Renoize 2026: il ricordo di Biagetti a 20 anni dalla scomparsa

Terminerà con un corteo – partenza a Porta San Paolo – la ventesima edizione di Renoize, il festival politico che tiene viva la memoria di Renato Biagetti. L’ingegnere romano aveva 26 anni quando venne colpito dalle otto coltellate di Vittorio Emiliani e Gioacchino Amoroso. A 20 anni esatti da quel brutale omicidio il Laboratorio Acrobax non dimentica: anche perché Biagetti, noto per il suo impegno militante, era molto legato al centro sociale di Valco San Paolo. Ma la politica non era il suo unico interesse. Amante della musica, tecnico del suono, era appena uscito da un concerto nello stabilimento Buena Onda di Focene quando lo raggiunsero i suoi due assassini.

Il primo, Emiliani, fu in seguito condannato a 15 anni, mentre Amoroso, minorenne al tempo dell’omicidio, ebbe solo 6 anni di carcere. Il movente politico del gesto non venne mai accertato in sede giudiziaria, ma i compagni di Biagetti non hanno dubbi: fu un agguato neofascista, anche alla luce del clima di crescente intolleranza che circondava il Buena Onda, noto negli ambienti di estrema destra di Focene come ritrovo di attivisti di sinistra.

Dal Buena Onda di Focene ad Acrobax

È proprio lì, nello stabilimento Buena Onda della località laziale, che Acrobax dà il primo appuntamento sabato 27 agosto. A parlare di Biagetti saranno la vitalità dello sport e la gioia della musica, le sue due grandi passioni. Dalle ore 17:00 la spiaggia di Focene ospiterà partite di rugby e un evento musicale, per poi lasciare spazio alla presentazione del libro “Sta nel fondo dei tuoi occhi” curato dall’associazione Dax ed edito da Red Star Press. A seguire verrà proiettato il video “Venti di Renato”, realizzato dal centro sociale FOA Boccaccio e dall’associazione Dax. Nei giorni successivi – 3, 4 settembre – gli incontri si terranno nella sede di Acrobax, l’ex cinodromo di via della Vasca Navale 6. Ci saranno laboratori per bambini, mostre, spettacoli, proiezioni e dibattiti.

Giovedì 3 settembre alle 17:00 si parlerà del libro “Voci e narrazioni dalla Palestina. Le madri raccontano” a cura del Comitato Madri per Roma Città Aperta, e alle 20:00 andrà in scena uno spettacolo di danza sul tema dell’antiviolenza. Venerdì 4 alle 17:00, tra le altre iniziative, la presentazione del libro “Foglie di Gelso” di Aysa Al Saifi (Prospero Edizioni), una raccolta di racconti di palestinesi sull’esperienza della prigionia. Al termine del festival, sabato 5 settembre alle 17:00, un corteo partirà da Porta San Paolo per arrivare a via della Vasca Navale. Per il programma completo si rimanda al sito di Renoize 2026 (https://ionondimentico.noblogs.org/).

“Ognuno di noi deve dare qualcosa”

Ma rispetto agli anni scorsi c’è una novità. Per la prima volta le iniziative di Renoize non si terranno al Parco Schuster, dove al momento si sta svolgendo lo Schuster Summer Fest. Un dettaglio accolto con qualche amarezza dagli stessi organizzatori: “Oggi Parco Schuster è occupato per gran parte dalle iniziative dell’estate romana e lo sarà fino a metà novembre” scrivono in un comunicato. “È già successo in passato, mai però con un impatto tale da snaturare completamente la funzione di quel luogo.”

E proseguono con una riflessione sulla città di Roma: “Quest’anno le scelte che ci siamo trovat3 a fare ci hanno posto delle domande. La nostra città quanto è diventata terreno di profitto? Non è più possibile convivere con il modello del grande evento e della privatizzazione degli spazi pubblici.” Il ricordo di Biagetti diventa così lo spunto per interrogarsi sul futuro di Roma e non solo, allargando la riflessione a concetti più ampi di lotta alla violenza, alla guerra e alle ingiustizie sociali. “Perché vogliamo una città pubblica comune, dal basso, transfemminista, che si autorganizza e si difende” scrivono ancora gli organizzatori. “Perché ognuno di noi deve dare qualcosa in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto.”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail