“Amori e no” Cecilia Lavatore apre il 2026 del Nuovo Piccolo Garbatella

di Marco Scervo

Con l’inizio dell’anno riprende la stagione del Nuovo Piccolo Garbatella. Apre il 2026 uno spettacolo che già al suo debutto a novembre scorso aveva conquistato il pubblico, anche grazie all’intuito della direttrice artistica del teatro, Marzia Verdecchi, da subito convinta delle potenzialità di questa proposta.
La rappresentazione in questione, che avrà luogo domenica 18 gennaio alle ore 17:00, si intitola “Amori e no” ed è diretta e interpretata da Cecilia Lavatore, autrice di un’omonima raccolta di racconti, edita da Red Star Press, a cui si è ispirata.
A collaborare in veste di aiuto regista sarà Vincenzo Smargiasso; i due aderiscono al collettivo Spoken – Poesia e Rivoluzione, che ha notevolmente contribuito all’opera.
Poche poltrone sono ancora disponibili per gli interessati, che per assistere dovranno affrettarsi a prenotare contattando la pagina Instagram @nuovopiccologarbatella (Officine MAC).

I temi

Cecilia Lavatore reciterà dei testi di prosa poetica da lei composti, tutt’altro che scollegati l’uno dall’altro. Fili, nastri e lacci affolleranno l’ambiente sartoriale ricreato nella scenografia, guidando la platea al fulcro tematico dell’esibizione: i legami personali. La performer, interagendo con gli oggetti di scena, rievocherà le figure più significative di quella che lei definisce la sua “biografia affettiva”.
Tutt’altro che un viaggio puramente individuale, la narrazione vuole invitare gli spettatori a scandagliare l’essenza delle relazioni umane, siano queste di natura familiare, amicale o sentimentale. Se da un lato i rapporti che coltiviamo testimoniano la nostra ostinata ricerca di un’esistenza più autentica, dall’altro celano nodi che possono rimanere irrisolti, conflitti che ridisegnano i confini della nostra identità. Complicato diventa anche salvaguardare la connessione con l’altro dalle aspettative opprimenti della società. Anche il ruolo che in questa le donne rivestono sarà centrale per la protagonista, che si fa portavoce di una prospettiva squisitamente femminile. Lo stesso punto di vista era stato adottato in “Libera”, il suo precedente lavoro teatrale che ancora macina date in giro per l’Italia, come pure tra le pagine di “Mia sorella è figlia unica”, raccolta che per noi aveva descritto qui su Cara Garbatella.

Lo stile

Per quanto la materia trattata abbia carattere universale, non è mai impresa facile calcare il palcoscenico entrando in sintonia col pubblico. Ad assistere la poetessa in questo tentativo ci saranno degli strumenti stilistici che ormai sono la sua cifra, ovvero un’interpretazione magnetica e una cura scrupolosa del testo lirico, che qui si avvale di un linguaggio quotidiano, di qualche nota umoristica, di una musicalità accurata. In effetti, il ritmo che scandisce i versi si sposa perfettamente con lo sfondo strumentale scelto, tracce prese in prestito dai compositori Remo Arzovino, Andrea Vanzo, Wim Mertens, dalla cantautrice francese Solenn.

Un vincolo particolare: Garbatella

L’eclettica artista originaria di Garbatella, tra l’altro anche docente presso l’Istituto Cine Tv Roberto Rossellini, è stata lontana dalle proprie radici per diversi anni, a causa di impegni professionali all’estero. In seguito, ha deciso di rientrare a Roma, investendo questo ritorno di una responsabilità culturale nei confronti della sua zona, che assolve con dedizione recitando, scrivendo, insegnando. Non sorprende, perciò, che Lavatore abbia scelto di offrire uno spettacolo per lei così intimo prima di tutto al giovane teatro della familiare via Ignazio Persico 80/a.

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