Il 63% per Marino ha segnato una svolta nella politica romana

Il voto amministrativo del 9 e 10 giugno nella Capitale e nel Municipio
Il 63% per Marino ha segnato una svolta nella politica romana
Andrea Catarci rieletto presidente del Municipio col 69% dei voti. Alla Garbatella la lista di Sel si afferma con il 14 %

di Natale Di Schiena

Con il voto del 9 e 10 giugno si è chiusa la fase delle elezioni amministrative a Roma e in Italia, riaffermando la necessità di un profondo cambiamento nella politica  del Paese che è stato bloccato dopo le elezioni di maggio con la formazione del governo delle larghe intese.
campidoglio-10-giugno-2013Occorreva un governo politico che portasse i delusi al voto e quindi rafforzasse l’ampiezza e la qualità della democrazia. La formazione di alleanze di centrosinistra, opposte al blocco moderato, ha permesso, in tutti gli enti locali in cui si votava, la realizzazione di una vittoria che dovrebbe avviare una fase di grandi novità che potrebbero portare alla nascita del governo di cambiamento.
Roma ha introdotto un elemento dirompente con la vittoria di Marino al 63%, vittoria che ha segnato la fine di un periodo amaro per la città, in cui corruzione, distruzione dell’ambiente, rapina del territorio, liquidazione e privatizzazione dei servizi sociali erano stati gli elementi caratteristici della Giunta Alemanno, la quale ha riportato indietro di decenni la Capitale, riducendola al livello di un borgo privo di storia. La sconfitta clamorosa di Alemanno é stata raggiunta dopo grandi lotte e vaste mobilitazioni che, su tutte le questioni, hanno tenuto alta la tensione sociale e vivo l’interesse, perché il ruolo nazionale e internazionale di Roma non fosse messo in discussione da un’amministrazione “scellerata”, che è riuscita ad isolarsi a tal punto dalla città da non trovare nessun cavaliere in grado di difenderla.
Abbiamo battuto Alemanno in campo aperto, nonostante le provocazioni, non ultima quella del 4 giugno ultimo scorso quando, in occasione dell’anniversario della Liberazione di Roma e mentre nella nostra sezione di Sel veniva scoperta una targa in omaggio ai partigiani della VII Zona militare del Pci, è venuto da queste parti a cercare “rogna”. Non abbiamo esaudito il suo desiderio, che era la implicita testimonianza di un uomo sconfitto e sul viale del tramonto; ma gli abbiamo ricordato a parole che noi eravamo gli eredi morali di quei partigiani che la notte del 3 giugno del 1944 occuparono la Villetta e misero in fuga i tedeschi e i traditori fascisti.giunta-viii-municipio-benedetto-croce
Da noi i ballerini di Alemanno, che sono povera cosa, debbono fare i conti con il 69% raggiunto al Municipio da Catarci, una percentuale che è espressione del lavoro politico unitario, ma anche della forza di Sel che ha raggiunto il 12% nelle municipali con percentuali del 14% nell’area della Garbatella. Tutto questo è il prodotto di un lavoro intelligente di tutte le nostre forze che da anni lavorano per collegare le battaglie quotidiane (lotta per la casa, il lavoro per tutti e per i giovani in particolare, la difesa della sanità, l’adeguamento delle iniziative istituzionali alle esigenze dei cittadini) a quelle più generali di difesa ed incremento dei diritti singoli e collettivi.
Abbiamo le forze in campo per questo progetto, oppure è solo una speranza? Credo sia vero il fatto che una piccola forza diventa importante se ascolta la propria gente che ha bisogno del cambiamento per poter vivere. Noi dobbiamo capire gli altri e al tempo stesso dobbiamo difendere noi stessi proponendo obbiettivi raggiungibili con iniziative costanti a cui partecipino tutti e in cui tutti discutano, sapendo che in questa difficile fase dobbiamo costruire un’agorà che raccolga, selezioni e sperimenti progetti utili alla collettività. Sarò un vecchio romantico ma credo che non troveremo avversari a questo modo di intendere l’azione politica. Penso che dovremo li Municipi e nel resto del Paese.
Mi sembra che l’andamento del voto, compreso il tema dell’astensionismo che è diffuso, sia segnale di un malessere che forze politiche come quelle di sinistra non colgono abbastanza. Sottolinea la necessità di un gruppo dirigente di donne e uomini impegnati nel lavoro con altruismo, senza mai pensare all’individuale tornaconto. Ho provato emozione e nostalgia quando alla Villetta abbiamo  scoperto la targa in memoria dei partigiani combattenti della Garbatella perché, dopo la conclusione della guerra, tornarono umilmente ma con orgoglio al proprio lavoro, senza nulla pretendere.

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