di Anna Rita Marocchi (Assessora alle Pari Opportunità del Municipio Roma VIII)
Il fenomeno della violenza alle donne pare non abbia confini economici, culturali, sociali. Può accadere (e accade) in India o tra le pareti di un condominio di lusso di una città dell’Occidente. In fondo, la “prigioniera” di Proust, Albertine, stava in casa e ciò non procurava all’autore particolare gioia, se non quella di averla sottratta agli altri.
Dunque la violenza emerge nel mondo opulento e in quello più arretrato, motivata da origini o premesse differenti, ma in ogni caso rappresenta una prevaricazione del gesto sulla parola: questo avviene sempre di più quando si perde la capacità di guardare dentro di sé e quindi quando si rompe il meccanismo della elaborazione dei disagi profondi. Si tratta di un deficit non solo culturale, ma soprattutto psichico. Non si motiverebbe altrimenti la trasversalità sociale della violenza. Quando l’apparato emotivo non ce la fa a verbalizzarsi scivola più facilmente nel gesto violento, come unica forma espressiva che riesce a manifestare.
Quel gesto che segna la vita di una donna per sempre!

La violenza contro le donne si delinea dunque come un evento a forte impatto sociale, anche in considerazione del fatto che presenta un’altissima incidenza di “sommerso” e che dunque quelle che vengono rappresentate e raccontate sono solo una parte delle violenze che effettivamente si verificano.
Un elemento allarmante è costituito dal netto prevalere della violenza intrafamiliare su altri tipi di violenza, e questo ci fa temere che oltre alle donne ci sia un numero considerevole di minori esposti ad un disagio, che non coinvolge solo la donna ma si estende anche ai figli che rischiano di crescere in un ambiente familiare connotato da questa forma di devianza sociale.
Nel Municipio Roma VIII abbiamo finalmente ottenuto la possibilità di avere un Centro antiviolenza senza non poche difficoltà da parte di tanti.
Un Servizio in più è un’opportunità in più che oggi il nostro Municipio può dare alle donne; uno spazio utile per combattere la violenza e gli abusi su di loro e sui propri bambini.
Il “Casale Rosa” di Via di Grotta Perfetta 610 apre le porte ad un servizio di grande valore umano e sociale: un servizio antiviolenza SOS Donna H24, che Roma Capitale mette a disposizione attraverso il nostro territorio perché le donne in ogni momento possono essere accolte nelle situazioni di maggior debolezza da professioniste esperte.
William Shakespeare scriveva: “Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che le avete tarpato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una donna!
Ecco, oggi noi vogliamo continuare con grande impegno politico e tanta passione un percorso senza più ritorno: quello di dire basta alla violenza sulle donne!
E lo faremo partendo con una importante azione di sensibilizzazione che richiama la sensibilità di ognuno affinché si possa esprimere in ogni occasione la solidarietà alle vittime di violenza ed alle loro famiglie proponendo di leggere ad ogni iniziativa pubblica il seguente appello: Sono oltre 1000 in Italia le donne vittime di violenza dall’inizio dell’anno.
Vogliamo che si interrompa questa strage silenziosa.
Chiediamo alle donne e agli uomini, soprattutto agli uomini, di dire basta al femminicidio. Se ne fermi una ci fermi tutte.
E di lanciare attraverso il sito internet istituzionale il seguente appello: Ogni violenza fatta ad una donna è violenza contro tutte le donne.
Le Istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate ad impegnarsi con grande sforzo al fine di contrastare ogni forma di violenza contro le donne.
Un impegno che deve condurre un cambiamento nel contesto sociale e culturale facendo emergere dal sommerso il fenomeno dell’aggressività, del maltrattamento e del sopruso, adottando ogni misura volta alla sua prevenzione.
Nel Municipio Roma VIII abbiamo iniziato a sviluppare, con il supporto decisivo delle Associazioni, un piano di azioni finalizzato a condividere i princìpi di una buona cultura del rispetto, con il coinvolgimento delle scuole, dei centri anziani e delle famiglie. In questo contesto costruttivo ci apprestiamo a pianificare le attività per arrivare preparati alla seconda giornata del Rispetto del prossimo 20 maggio 2015.
Inoltre proseguiremo a sviluppare l’azione politica per difendere e sviluppare i diritti delle persone, soprattutto delle donne, scrivendo la “Carta dei Servizi per la parità di genere e Popolazione lgbtq”.
Un lavoro non semplice, se vogliamo superare la semplice declinazione dell’offerta di servizi, in una logica di diritti acquisiti per una facile fruizione da parte dei cittadini.
La Carta dei servizi dovrà diventare una sorta di patto condiviso tra chi i servizi offre e chi i servizi fruisce, perché la garanzia dei diritti, soprattutto quelli alla persona, deve rappresentare il frutto (maturo) di un percorso generalizzato di presa di coscienza nella consapevolezza di sé, coniugata alla dimensione sociale.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Novembre 2014









