“Strumenti di Memoria”, musica per l’Alzheimer

Le note incontrano l’Alzheimer. “Strumenti di memoria” è il nome del progetto avviato dall’Associazione romana in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, che mira ad avvicinare gruppi di persone con demenza e i loro accompagnatori ad eventi musicali.
I primi a fruire di questa novità, saranno i frequentatori dei Caffè Alzheimer di Garbatella e del Caffè Ostiense (che si riuniscono rispettivamente alla Villetta Social Lab e presso la Fondazione Di Liegro). Negli ultimi mesi, gli incontri hanno visto crescere il numero dei partecipanti in maniera esponenziale ed il progetto è stato accolto con grande entusiasmo. Tant’è che Alzheimer Uniti Roma e Fondazione Musica per Roma stanno per dare il via ad una serie di concerti, che si svolgeranno presso la Casa del Jazz dove gli spazi sono più adatti a questo tipo di pubblico rispetto alle grandi sale dell’Auditorium Parco della Musica. I concerti si svolgeranno di domenica, in orari diurni, per dare modo ai gruppi di raggiungere il luogo dell’evento con maggiore facilità. Avranno una frequenza mensile e probabilmente inizieranno dopo Pasqua.
Agli eventi musicali parteciperanno via via anche i frequentatori degli altri Caffè Alzheimer sparsi in tutta la città. A tale proposito si coinvolgerà anche l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, affinchè si provveda al trasporto e all’accompagnamento delle persone con demenza, partendo dai vari luoghi di raccolta.
Già il 2 marzo scorso quaranta soci di Alzheimer Uniti hanno partecipato al Concerto di Carnevale presso l’Auditorium di via Pietro de Coubertain. L’allegra musica di Ambrogio Sparagna con la sua orchestra e  il Coro Popolare hanno appassionato e coinvolto i partecipanti, che al termine si sono alzati tutti per ballare.
“Il Progetto – spiega Marco Piazza, Consigliere dell’Associazione Alzheimer Uniti Roma – trae spunto dai risultati di approfonditi studi di neuroscienze che dimostrano come la musica eserciti un’azione significativa sull’encefalo, interessando vaste aree del cervello. A livello neurochimico si evidenzia che i suoni attivano importanti circuiti cerebrali, arrivando ad influenzare il sistema immunitario. La musica può per questo incidere beneficamente sulle persone affette da demenza, sollevando dall’apatia e dalla depressione e sedando gli stati di agitazione. E non c’è dubbio che gli effetti benefici si estendono anche ai caregivers e ai familiari.”
Marta C. Gonzales era la prima ballerina del New York Ballet negli anni ‘60.  Nel 2019, mentre era ricoverata in una casa di cura a Valencia perché affetta da Alzheimer, ascoltò in cuffia le note del Lago dei Cigni. La sua reazione, documentata da un video disponibile su YouTube, ha commosso milioni di persone in tutto il mondo: Marta ha improvvisamente ricordato le figure del ballo e le ha eseguite sulla sua sedia a rotelle, muovendo solo braccia e mani, ma seguendo perfettamente la musica.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Marzo 2025/numero 67, pag. 5]

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