Cara Garbatella ha intervistato Massimo Mongai, classe 1950, scrittore romano nato nel quartiere, sulla sua attività e i suoi progetti.
Tanti scrittori con la scrittura creativa
di Francesca Vitalini
Come hai istituzionalizzato il tuo ruolo di scrittore?
Vincendo il Premio Urania nel 1997. È un premio per il miglior romanzo di fantascienza di autore italiano inedito e l’ho vinto con “Memorie di un cuoco d’astronave”. Beh, ho visto che potevo scrivere anche romanzi (dato che dal 1981 …..
Cara Garbatella ha intervistato Massimo Mongai, classe 1950, scrittore romano nato nel quartiere, sulla sua attività e i suoi progetti.
Tanti scrittori con la scrittura creativa
di Francesca Vitalini
Come hai istituzionalizzato il tuo ruolo di scrittore?
Vincendo il Premio Urania nel 1997. È un premio per il miglior romanzo di fantascienza di autore italiano inedito e l’ho vinto con “Memorie di un cuoco d’astronave”. Beh, ho visto che potevo scrivere anche romanzi (dato che dal 1981 vivo scrivendo professionalmente, come copy-writer pubblicitario e sceneggiatore) e mi ci sono messo seriamente: sei-sette ore al giorno, 5/6 giorni a settimana, per dieci mesi l’anno. A tempo pieno, praticamente. Riesco a sopravvivere a malapena, ma mi considero un privilegiato.
Puoi presentarci i romanzi che hai pubblicato?
Il primo è già citato. Il secondo è stato sempre per Urania e Mondadori, “Il Gioco degli Immortali”, sempre pura Fantascienza. Il terzo è “Tette e pistole” pubblicato da Malatempora ed è una “storiaccia”, termine che mi piace molto: un giallo/noir molto atipico, almeno nel senso che è la storia di Giulio un sedicenne molto carico sessualmente che fino ai 18 anni fa sesso con le donne come un forsennato, poi scopre di essere anche gay, poi forse prevalentemente gay, si fa “mettere le tette” come dice lui, diventa Giulia si prostituisce, rischia di essere ucciso da un serial killer, torna ad essere Giulio, finisce gli studi, si laurea in legge e diventa commissario di polizia…Poi c’è stato il seguito del Primo, “Memorie di un cuoco di un bordello spaziale”, il sequel delle avventure di Rudy Turturro: poi “Cronache non Ufficiali di due spie Italiane” un misto di una spy-story e di un romanzo storico; adesso sta per uscire “Il fascio sulle stelle, di Benito Mussolini” che è una raccolta di racconti che Mussolini avrebbe scritto se fosse emigrato negli stati uniti nel 1918 e fosse diventato uno scrittore di Fantascienza.
Le esperienze individuali formano il proprio modo di scrivere e plasmano la creatività di uno scrittore. Pensi che si possano trovare degli accenni alla Garbatella, il quartiere nel quale sei nato, nei tuoi romanzi?
Ce ne sono molti. Ho chiamato un pianeta Guhrbuhtelluh, parola che pronunciata all’inglese diventa appunto Garbatella. E un intero romanzo di prossima pubblicazione (spero) “La memoria di Rastafari Diredawa” è praticamente tutto ambientato nel quartiere. Del resto il frutto non cade lontano dall’albero ed io sono nato, cresciuto e vivo nel quartiere.
Pensi che il lavoro di scrittore sia per te un approdo sicuro o un passaggio verso altre mete?
Per ora non ho esaurito la vena di scrittore e tutto lo si può definire tranne che un “approdo sicuro”. Se per sicuro intendi sicuro di quello che faccio, sì, ormai sì. Vivere agiatamente facendo lo scrittore, né più né meno.
Organizzerai un laboratorio di scrittura creativa in collaborazione con Altrevie e Cara Garbatella, due associazioni del quartiere. Viste le tue precedenti esperienze nel settore, a chi pensi possa essere rivolto?
Potenzialmente a tutti. Quando tengo uno di questi corsi usualmente li “taro” sui partecipanti. Ad esempio a fine mese ne inizio uno con la Scuola di Scrittura Creativa Omero, e avrà per tema “come si scrive un romanzo di fantascienza” ma già mi hanno fatto sapere che alcuni degli iscritti vorrebbero anche accenni al “giallo”. Il che va benissimo perché i due generi hanno in comune soprattutto il fatto di essere appunto genere. Diciamo che il corso di Altrevie e Cara Carbatella sarà un corso generale sulla scrittura , partendo da un racconto per arrivare ad impostare (o a capire come si può impostare) un romanzo, parlando di creatività, talento, trucchi professionali. Mi posso permettere il lusso di essere un po’ presuntuoso? Sono se non bravo, convinto di esserlo e finora ai miei corsi non si è lamentato mai nessuno.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Febbraio 2005



