di Anna Di Cesare
Al momento sono più di 400 e sembrano destinati ad aumentare. Stiamo parlando dei cittadini indignati per la “riqualificazione” di piazza dei Navigatori. La petizione, promossa da Alessandra De Cesare, circola da inizio ottobre in forma sia cartacea che digitale, mietendo consensi non solo tra gli abitanti dei palazzi storici ma addirittura tra i residenti di altre zone di Roma, che a fronte di questa campagna non riescono a non prendere posizione. Nel corso delle ultime settimane sono apparsi manifesti su pali e colonne del porticato, presso le portinerie e i bar, nei cortili e per le strade. L’appello a chi legge è lo stesso: firmare per proporre una vera riqualificazione dell’area, che a seguito dei lavori durati oltre sei mesi – sono iniziati il 24 febbraio scorso e sarebbero dovuti terminare ad aprile, ma così non è stato – non solo non ha riscontrato miglioramenti ma addirittura un chiaro peggioramento. Il giardino che si trova in corrispondenza degli edifici storici non presenta più quattro ingressi e uno spiazzo centrale dotato di panchine: adesso a collegare via delle Sette Chiese e la fermata dell’autobus su via Cristoforo Colombo è uno stradone di quattro metri di larghezza che taglia a metà l’area verde. Nel testo della deliberazione municipale la costruzione di questo collegamento è intesa come “un forte attrattore sociale” destinato a determinare “una gerarchia di percorsi e spazi di sosta.” Ma sono in molti a restare perplessi di fronte alla portata e dall’apparente mancanza di criterio degli interventi.
Prima di tutto la “gerarchia di percorsi” promessa dalla deliberazione non esiste – lamentano i residenti – perché la strada adesso è una sola, e sicuramente non opera da attrattore sociale in quanto collega un mercato semideserto (quello in via delle Sette Chiese vicino a largo Bompiani) con una via di scorrimento come la Cristoforo Colombo. Il percorso in questione, privo di segnaletica o dissuasori, risulta inoltre eccessivamente largo per un passaggio pedonale, talmente largo che molti autisti in passato l’hanno scambiato per una strada carrozzabile, usandolo come scorciatoia e addirittura parcheggiando in mezzo al giardino. Dopo l’intervento della polizia municipale l’episodio non si è ripetuto.

“Ci hanno avvisati da un giorno all’altro, chiamando riqualificazione quella che è un’imponente alterazione dell’impianto del giardino” ci ha raccontato Alessandra De Cesare. “Pensavamo che riqualificare un’area verde significasse piantare alberi, sistemare le aiuole, rimettere le panchine che erano rotte. Invece hanno stravolto tutto.” A suscitare indignazione è soprattutto la costruzione del camminamento che taglia a metà il giardino e che, correndo parallela ai palazzi, isola questi ultimi rispetto a via delle Sette Chiese e soprattutto dalla fruizione del giardino stesso. Per accedere all’area verde adesso bisogna passare per la nuova piazzola dei taxi, recentemente introdotta in sostituzione di una fermata già presente nella strada adiacente.
Attualmente però quest’area viene usata come posteggio dai residenti, perché il parcheggio dei taxi – che non dispone ancora della colonnina – non è entrato in funzione. Ma le criticità riscontrate riguardo questa nuova sistemazione per i taxi sembrano essere già due. Da una parte la difficoltà per gli autisti di mantenere l’ordine di arrivo in un parcheggio a pettine; d’altra parte la pericolosità della piazzola situata in mezzo a un giardino buio. “Un tassista ci ha già detto che qui il turno di notte non lo farà mai” ci ha confermato qualche settimana fa Rossella Chiossi, un’altra residente della zona. “Lo ritiene pericoloso perché l’accesso alla piazzola è unico. Si entra e si esce dallo stesso varco. Pertanto, se quest’unico ingresso viene bloccato da un malintenzionato, i tassisti non potrebbero uscire e dunque si troverebbero in una situazione di pericolo.”
Insostenibile è l’aumento del degrado. Cumuli di spazzatura nelle aiuole, tubi e tombini sporgenti, addirittura delle siringhe che i residenti affermano di aver trovato nel nuovo parcheggio, tra una macchina e l’altra. “Qua dietro si può nascondere chiunque” ha continuato Alessandra De Cesare. “Con le macchine disposte parallelamente alla strada, in modo da coprire la visuale, questa di notte è diventata una zona da evitare.”
