Cornamuse di pace palestinesi a Garbatella

Cornamuse di pace palestinesi a Garbatella

La prima tappa romana del tour italiano 2017 di Sumoud Guirab – Cornamuse di pace, gruppo di musicisti palestinesi dei campi profughi di Burj al Shemali (Tyro, Libano; a pochi chilometri dai territori della Palestina occupata) si è svolta alla Cooperativa agricola Garibaldi in collaborazione con Ulaia Arte Sud onlus e Cara Garbatella. Vestiti con abbigliamento tradizionale, i giovani musicisti della banda hanno condiviso un repertorio arabo tradizionale e moderno con il pubblico, composto da altrettanti giovani, che abitualmente vive quel luogo: ragazzi autistici che trovano nella cooperativa un’esperienza di formazione e di inclusione sociale attraverso “la cura della terra”, come dice il suo presidente Maurizio Ferraro.


E la cura è un concetto che è emerso in molte occasioni durante la serata, concretizzandosi nella musica: “A contatto con questi ragazzi durante i lunghi periodi di permanenza nel campo – ci dice Olga Ambrosanio, presidente di Ulaia Arte Sud onlus – ciò che la loro vita quotidiana mi suggerisce, e che impone, è il profondo desiderio di diritti e di pace. Non è bello sentirsi, da 70 anni, ospite del Paese in cui sei nato, ma che non ti vuole, e te lo dimostra in ogni circostanza: dal vietarti di esercitare tante professioni e mestieri al non riconoscerti il diritto di proprietà, dal concederti di vivere, certo, ma in un campo profughi istituito su 1 chilometro quadrato e rimasto sempre lo stesso per una popolazione cresciuta a dismisura. Una miscela che produce, necessariamente, basso tenore di vita, precarietà, aspettative ed aspirazioni ridotte al minimo. E’ questo il tessuto in cui si inseriscono i nostri progetti in Libano rivolti ai giovani, accanto all’ong Beit Atfal Assumoud. E’ difficile un percorso di istruzione nel campo, ma la musica dona un risvolto internazionale alla loro esistenza, dando ad alcuni di loro la forza di farsi largo nella vita, nonostante il battesimo di rifugiato”.

Ed ora si sta profilando un nuovo progetto nel campo, di musicoterapia, “che sarebbe interessante da valutare in uno scambio tra ragazzi/musicisti palestinesi e ragazzi autistici, perché in fondo, la storia della nostra cultura mediterranea è fatta di scambi”, suggerisce Maurizio Ferraro.
Il tour di Sumoud Guirab è iniziato a metà luglio in Puglia “con una grande partecipazione di pubblico”, ci dice Ziad (un componente del gruppo) nei suoi primi tentativi di italiano, che è stata incoraggiata con l’esecuzione di Bandiera rossa. Il giro proseguirà in Italia fino ai primi giorni di agosto.

Un’altra data romana organizzata è stata una passeggiata musicale tra le strade e le piazze di Garbatella, un ritorno per alcuni musicisti della banda, dopo il primo tour italiano del 2009.
Entrambe le date si sono concluse nel grande abbraccio delle “dabka”, la tradizionale danza palestinese, a cui tutti si sono uniti, in una manifestazione terapeutica della musica e dei colori, come sosteneva De Martino, che tenta di risolvere la crisi individuale e sociale.

di Francesca Vitalini

Copyright  tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 13 – Luglio 2017

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail