“La scienza sotto casa” al Millepiani Coworking

Di Veronica Gagliano

Parlare di scienza non è mai stato semplice, nonostante questa sia una materia presente in moltissime delle nostre attività quotidiane. Ancora più difficile è porsi domande sulle materie scientifiche, tentando di formulare risposte utili e possibilmente esaustive. Ascoltiamo con interesse esperti e contradditori, domandandoci quanto i nostri comportamenti possano influenzare i cambiamenti ambientali, il nostro corpo e la nostra salute.

A queste domande ha cercato di rispondere il progetto di divulgazione scientifica,” La scienza Sotto Casa. Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere”, predisposto dal Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi di Roma Tre in collaborazione con il Municipio VIII.

 

Gli interventi degli esperti

Lo scorso 11 novembre, nel pomeriggio, presso il Millepiani Coworking, si è tenuto l’incontro sul “ Ghiaccio bollente: i cambiamenti climatici visti dai luoghi più freddi del nostro pianeta”. Una tematica “scottante”, d’interesse mondiale che non esula nessuno dalle responsabilità morali nei confronti della crisi ambientale. “Lo scopo di questi incontri è quello di rendere alcune tematiche da incomprensibili a comprensibili. L’esigenza di fondo è quella di offrire un’alfabetizzazione di base destando curosità in tutti”, afferma l’Assessora alle Politiche Culturali Maja Vetri, durante l’introduzione all’incontro.

Il nostro pianeta è principalmente formato per il 70% d’acqua e il 30% di terra, i ghiacciai e i manti nevosi occupano il 40% dello spazio terrestre rappresentando per noi esseri umani, grandi serbatoi d’acqua, risorsa inestimabile da preservare, fronteggiando il riscaldamento globale con tutti i mezzi e le conoscenze a disposizione. “In queste ore, a Sharm el-Sheikh si sta tenendo l’evento internazionale – summit Cop 27- sul clima e noi per l’occasione vogliamo onorare questa condizione parlando di temi di primo ordine che condizioneranno non solo le nostre vite ma anche quelle delle generazioni future”, dichiara la Docente del Dipartimento di Scienze dell’Università, Roma Tre, Sveva Corrado.

Nonostante il decorrere degli eventi sia inarrestabile, la fotografia è l’unico strumento che abbiamo per “catturare” il tempo. Il fotografo di paesaggi Fabiano Ventura rapito nel corso della sua formazione dai problemi ambientali, 15 anni fa ha deciso di iniziare a ritrarre i cambiamenti climatici dell’antropocene come testimonianza diretta mettendo a confronto, dopo una lunga ricerca, alcuni scatti del passato con i dati scientifici e la fotografia attuale. “Volevo che i lavori smuovessero l’opinione pubblica – dichiara il fotografo- solitamente quando parliamo di cambiamento climatico, pensiamo sempre solo all’aria nonostante questo sia stato uno degli anni peggiori per i ghiacciai, pensiamo al crollo emblematico, la tragedia della Marmolada”.

Questa è stata l’estate più calda degli ultimi 500 anni in Europa e la maggior parte dei ghiacciai sulle nostre Alpi sono in disequilibrio, una situazione critica che potrà vedere la loro scomparsa sulle vette delle Dolomiti entro il 2030 “ Non riducendo la Co2 entro il 2100 assisteremo ad una reale assenza di ghiaccio, l’aumento della Co2 è aumentato alla fine della Seconda guerra mondiale e la conseguenza è l’aumento inevitabile del livello dei mari, questa è una certezza”, dichiara Massimo Frezzotti, docente di Cambiamenti Climatici Dell’Università Roma Tre.

La dichiarazione di Mario Tozzi

Emergono, quesiti su come sia possibile controllare la crisi climatica e quale contributo possa  apportare il singolo all’interno del contesto sociale “il consumo di carne, l’alimentazione ha un impatto importante nel decorso ambientale”, afferma il noto geologo Mario Tozzi.

La responsabilità di ognuno di noi è grande e sicuramente il potere di scelta è fondamentale per la salvaguardia del pianeta. Possiamo scegliere come viaggiare, quale linea alimentare seguire, come muoversi durante la propria attività quotidiana e grazie alla sensibilizzazione si può contribuire ad un futuro sostenibile e diverso.

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