Piazza Damiano Sauli tra vandalismi e storia

Luogo di aggregazione del quartiere

Piazza Damiano Sauli tra vandalismi e storia

di Cosmo BARBATO

“Piazza Damiano Sauli, “ salottino” centrale della Garbatella, luogo di aggregazione nel corso delle varie ore della giornata (degli anziani al mattino, dei ragazzini e delle loro mamme nel pomeriggio e dei giovani la sera e nelle prime ore della notte) ha subito un gradito oltraggio un tratto della balaustra di travertino sorretta da piastrini di mattoni, posta all’ingresso dell’area centrale, è stato abbattuto: un atto di volgare vandalismo analogo ad altri che troppo spesso contribuiscono a sfigurare il volto della città …..

Luogo di aggregazione del quartiere

Piazza Damiano Sauli tra vandalismi e storia

di Cosmo BARBATO

“Piazza Damiano Sauli, “ salottino” centrale della Garbatella, luogo di aggregazione nel corso delle varie ore della giornata (degli anziani al mattino, dei ragazzini e delle loro mamme nel pomeriggio e dei giovani la sera e nelle prime ore della notte) ha subito un gradito oltraggio un tratto della balaustra di travertino sorretta da piastrini di mattoni, posta all’ingresso dell’area centrale, è stato abbattuto: un atto di volgare vandalismo analogo ad altri che troppo spesso contribuiscono a sfigurare il volto della città (panchine divelte, scritte di vernice indelebile tracciate sui muri e persino sui monumenti in nome di discutibili “ ideali” sportivi o politici, cristalli degli autobus sfregiati, giardini pubblici e edifici scolastici devastati ecc. ecc.). Tutto questo mentre si cerca faticosamente di migliorare la disponibilità e di ridare dignità ai luoghi degradati del nostro vivere civile (un esempio per tutti: la recente ristrutturazione del bel parco di piazza Sant’Eurosia). san francesco saverio garbatella
Il danno provocato a piazza Damiano Sauli non trova giustificazioni. Rimessa a nuovo solo qualche anno fa, la piazza è una comodità a disposizione di tutti: ospitale con il suo lungo”sofà” di travertino che la recinge, sicura per i bambini perché chiusa. Almeno discutibile in verità è il monumentino che si è voluto collocare, eretto per giunta su una piattaforma a superfici oblique sulla quale ci si arrampicano con qualche rischio i bambini: c’è chi dice che rappresenti un angelo, altri un pinocchio.
La piazza è dedicata a Damiano Sauli, un personaggio vissuto nella seconda metà del 1700, culture dell’arte navale e inventore di avanzate tecniche costruttive atte alla navigazione (come è noto, tutte le vie della Garbatella sono dedicate a figure che hanno a che vedere con il mare e la navigazione, perché nella toponomastica si vuole richiamare una futura vocazione marinara della nuova borgata sorta nel 1920 che avrebbe dovuto” offrire quiete e sana stanza” anche agli operatori di un porto fluviale progettato ma poi mai costruito, al servizio dell’area industriale Ostiense). Sulla piazza affaccia la dignitosissima facciata della chiesa di S. Francesco Saverio con la sua slanciata cupola.
Costruita nel 1933 su progetto dell’architetto Alberto Calza Bini, è quasi una copia in scala leggermente ridotta della chiesa principale di Ostia dedicata a S. Maria Stella Maris, dello stesso autore. A proposito della nostra chiesa, mi piace ricordare un episodio che richiama alla memoria una vicenda la quale a suo tempo sembrò contrastare le storie antagoniste di Don Camillo e Peppone, descritte da Giovanni Guareschi, vicenda di cui io stesso fui parte. Nel 1950 operava alla Garbatella uno dei cosiddetti cantieri-scuola per disoccupati gestito dalle Acli.
Era un modo per soccorrere larghe fasce di popolazione indigente, offrendo un sussidio e anche una certa qualificazione professionale. Quel cantiere occupò per qualche mese una quarantina di uomini tra giovani e anziani. Uno dei lavori eseguiti fu la demolizione di un’ampia intercapedine di cemento armato che cingeva lo abside della chiesa di San Francesco Saverio. Ne risulta un enorme quantità di materiale di risulta che non si sapeva come smaltire. Contemporaneamente, alla Villetta, la storica sede del PCI di via Francesco Passino, a due passi dalla chiesa, si stava costruendo una grande pista per spettacoli e ballo, tuttora in uso. Serviva materiale per creare un solido fondo su cui poggiare il mattonato.
piazza damiano sauli garbatellaQuegli scarti di demolizione erano l’ideale. Così per giorni e giorni ci fu un continuo andirivieni di carriole che partivano cariche dal cortile della chiesa e tornavano vuote dalla Villetta: una collaborazione che tornò utile sia a Don Camillo che a Peppone, nonché ai disoccupati che trovarono un’occasione di un’esperienza operativa. A conclusione del cantiere-scuola, a seguito di quel lavoro e di altri, fu rilasciato ai partecipanti (un paio erano studenti universitari) un diploma di “muratore in seconda”, cioè, come si dice a Roma, di “mezzacucchiara”.
Ma torniamo alla nostra piazza. L’edificio più imponente che si affaccia è la scuola elementare Cesare Battisti, costruita nel 1930 su progetto dell’architetto Brunetto. Occupa una vasta area, che in origine faceva parte della Villa Armellini, nella quale pochi residui restano alle sue spalle, nel sito occupato e edificato dal complesso monastico con annessa scuola privata e chiesa dedicata a Gesù Eucaristico, con ingresso su Via delle Sette Chiese. La Cesare Battisti, inaugurata da Mussolini era originariamente intitolata a Michele Bianchi, uno dei gerarchi che guidarono nel 1922 la marcia su Roma.
Fu riintitolata a Battisti, patriota trentino ucciso dagli austriaci durante la Prima Guerra Mondiale, solo dopo l’ultima guerra, poiché per lungo tempo aveva ospitato fino a 500 sfollati in condizioni di grave promiscuità. Poco dopo l’inaugurazione, non riuscendo a contenere tutta la popolazione scolastica della Garbatella, subì una sopraelevazione delle due ali di cui è costituita. Restò intatto invece l’edificio centrale costituito da un’alta torre che sorregge un tamburo recante un orologio e, in cima, un grande parafulmine di ferro a forma di cuspide. Quattro aquile romane poggiano su altrettanti pilastri di un avamportico. L’equilibrio dei volumi corregge l’eccesso di retorica che ispira la costruzione.
Oggi, con la contrazione delle nascite, la scuola è fortemente spopolata e ospita anche altri Istituti e Istituzioni. Di fronte alla scuola un edificio d’abitazione delle case popolari è sottopassato da quattro fornici che immettono su via Magnaghi.
E’ costruito in una bella cortina e offre un piacevole colpo d’occhio coi suoi quattro alti archi che ricordano le architetture di molti quadri di Giorgio De Chirico. Anche le palazzine poste sul quarto lato, cioè di fronte alla chiesa, sono di brll’aspetto pur nella loro semplicità. Tutto il complesso della piazza, ornato da monumentali platani e illuminato da dignitosi lampioni, offre, dopo la recente sistemazione (pur con il discutibile monumento di cui dicevamo),un ambiente gradevole e accogliente, insomma il nobile “salotto” di un quartiere popolare. Lo sfregio arrecato alla piazza da un volgare vandalismo è pertanto una offesa alla comunità che di quel bene fruisce. Per favore, ripristinate al più presto quella balaustra, cancellate la vergogna di quell’atto di inciviltà.

 

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 0 – Maggio 2003

 

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