Presentati alla Villetta gli scritti dello psichiatra Franco Basaglia Per iniziativa dell’Associazione “180amici”

A 25 anni dalla scomparsa dell’uomo che ha fatto chiudere i manicomi

Presentati alla Villetta gli scritti dello psichiatra Franco Basaglia Per iniziativa dell’Associazione “180amici”

di Eraldo Saccinto

Che cos’è la follia? La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. …..

A 25 anni dalla scomparsa dell’uomo che ha fatto chiudere i manicomi

Presentati alla Villetta gli scritti dello psichiatra Franco Basaglia Per iniziativa dell’Associazione “180amici”

di Eraldo Saccinto

Che cos’è la follia? La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla.

Quello del disagio mentale è un fenomeno in crescente aumento, spesso trascurato dalla politica, ma che, proprio dal mondo delle istituzioni, necessita di una specifica attenzione. Se ne è discusso martedi 15 novembre durante la presentazione del libro “L’Utopia della Realtà”, una raccolta di scritti dello psichiatra Franco Basaglia, alcuni dei quali di notevole spessore politico e culturale, curati dalla moglie Franca Ongaro Basaglia e introdotti da Maria Grazia Giannichedda.
Si è trattato di un’iniziativa promossa dall’Associazione “180amici” per ricordare a venticinque anni dalla sua scomparsa, la figura di un uomo, il cui contributo scientifico e intellettuale portò ad un profondo rinnovamento della cultura sulla follia e la malattia mentale ed alla promulgazione della famosa legge 180 del 1978. All’incontro sono intervenuti: Andrea Fannini, segretario della sezione Ds della Garbatella, il quale – in qualità di padrone di casa, l’appuntamento si è infatti svolto presso la Villetta – ha spiegato i motivi della partecipazione e dell’ospitalità; Maria Grazia Giannichedda, collaboratrice con il prof. Basaglia ai tempi della sua esperienza in quel di Trieste e, come detto, curatrice dell’introduzione del volume; Andrea Beccari, assessore alle politiche sociali e Flavia Micci, capogruppo Ds, entrambi del Municipio Roma XI, e Carlo Minervini, psichiatra e profondo conoscitore ed attuatore della concezione basagliana del trattamento
del disagio mentale.
Molto interessanti tutti gli interventi, che hanno cercato di porre nella giusta luce la realtà della situazione nella quale si sta muovendo la psichiatria in Italia e quanto invece si può realizzare tramite i terminali di quella politica di prossimità propria dei Municipi e delle sue istituzioni, più vicine, per definizione, alle esigenze
della popolazione che soffre di questi problemi e sulla quale in particolare si sono soffermati gli interventi di Andrea Beccari e di Flavia Micci. C’è stato il ricordo personale di Carlo Minervini, che ha rammentato alcuni episodi di vita vissuta con Franco Basaglia e l’importanza dei suoi scritti, basilari per la corretta costruzione del rapporto tra paziente, medici ed istituzioni. Si è soffermato in particolare su alcuni aspetti della Legge 180, passata alla storia come la legge che ha chiuso i
manicomi in Italia, che ha vietato le nuove ammissioni in manicomio e sancito che non si costruissero più ospedali psichiatrici, dando inizio ad una lunga agonia di queste strutture per le quali solo ai giorni nostri, alle volte in parte, se ne è avuta la definitiva chiusura.
Di rilevantissimo interesse è stato l’intervento di Maria Grazia Giannichedda che ha sottolineato il quadro nel quale la salute mentale e, più in generale, la sanità si trovano attualmente, evidenziando che questo è il vero banco di prova per il welfare e la misura, allo stesso tempo, del grado di una moderna democrazia. E’ proprio sulla qualità dei servizi che si gioca la possibilità di dare una concreta realizzazione ad una legislazione in materia, indicata da molti tra le più innovative a livello europeo. L’esperienza italiana sulla salute mentale, infatti, è considerata all’avanguardia mentre si avverte sempre più frequentemente una deriva negativa e una crescente dissociazione tra i principi teorici e i modelli organizzativi.
Aquesto intervento, ha fatto seguito un interessante contraddittorio al quale gli ospitati si sono volentieri sottoposti e che ha chiuso la manifestazione.
Il buon successo di pubblico è stato il giusto premio per l’iniziativa organizzata dall’Associazione “180amici”.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Dicembre 2005

 

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