Il famoso regista newyorkese ospite alla festa del Cinema di Roma
Il sorriso compiaciuto di chi sa di aver fatto un buon lavoro, è quello che sfoggia Oliver Stone al Teatro Palladium alla Garbatella. Il regista newyorkese, che lo scorso mese ha spento 75 candeline, partecipa alla XVI edizione del Festival del Cinema di Roma con il documentario JFK Revisited: Through the Looking Glass. Oliver Stone, tre volte premio Oscar con i film Fuga di Mezzanotte 1975, Platoon 1987, Nato il Quattro Luglio 1990, si è sempre contraddistinto per il suo impegno politico e per il suo essere spregiudicato, caratteristiche acquisite anche a causa della difficile esperienza fatta in Vietnam, dove nel 1967 fu spedito a combattere nella 25a Divisione di Fanteria e nella 1a Divisione di Cavalleria, esperienza dalla quale uscì con numerose ferite.
L’ultima volta che partecipò al Festival del cinema di Roma era il 2016, dove presentò il film Snowden. Per il suo ritorno, sono tanti gli spettatori accorsi al Palladium, per il dibattito e la proiezione di JFK Revisited: Through the Looking Glass, una pellicola che analizza i nuovi documenti recentemente desegretati sull’omicidio del presidente John Fitzerald Kennedy, che mettono ordine su alcune questioni rimaste in sospeso nel precedente film di Stone JFK: Un caso ancora aperto del 1991.

L’omicidio di Kennedy, avvenuto a Dallas nel 1963, resta uno dei misteri più controversi del XX secolo; per trovare una spiegazione all’accaduto, si sono formulate diverse teorie di complotto, cui il regista dà adito approfondendo tutti gli aspetti. “Kennedy era un uomo che voleva il cambiamento, però era considerato un presidente troppo morbido con il comunismo, non piacquero i suoi incontri con Fidel Castro e con Togliatti” spiega il regista dal palco del Palladium “Era un presidente che non piaceva all’apparato militare statunitense e per questo fu ucciso. Il suo posto, infatti, fu preso da Johnson un presidente con idee del passato e favorevole alla guerra fredda. Questo documentario è la mia eredità, che lascio con lo scopo di tenere viva la memoria e per correggere una visione falsata della storia”.

A guidarci all’interno del nuovo documentario di Stone ci sono un gruppo di scienziati forensi, medici, esperti di balistica, storici, testimoni e le voci di Whoopi Goldberg e Donald Sutherland. A causa dei contenuti scottanti, negli Stati Uniti sia Netflix sia il National Geographic si sono rifiutati di distribuirlo. Mentre, la versione finale da quattro ore, sarà distribuita in Italia da I Wonder Pictures e a novembre sarà presentata su Rai Tre da Rai documentari.
È stata creata anche la versione serie tv, che ha come titolo JFK: Destiny Betrayed, composta da quattro puntate, che andranno in onda dal 22 novembre alle 21:15 su Sky Documentaries (Canali 122 e 402 di Sky), proprio in occasione dell’anniversario dell’assassinio del 1963. Sarà disponibile anche On Demand e in streaming su NOW.
Tra gli applausi Oliver Stone saluta il pubblico del Palladium, chissà se lo scenario della Garbatella o al tavolo di una trattoria romana troverà l’ispirazione per il suo prossimo film.









