Dalle feste fagottare alla Festa dei Vicini

Si evolvono costumi e usanze anche a Garbatella

Dalle feste fagottare alla Festa dei Vicini

di Antonietta Tiberia

Sabato 7 maggio: si festeggia a Roma, per la prima volta, la festa dei vicini di casa. L’idea è stata copiata dalla Francia, come la Notte bianca. Piacerà ai romani? Si è fatta molta pubblicità su questa iniziativa, la città è piena di manifesti; in metropolitana, sugli autobus e sui giornali si leggono slogan accattivanti: “Cin c’incontriamo, vicini vicini…”.
Alla radio se ne parla, si ascoltano commenti di tutti i generi. Su Radio 2 mi è capitato per caso di ascoltare …..

Si evolvono costumi e usanze anche a Garbatella

Dalle feste fagottare alla Festa dei Vicini

di Antonietta Tiberia

Sabato 7 maggio: si festeggia a Roma, per la prima volta, la festa dei vicini di casa. L’idea è stata copiata dalla Francia, come la Notte bianca. Piacerà ai romani? Si è fatta molta pubblicità su questa iniziativa, la città è piena di manifesti; in metropolitana, sugli autobus e sui giornali si leggono slogan accattivanti: “Cin c’incontriamo, vicini vicini…”.
Alla radio se ne parla, si ascoltano commenti di tutti i generi. Su Radio 2 mi è capitato per caso di ascoltare un giornalista dire, testualmente: “So già quello che succederà in questa città che non finirà mai di non stupirmi: ai Parioli si faranno feste splendide, mentre in altri quartieri, da Testaccio in giù, si faranno le solite feste fagottare”. Embè? I fagottari a Roma fanno parte della storia della città, come ne fa parte la ex borgata Garbatella, oggi diventata rione, che, guarda caso, sta “in giù” di Testaccio.
E noi siamo proprio a Garbatella, ma non nella parte storica; la nostra festa la faremo nella nostra strada privata e tutti quelli che vorranno venirci saranno ben accolti, anche quel giornalista di cui ho già dimenticato il nome: quando avrà assaggiato le verdure ripiene alla vernazzana di Clara, il pan brioche di Maria Antonietta, la cheese cake al limone preparata da un’ospite tedesca di Fiorella o la torta alla cannella di Lucia magari cambierà idea, chissà. Amatriciana e salsicce non mancheranno, per un tocco di colore locale.
Si prevede la presenza di venti persone; si decide di isolare la parte di strada adiacente al portone: subito si occupa il posto lasciato libero dalle automobili con piante, tavoli, sedie, perfino con un trespolo fornito dalla vicina frutteria. Le signore si accordano su cosa cucinare. Dalle soffitte scendono tavoli pieghevoli, cavalletti e assi di legno, tavoli da pittore; le sedie si prendono dalla sala riunione, sono spaiate. Ma quando apparecchieremo le tovaglie saranno tutte bianche, quasi eleganti.
Abbiamo anche un tavolo di servizio, per poggiare gli utensili; un altro tavolo da giardino, in ferro, per la bistecchiera elettrica. L’appuntamento è per le ore 20 per l’aperitivo alla frutta preparato da Primo. Quando mi sono riempita il bicchiere ho colto gli sguardi preoccupati di coloro che lo avevano già assaggiato: è alla frutta, è vero; ha il colore invitante dell’albicocca e del mango, ma è alcolico. Va giù da solo, fresco e buono com’è! A tavola poi saremo una trentina.
La tavolata è lunga, non si riesce a seguire la conversazione con tutti, ma il ghiaccio è rotto: appuntamento al prossimo anno.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Giugno 2005

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