“Dopo di noi”: in prima linea il nostro VIII Municipio
Molto partecipato l’incontro pubblico che si è tenuto il 21 marzo scorso nella Sala consiliare municipale. Una legge per salvaguardare il futuro dei nostri figli disabili.
Le tre case-famiglia nel nostro territorio. L’intervento dell’on. Ileana Argentin
di Eraldo Saccinto
E’ stao un incontro assai partecipato, dagli utenti, dai familiari, dalle Associazioni e dagli organismi del Terzo settore quello promosso e organizzato ieri dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dalla Presidenza del Municipio VIII, è stata un’occasione per fare chiarezza su una legge attesa e oggi all’esame del Senato, ma anche un momento di analisi di un territorio che tanto ha fatto e tanto vuole fare in tema di case famiglia rivolte alla disabilità.
Ad aprire i lavori l’Assessore municipale alle politiche Sociali, Dino Gasparri, seguito dal Presidente del Consiglio Municipale Umberto Sposato e dal Presidente del Municipio Andrea Catarci.
“I tagli agli enti locali, la scarsa condivisione nelle scelte cittadine e il mancato coinvolgimento dei territori – ha spiegato Andrea Catarci – sono gli elementi di scenario alla base della crisi delle politiche di welfare.
Roma è stata e può tornare ad essere un buon modello sociale di inclusione, innovazione e protagonismo. In tema di case famiglia e dopo di noi, oggi ci diamo l’occasione per dire cosa c’è su questo territorio, cosa si è costruito negli anni, qual è il contesto familiare e sociale che viviamo e come andiamo avanti”.
Tra le criticità emerse durante l’iniziativa in particolare evidenza quella legata al depauperamento delle risorse agli enti locali, la separazione tra le politiche sociali e quelle sanitarie, la distinzione per “categorie” (disabili, anziani, minori) nella gestione del welfare, la continua emergenza e la rigidità della riforma sull’assistenza avviata con la Delibera 355/2012.
“E’ il momento per ringraziare un Municipio attivo – ha concluso la deputata Pd, Ileana Argentin, dopo gli interventi e le domande delle famiglie e delle associazioni intervenute -, ma anche per far chiarezza sui dubbi. Il trust, ad esempio, che non è un regalo per qualcuno, ma le finalità di un’azione che si vuole dopo la propria morte come genitore. La legge defiscalizza la possibilità del lascito della propria casa e permette alla famiglia di mettere nero su bianco quale percorso è opportuno per suo figlio. Le assicurazioni non sono lobby a cui diamo soldi, ma sono la garanzia di conti correnti assicurati.
E poi tutto è facoltativo, dal trust alle assicurazioni”. “L’obiettivo di questa Legge – ha continuato la deputata Pd – è quello di evitare che i figli rimasti soli finiscano nelle Rsa. Perché una cosa è la malattia, un’altra cosa è la vita con disabilità. E’ una legge che garantisce un diritto, non un privilegio.
Ad oggi la legge è all’esame del Senato. Ci sono state audizioni stamattina per eventuali modifiche. Il Senato faccia le modifiche che ritiene utili, ma si sbrighi. Questi milioni di euro stanziati non vadano persi, ma anzi siano spesi. Sono anni che parliamo di dopo di noi. Non ci si fermi adesso”.
Interessante è stato il dibattito sulla funzione del trust, al quale hanno partecipato oltre al pubblico presente, il Presidente della Consulta del Municipio VIII Antonio Pelagatti ed in appresentanza della Regione Lazio Tonino Vannisanti, che si è concluso con l’accordo di istituire uno “Sportello trust, per costruire insieme il Dopo di Noi” ha come obiettivo generale di dare ascolto a chi affronta il delicato tema del “Dopo di Noi”, sulla falsariga di quanto già disposto nel Municipio IX. “Tre case famiglia sono presenti attualmente nel territorio del Municipio VIII ed altre due sono in attesa delle approvazioni finali”, ha concluso l’assessore Gasparri ”Casa Nostra, aperta nel 2004, che ospita 32 persone a rotazione; Casa di Franco, inaugurata nel 2009, nella quale vivono 6 persone e infine Casa di Vale, che è appena stata aperta e nella quale, a rotazione, sono ospitate fino a 18 persone. L’Obiettivo dei progetti è quello di aiutare la domiciliarità e aiutare nell’autodeterminazione dell’individuo.
Le caratteristiche, infatti, dei progetti messi in piedi sono quelle dell’avvio del “prima del dopo”, del sostegno al nucleo familiare, della presa in carico istituzionale e dell’integrazione con gli enti del Terzo settore per il rafforzamento delle reti sociali municipali.
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