Mancano le panchine lungo il viale e i tombini nella piazzola, per non parlare dell’illuminazione a pavimento tanto decantata dalla deliberazione. Alcuni residenti, inoltre, assicurano che durante gli interventi due pini sono stati rimossi, che le piante di oleandro sono state estirpate e che è diminuito anche il numero dei lampioni.
“Ma l’area di verde pubblico è chiaramente aumentata a seguito dei lavori” ha dichiarato l’Assessore alle Politiche Ambientali del Municipio VIII Claudio Mannarino. “Se si guarda la pianta ante e post operam si nota che lo spazio adibito al verde pubblico adesso è maggiore: erano 2627 metri quadrati, adesso 3047, vale a dire con un aumento di 420 mq di verde. In origine erano presenti diversi percorsi cementificati, che abbiamo eliminato sostituendoli con un’unica strada in mezzo. Il criterio dei nostri interventi è stato quello di ridurre il cemento e restituire ai cittadini aree verdi. Sicuramente persistono alcune problematiche che risolveremo nei prossimi giorni, entro Natale al massimo” ha proseguito l’Assessore. “Entro questa data infatti introdurremo sicuramente panchine, alberi e lampioni, oltre che la colonnina nel nuovo posteggio dei taxi. L’illuminazione sarà a led, il che comporterà una riduzione dei costi e un aumento di luminosità. Prima i lampioni erano 15, a breve saranno 21.” L’assessore ha quindi continuato affrontando una delle tematiche cruciali. “Quanto ai taxi, abbiamo spostato il posteggio per non creare intralcio lungo la strada. In passato capitava che i taxi arrivassero fino a via delle Sette Chiese” ha dichiarato. “Adesso invece hanno tutto un’area a loro disposizione, e il servizio sarà più ordinato e rapido. È vero che l’ingresso è unico, ma se nel parcheggio posteggeranno solo taxi il problema del traffico non dovrebbe sentirsi troppo perché ci sarebbe comunque meno viavai rispetto ad adesso. Tra l’altro l’ingresso è largo 6 metri, sufficiente per garantire il transito di due macchine, una in uscita e una in entrata. Il nostro obiettivo è di restituire ai residenti un’area che prima era fortemente degradata. C’era delinquenza, prostituzione anche a causa della scarsa illuminazione. Noi abbiamo voluto rendere il luogo più fruibile, prima di tutto sistemando la pavimentazione e poi cercando di rendere la piazza più frequentata con la presenza dell’ampio collegamento centrale e della piazzola dei taxi. A breve verranno anche piantumati nuovi alberi ornamentali; eviteremo volontariamente gli oleandri per non creare cespugli troppo folti, aree buie che rendano pericoloso lo snodo. Per ora quindi l’unico vero problema – e in questo i residenti hanno ragione” ha concluso l’Assessore Mannarino, “è la mancanza di arredamento pubblico, ma ripeto che entro Natale questo problema sarà certamente risolto.”
Rimane comunque un problema di ordine estetico molto sentito dai firmatari della petizione. Se prima gli edifici affacciavano su un parco, adesso molti appartamenti danno su un parcheggio. Avere un fazzoletto verde sotto casa per queste persone non è un lusso: è una necessità. Soprattutto con l’amena prospettiva della Foresta Romana, il complesso di architettura sperimentale, di oltre dieci piani, che verrà edificato sul terreno prospicente alla piazza togliendo panorama, aria e luce ai palazzi storici. Insomma, con la Colombo da una parte, la Foresta Romana dall’altra e un parcheggio sotto casa, agli abitanti di piazza dei Navigatori, per citare una nota pellicola di Benigni, “non resta che piangere.”
Quindi cos’è questa piazza, adesso? Un luogo di passaggio, al massimo. Quello che era un prezioso punto di incontro e condivisione, una piccola isola nell’inesorabile routine della vita romana, ha perso ogni valore aggregativo. Mancano i punti di riferimento, non ci sono più i frequentatori abituali. Ma la storia non finisce qui. Forti del consenso di oltre 400 persone, a breve i residenti invieranno una lettera di protesta al Municipio.









