“La nuova sanità del territorio più vicina alle persone per ridurre le diseguaglianze”. E’ questo il titolo del piano regionale sanitario presentato in un’assemblea, aperta ai cittadini, nel salone Giuliani fresco di ristrutturazione dell’Istituto San Michele a Tor Marancia. Hanno fatto gli onori di casa Livia Turco, presidente dell’Istituto San Michele e Alessandra Aluigi assessora alle politiche sociali dell’VIII Municipio.
In effetti se verrà mantenuto il programma di investimenti previsto dal Pnrr per la Sanità laziale (700 milioni di euro in tutto di cui 550 già deliberati) le cose sul territorio cambieranno davvero. “Nel distretto 8 – ha illustrato il direttore sanitario della Asl Rm 2 Giuseppe Gambale- abbiamo previsto tre Case di comunità: a via Malfante (dietro piazza dei Navigatori), a via di San Nemesio 21 (Cto) e qui a via Casal de Merode. Ma nello “scheletro”, rimasto abbandonato da anni, del San Michele faremo anche l’ospedale di comunità e a via di San Nemesio una centrale operativa territoriale, tecnologicamente avanzata, per la presa in carico del cittadino e di raccordo tra i servizi sanitari, socio sanitari e ospedalieri. Insomma dobbiamo prendere in carico le persone che hanno problemi di salute ma non solo”.

Case di Comunità
Sono strutture sanitarie territoriali come le Case della salute, dove il cittadino può trovare il medico di medicina generale, il pediatra, gli specialisti ambulatoriali e logopedisti, fisioterapisti e tecnici della riabilitazione, ma anche l’infermiere di famiglia, che sarà il professionista responsabile delle cure a domicilio. “Insomma – ha ribadito Alessio D’Amato assessore alla Sanità nel Lazio- dobbiamo passare da 30 mila persone assistite a casa nella regione a 100 mila.
E’ un obiettivo di medicina territoriale molto complesso, che sconta la difficoltà di reclutamento degli infermieri e dei medici con una apposita specializzazione. In tutta Italia, infatti, ci sono solo 5 corsi di laurea in Medicina del territorio, di cui uno alla Sapienza di Roma. Ci siamo dati 36 mesi per realizzare questo programma – conferma l’amministratore regionale- che caratterizza la città di Roma e questo municipio; il San Michele sarà la cittadella dell’integrazione socio sanitaria.
Il Pnrr Sanità del Lazio è una grande occasione di investimento in conto capitale, che prevede interventi di riuso, non faremo niente ex novo. Ma come per le grandi riforme dobbiamo accompagnare queste realizzazioni ad una vasta e diffusa campagna di partecipazione e di condivisione da parte dei cittadini.”
Gli ospedali di comunità
Sono strutture sanitarie della rete territoriale a ricovero breve e destinati a pazienti che necessitano di interventi a bassa intensità clinica, dotati di 20 posti letto ( max 40) a gestione prevalentemente infiermeristica.” Abbiamo una occasione importantissima- ha spiegato Monica Moriconi, la delegata del Sindaco Gualtieri alla sanità nella Asl Rm 2-l’obiettivo primario è quello dell’integrazione socio-sanitaria in un territorio che per la sua struttura urbanistica e la vivacità culturale già ha un forte senso di comunità. Ma dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti per inserire i contenuti in queste strutture finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie alla sintonia tra Regione Lazio, Comune e Municipi di Roma”.
Di Gianni RIVOLTA









