A Garbatella la meglio gioventù

Foto, ricordi, racconti in un libro sul nuovo Rione

A Garbatella la meglio gioventù

di Alessandra De LUCA

Proprio così. Il libro è una dichiarazione d’amore per il quartiere e come ogni amore, anche quando finisce, merita comunque di essere salvato nella memoria, per non gettare nella spazzatura un pezzo di vita. Questo è quanto mi dichiara Enzo Gori, colui che con tanta passione ha curato la raccolta fotografica presentata nel libro. Sta lì, dietro il banco della sua pasticceria alla Circonvallazione Ostiense, …..

Foto, ricordi, racconti in un libro sul nuovo Rione

A Garbatella la meglio gioventù

di Alessandra De LUCA

Proprio così. Il libro è una dichiarazione d’amore per il quartiere e come ogni amore, anche quando finisce, merita comunque di essere salvato nella memoria, per non gettare nella spazzatura un pezzo di vita. Questo è quanto mi dichiara Enzo Gori, colui che con tanta passione ha curato la raccolta fotografica presentata nel libro. Sta lì, dietro il banco della sua pasticceria alla Circonvallazione Ostiense, parla mentre sorride e mi consegna con galanteria un pasticcino nelle mani, come fosse l’omaggio di una rosa. A me Garbatella è sempre piaciuta, certo l’accumularsi del cemento e delle macchine, i muri scorticati e le bellezze che furono, come il Palladium fino a qualche mese fa buttato lì come un vaso rotto, mi fanno star male.
Garbatella Mia di Gianni RivoltaPerò nello stesso tempo ci sono affezionato, perché tutto somiglia ai sapori casalinghi, quelli rassicuranti di minestra e di sugo che ti riassalgono le narici le volte che si ritorna. Garbatella è rione, è centro storico. Ma ha ben poco da spartire col centro storico, perché si sa, questo non è più dei romani. E’ dei negozi, dei ristoranti, dei turisti, dei grandi uffici. E a Trastevere, a Campo de’ Fiori e a Piazza di Spagna oggi ci abita gente stravagante, quei pochi indigeni che ancora ci vivono sono figure del folclore, buoni solo per essere ritratti su vecchie cartoline.
Il tempo ha cancellato i suoi connotati, il suo carattere. Di questa Roma resta ben poco nella memoria. Garbatella invece il passato lo contiene come le linee d’una mano, scritto sui muri e negli sguardi scanzonati delle persone che ci vivono. Le fotografie che si trovano nel libro non sono state raccolte per essere pubblicate, continua Enzo Gori.
La raccolta sistematica scaturisce da un duplice ordine di motivi: quello di assecondare, una volta per tutte, la mia innata passione per la ricerca e la collezione nonché quello del bisogno, sempre più urgente in me, di fissare le memorie del mio vissuto, di ciò che ha determinato quello che sono ora. Per me sono dei ricordi, ripercorrono 40 anni della mia vita vissuta qui e si spingono ancora indietro fino alla nascita del quartiere. Convinto del loro valore esclusivamente personale, queste foto sono rimaste in un cassetto per molto tempo fino a quando il giornalista Gianni Rivolta, del quale sono amico e grande estimatore, mi chiese di poterle vedere. Dopo averle viste mi disse: “Ma perché non le pubblichi?
Il valore di queste foto è straordinario, non solo sul piano umano, ma anche sul piano sociale e storico. Ti dico questo perché sono convinto che la storia si fa con i documenti e nella storia recente i documenti sono legati profondamente alle vicende personali.” Gianni Rivolta era talmente convinto dell’interesse di queste foto che solo qualche tempo dopo volle tornare sull’argomento e combinò un incontro con Gori ed un altro nativo della Garbatella, il giornalista ed editore Francesco Campanella. Da quell’incontro prese forma l’idea del libro. Il proposito della pubblicazione delle testimonianze fotografiche raccolte da Gori non mi ha mai abbandonato, racconta Gianni Rivolta.
Dopo una breve pausa dall’incontro con lui ho maturato l’idea di costituire un’opera più articolata e di aggiungere al linguaggio della fotografia quello della scrittura. Ecco allora che il libro assume la sua caratteristica attuale: 9 capitoli in cui tanta parte occupa la storia urbanistica e quella delle idee che guidarono le scelte dei progettisti e degli architetti. Dall’idea di borgo operaio e marinaro a quella di città giardino di ispirazione inglese, dalle case rapide destinate agli sfollati del centro storico agli edifici adibiti ai servizi come il cinema teatro Garbatella, i Bagni Pubblici, gli Alberghi Suburbani, la scuola elementare Michele Bianchi.
Garbatella Mia di Gianni RivoltaGianni Rivolta ci racconta nei dettagli le fasi storiche che hanno accompagnato la specifica costruzione del quartiere. Ma soprattutto ci rivela le care consuetudini della collettività nei lotti: la frequentazione dei cinema parrocchiali, le soste irresistibili ai chioschi di grattachecca, l’allegra coabitazione nei cortili, le partite di calcio ovunque. Nei lotti di Garbatella tutte le case sono cortili ed i cortili sono case. Una sezione è riservata anche agli abitanti che hanno popolato queste case: una vasta umanità su cui si sono distinte personalità dalla straordinaria ricchezza morale e civile. Parlo della dedizione di Padre Melani e Padre Guido nel radicare, una volta per sempre, nel terreno fertile della Garbatella i valori di libertà, giustizia e solidarietà. Valori che sono stati difesi con coraggio da una lunga schiera di patrioti antifascisti. Tanti di loro hanno pagato con la vita, come Giuseppe Felici, i fratelli Cinelli, Enrico Mancini, Libero De Angelis. E ancora, i valori che dal ’45 si identificano con la visione laica della società promossa dalle sezioni di partito della sinistra storica: in particolar modo quella del Partito Comunista alla Villetta in via Passino e quella socialista in via Ferrati. Il libro scorre tranquillo, svolta vicoli e traverse, si fa largo tra la folla. Attraversa lo spazio ed il tempo fino ad arrivare ai giorni nostri. La Garbatella moderna, sempre più crocevia di stimoli e diversità, restituisce intatta nelle ultime pagine del libro la sua identità di comunità popolare.
Chiudo il libro e sento chiara l’ambizione più intima che deve aver spinto i tre curatori a dedicarsi con tanta passione alla realizzazione di questo volume. E’ il sogno di riuscire attraverso le sue pagine a rubare alla vita quotidiana del lettore un pizzico d’intimità, come così bene sa fare la poesia, dove a parlare sono gli sguardi ritratti, i ricordi, gli struggimenti del cuore che derivano dal riconoscersi in ciò che siamo stati.
C’è da chiedersi come mai c’è tanta voglia di raccontarsi, tanta voglia di storia, come se avessimo inconsciamente bisogno di ricordarci che non siamo orfani, che abbiamo avuto padri e nonni. Come se sentissimo l’urgenza della certezza che a noi seguiranno figli e nipoti. Che cosa succederà ora ai tre autori di questo libro? Niente, mi dicono, continueremo a fare le cose di sempre. Io, aggiunge Enzo Gori, continuerò a fare il pasticcere ma anche a collezionare testimonianze fotografiche. La collezione rimarrà sempre la mia migliore amica, perché ha il potere magico di non annoiarmi mai.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 0 – Dicembre 2003

 

 

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