Transform3 festival alla Garbatella: tre giorni per parlare di sessualità, relazioni, salute e autodeterminazione

di Alessia Restucci

Costruire una relazione sana con il proprio corpo e imparare a relazionarsi con gli altri sono sfide che accompagnano molte persone nel corso della vita. Sono anche alcuni dei temi al centro della seconda edizione del Transform3 Festival, in programma fino a sabato 17 ottobre alla Villetta Social Lab, alla Garbatella.

La proposta del festival

Nell’arco di queste tre giornate, il festival indipendente promosso dall’omonima collettiva transfemminista, propone un programma ricco e variegato, con momenti di confronto e dibattito che si alterneranno a musica, performance e interventi artistici. Rispetto alla prima edizione, dedicata al rapporto tra corpi e spazi quotidiani, quest’anno l’attenzione si sposterà su sessualità, affettività e relazioni, salute e medicina.
A caratterizzare l’iniziativa sarà la pluralità delle voci e dei linguaggi coinvolti: associazioni, collettivi, professionisti e artisti porteranno esperienze e prospettive differenti, attraverso incontri, dibattiti, musica, performance e interventi artistici. Tra i partecipanti figurano PID Onlus, Gender X, Punto di GI, Educare alle Differenze, l’Associazione Vanvera con Cuore Scoperto, SWIPE, Conigli Bianchi, Francesca Fulceri, Ludovica Anzaldi, Chiara Moretti, Francesco Pacifico e Alessandra Carnaroli. Il programma comprende inoltre un contributo video dello staff e della produzione della regista Erika Lust.

Oltre i pregiudizi, l’importanza dell’ascolto

Parlare di sessualità, identità e relazioni significa anche confrontarsi con i pregiudizi e le difficoltà che molte persone incontrano nella vita quotidiana. Per approfondire questi aspetti, abbiamo parlato con Maddalena Mosconi, psicologa-psicoterapeuta e responsabile dell’Area Minori del SAIFIP dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, che da anni si occupa di persone con problematiche legate all’identità di genere e del sostegno alle loro famiglie.
Come spiega Mosconi, lo stigma può manifestarsi anche attraverso gesti quotidiani, prese in giro e sguardi, incidendo sul benessere delle persone. Per questo, sottolinea la professionista, “è importante promuovere una maggiore conoscenza del tema” e creare occasioni di incontro capaci di superare i pregiudizi.

Un aspetto centrale riguarda anche il sostegno alle famiglie, che possono trovarsi ad affrontare dubbi e preoccupazioni. In questi casi, “il primo passo è ascoltare bambini e adolescenti, senza negare ciò che raccontano o attribuirlo automaticamente all’influenza degli amici e dei social network”.
Il SAIFIP accompagna genitori e figli attraverso colloqui e gruppi di confronto, collaborando anche con associazioni come Gender X e Libellula. Tra le figure coinvolte ci sono i peer navigator, persone adulte che hanno già concluso da tempo il proprio percorso e che condividono la propria esperienza con chi si rivolge al servizio e con i suoi familiari, offrendo un ulteriore punto di riferimento.
Il Transform3 Festival si conferma così un’occasione per conoscere, per mettere in dialogo esperienze, competenze e linguaggi differenti, affrontando temi che riguardano la vita quotidiana e il modo in cui ciascuno vive il proprio corpo e le relazioni con gli altri, soprattutto garantendo un ambiente sano e sicuro. Il programma completo è reperibile cliccando qui.

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