedicata sul sito de Il Manifesto.









