Con il suo ultimo album dal titolo Binario 35 l’artista Filippo Pisani, in arte Chino, si conferma un narratore profondo, capace di trasformare il rap in un viaggio introspettivo fatto di ricordi, disillusioni e speranze mai del tutto spente. Chino, oggi ventiquattrenne, in questo disco riafferma una vera maturazione artistica, attraverso una metafora potente e visivamente evocativa: un viaggio in treno. Il titolo stesso richiama l’immagine di una stazione, simbolo di transizioni, attese e partenze verso l’ignoto.
Musicalmente, l’album si presenta con una produzione sobria ma incisiva. I beat, spesso costruiti su melodie struggenti di pianoforte, chitarra o campioni lo-fi, creano un’atmosfera intima, quasi cinematografica. L’uso di drum machine minimali e bassi profondi accompagna testi come quelli di Fontane, Un mare di forse e Stacce, scritti con parole che sembrano nate per essere ascoltate mentre si cammina sotto il cielo plumbeo della città.
Nelle undici tracce che compongono l’album, Chino racconta la sua storia intrecciandola con quella di Roma e dei quartieri in cui è cresciuto, tra tutti Tor Marancia, Garbatella e San Paolo.
Molte rime fanno riferimenti a luoghi, volti e momenti che hanno definito la sua crescita. Anche il 35 che accompagna il titolo dell’album è un numero che molti ragazzi a Tor Marancia hanno tatuato. Giovani che si definiscono scherzosamente “I matti della borgata” poiché il 35 era l’autobus che portava all’ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà.

La Meglio Gioventù
L’album non è solo un racconto autobiografico, ma una celebrazione e, al contempo, una critica di quel contesto coercitivo in cui l’autore e la sua generazione sono cresciuti; temi che si evincono in testi come Cantastorie, Nannarè e La Meglio Gioventù, dove l’autore ricerca una maggiore identità, riflettendo la complessità di crescere e affrontare nuove responsabilità.
Il disco prodotto da Promo L’Inverso e distribuito dall’etichetta La Grande Onda è arricchito da alcune prestigiose collaborazioni, che valorizzano il mood dell’album, senza mai rubare la scena. Citiamo tra tutti: Marco Fioretti, Emanuele Noce, Alessandro Proietti, Mucci e Blasky.
Binario 35 segna un importante passo avanti nella carriera di Chino tanto sul piano musicale quanto su quello narrativo. È un’opera autentica che rappresenta un ponte tra il passato e il futuro: un inno al luogo da cui tutto è iniziato e una promessa di ciò che verrà. Consigliato non solo agli amanti del rap, ma a chiunque cerchi musica capace di trovare poesia nella malinconia e forza nella fragilità, confermando l’artista come una delle voci più sincere e profonde del panorama rap romano.
Chino presenterà Binario 35 sabato 14 dicembre a Loa Acrobax; intanto potete ascoltarlo sulle principali piattaforme streaming o acquistare una copia fisica presso la sede della Red Star Press in viale di Tor Marancia 76.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2024/numero 66, pag. 7]







