Alla Villetta: incontro pubblico per la scuola democratica

Roma si prepara a una giornata di confronto, dibattito e partecipazione: sabato 11 ottobre, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, alla Villetta Social Lab (via degli Armatori 3), il Tavolo romano per la Scuola Democratica organizza un’iniziativa pubblica rivolta a scuole, genitori, studenti e cittadinanza.
L’appuntamento prevede interventi e dibattiti, con l’obiettivo di rilanciare un’idea di scuola aperta, inclusiva e rispettosa delle diversità sociali e culturali.
Durante la giornata si svolgerà anche un’attività grafica creativa indirizzata ai più piccoli, organizzata da ActionAid e Cimea: laboratorio grafico-creativo e il “Bus per una scuola multietnica”.
L’incontro si inserisce quindi nel percorso di mobilitazione nazionale avviato in primavera contro le nuove Indicazioni Nazionali 2025 approvate dal ministro Giuseppe Valditara e dal Governo.
Un percorso che culminerà nella giornata di mobilitazione diffusa del 18 ottobre, quando in tutta Italia si terranno iniziative, assemblee e presìdi per chiedere una scuola pubblica capace di garantire uguaglianza, emancipazione e pensiero critico. Il sit in è previsto sotto il Ministero dell’Istruzione e del Merito a Trastevere dalle ore 10:30 alle 13:00.

Le nuove Indicazioni Nazionali 2025: una scuola che guarda al passato

Le Indicazioni nazionali per il curricolo emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito hanno sempre rappresentato un punto di riferimento per la scuola italiana, definendo le conoscenze e le competenze che studenti e studentesse devono acquisire. Ma le nuove Indicazioni 2025, destinate alla scuola primaria e secondaria di primo grado, vengono oggi accusate da ampi settori del mondo educativo di segnare un arretramento culturale che avrà effetti negativi sulla tutta la società.
Secondo il Tavolo nazionale per la Scuola Democratica, composto da oltre venti associazioni tra cui ActionAid, Arci, FLC CGIL, Legambiente Scuola e Formazione, MCE, CLIO ’92, CGD, UDS, Unione degli Studenti e Libera, il nuovo impianto proposto dal Ministero presenta una visione nostalgica e identitaria della scuola, che ignora la pluralità linguistica e culturale del Paese.
Mancano riferimenti a temi cruciali come benessere psicologico, educazione affettiva e relazionale, mentre si insiste su latino, identità nazionale e primato dell’Occidente.
Una scuola, denunciano le associazioni, «che esclude i più fragili e aggrava le disuguaglianze invece di rimuovere gli ostacoli».

Le critiche del Consiglio di Stato

Le contestazioni non arrivano solo dal mondo della scuola. Anche il Consiglio di Stato ha espresso forti riserve sul testo delle nuove Indicazioni.
Palazzo Spada ha infatti sospeso il parere sullo schema di regolamento, evidenziando gravi criticità nell’Analisi di impatto della regolamentazione (Air) e una generale inadeguatezza nella valutazione degli effetti sociali ed economici del provvedimento.
Tra gli aspetti più controversi, l’introduzione del latino facoltativo alle scuole medie, che secondo il Consiglio «rischia di aumentare la forbice tra studenti» e di favorire percorsi elitari.
Critiche arrivano anche dai sindacati, che parlano di «bocciatura politica e culturale» e chiedono «un reale confronto con le scuole e la comunità scientifica». Inoltre, manca qualsiasi riferimento alla scuola come spazio di benessere psicologico, di educazione alle relazioni, all’affettività e alla sessualità.
«Sono delle indicazioni che fanno tornare indietro di cinquant’anni la didattica – afferma il Tavolo nazionale per la Scuola Democratica – sviliscono il ruolo della Costituzione, colpiscono l’autonomia scolastica e la libertà d’insegnamento».

In attesa delle risposte del Ministero, il mondo della scuola si mobilita

Dalla Villetta Social Lab l’11 ottobre fino alla mobilitazione nazionale del 18 ottobre davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito alle ore 10:00. Da Roma partirà quindi una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale con iniziative locali. Anche durante il sit-in sarà previsto uno spazio dedicato a laboratori per bambini e ragazze, analoghi a quelli dell’11 ottobre. Docenti, studenti, genitori e associazioni tornano in piazza per difendere una scuola pubblica, laica e democratica, «grande come il mondo» e capace di accogliere tutte e tutti.

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