Nel pugilato siamo tornati ad essere terra di campioni
De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA.
Un esempio per gli altri 200 ragazzi della “Team Boxe Roma XI”.
Auspicabile adesso l’organizzazione di un incontro a Roma
di Adelio Canali
In occasione di un mio precedente articolo sulla rinascita del pugilato nel nostro territorio, mi auguravo si dovesse vincere una scommessa per onorare i nostri grandi campioni del passato, vissuti alla Garbatella. Ebbene la scommessa è stata vinta con la conquista a Offenburg del titolo mondiale dei supermedi WBA da parte di Giovanni De Carolis, atleta dotato di una grande statura morale che, con semplicità e umiltà, costituisce un esempio per gli altri ragazzi della “Team Boxe Roma XI”, faticosamente messa in piedi da Gigi Ascani e Italo Mattioli. La sera del 9 gennaio scorso, seguendo l’incontro alla televisione, ho rivissuto l’emozione della vittoria al Madison Square Garden di Nino Benvenuti, quando conquistò il titolo mondiale dei pesi medi battendo Emile Griffith.
Il giorno in cui sono entrato per la prima volta nella palestra dove il nuovo campione si allena, sono rimasto colpito dall’atmosfera; mi riportava alla mente ricordi vissuti negli anni 70, in occasione della visita ad alcune palestre americane. Grande cura nella preparazione degli atleti, seguiti con notevole professionalità dai nostri due valorosi preparatori e soprattutto la grande voglia del combattimento.
Rimasi colpito dal modo con cui giovani pugili scaricavano la propria aggressività, accompagnando i colpi al sacco con urla da guerrieri. Tanta volontà, tanto spirito di sacrificio non potevano che procurare vittorie e soddisfazioni.
Nella nostra struttura, per lungo tempo abbandonata al degrado, si allenano anche ragazzi provenienti da altre località, formando nel contempo una grande famiglia, nella quale si è anche creata la possibilità di un reinserimento di giovani emarginati, mediante lo svolgimento di lavori sociali. Oggi, la “Team Boxe”, con i suoi oltre duecento atleti, è riuscita a collocarsi al vertice nella graduatoria delle società pugilistiche del Lazio ed ha espresso atleti di notevole livello, come Mattia Faraone, campione italiano universitari e “Guanto d’oro”; Alessandro Mazzali, campione italiano universitari; Vittorio Petricca, campione italiano juniores 2009. Sempre in campo dilettantistico, si sono distinti: Gabriele Minardi, Alessandro D’Amore, Guido Vianello e Pietro Rossetti.
In campo femminile la società ha avuto modo di esprimere giovani atlete come Francesca Amato, campionessa italiana negli assoluti 2015 e “Guanto d’oro”; Sabrina Marconi, campionessa italiana negli assoluti 2011; Althea Ciminiello, nata e cresciuta alla Garbatella, tre volte “Cinturavolsca” e brillante protagonista di un torneo internazionale in Austria.
Dopo la grande vittoria di Giovanni De Carolis alla Baden Arena di Offenburg, su iniziativa di Massimiliano Smeriglio, il nostro campione è stato ricevuto e premiato dal Presidente della Regione Lazio e infine il Presidente dell’ VIII Municipio Andrea Catarci, sempre in suo onore, ha organizzato una grande festa al GOA di Via Libetta dove, per l’occasione, nel locale è stata predisposta, in collaborazione con l’Associazione “Garbatella 44”, una mostra su alcuni grandi eventi del pugilato mondiale.
Dagli anni novanta, il pugilato in Italia è stato trascurato sia dalla stampa che dalla televisione, anche a causa della mancanza di personaggi di un certo spessore. Ora, la vittoria di De Carolis serve a far comprendere che, per tornare ai fasti del passato, occorre prendere in considerazione la necessità di ripartire dalla base, prendendo come esempio proprio le realtà come la “Team Boxe Roma XI” che, facendo crescere giovani volenterosi, con grandi rinunce e sacrifici è riuscita a raggiungere traguardi mondiali.
Ora, il nostro campione e la sua Società meritano l’attenzione della piazza romana. Ci auguriamo che anche la Federazione Pugilistica Italiana si adoperi per fare in modo che qualche organizzatore riesca a mettere in piedi una riunione a Roma, che veda nel cartellone, come merita, Giovanni De Carolis. Inoltre sarebbe il caso che Malagò, Presidente del CONI e Luca Cordero di Montezemolo che guida il Comitato promotore per le Olimpiadi a Roma nel 2024, vengano a rendersi conto di come ci si sacrifica per una disciplina sportiva che a Roma, nel 1960, arricchì il medagliere olimpico con tre ori (Musso, Benvenuti, De Piccoli), tre argenti (Zamparini, Lopopolo, Bossi) e un bronzo (Saraudi). Uno sport e delle realtà che meritano sostegno, come tutte le discipline che, lontane da mode, falsi miti e soldi facili, rendono attuali i veri valori sportivi, quei valori che, forse, alcuni campioni del calcio hanno dimenticato.
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016







