Raccolta differenziata Il via anche nel nostro Municipio
Una lettera aperta dell’Assessore alle Politiche Ambientali Municipio Roma VIII
indirizzata ai nostri cittadini per consigli e indicazioni sul nuovo progetto
di Emiliani Antonetti
Assessore alle Politiche Ambientali Municipio Roma VIII
Cara cittadina e caro cittadino, nel nostro municipio si è finalmente avviato il processo di adozione del nuovo modello di raccolta differenziata. Un modello complesso ma estremamente lungimirante, in grado di proiettare la città nel futuro.
Verranno recapitati nelle case un kit per la separazione dei materiali e una guida per le famiglie con le informazioni utili. Per dubbi e richieste specifiche sono attivi punti informativi all’interno delle sedi municipali oltre al numero verde gratuito e alla sezione dedicata sul sito web di AMA.
Raccolta differenziata Il via anche nel nostro Municipio
Una lettera aperta dell’Assessore alle Politiche Ambientali Municipio Roma VIII
indirizzata ai nostri cittadini per consigli e indicazioni sul nuovo progetto
di Emiliani Antonetti
Assessore alle Politiche Ambientali Municipio Roma VIII
Cara cittadina e caro cittadino, nel nostro municipio si è finalmente avviato il processo di adozione del nuovo modello di raccolta differenziata. Un modello complesso ma estremamente lungimirante, in grado di proiettare la città nel futuro.
Verranno recapitati nelle case un kit per la separazione dei materiali e una guida per le famiglie con le informazioni utili. Per dubbi e richieste specifiche sono attivi punti informativi all’interno delle sedi municipali oltre al numero verde gratuito e alla sezione dedicata sul sito web di AMA.
Ciò che, tuttavia, mi preme sottolineare è l’importanza di un corretto comportamento da parte di tutti noi: facendo attenzione nella scelta dei prodotti da acquistare, preferendo quelli con imballaggi ridotti o, ancora meglio, privi di packaging, impegnandosi nella divisione dei materiali di scarto all’interno delle abitazioni e nel loro conferimento. Esistono degli obblighi di legge che ci impongono parametri elevati ma questo, pur essendo un tema fondamentale, secondo me non è il motivo principale.
La crisi economica, etica e sociale che da troppi anni investe il nostro Paese si ripercuote in tutti gli ambiti della società. L’amministrazione pubblica non fa eccezione. I continui tagli di spesa hanno reso il modello amministrativo inadeguato agli attuali bisogni della città. Per reagire a questa situazione c’era e c’è ancora bisogno di scelte coraggiose e atti concreti. La giunta Marino ha individuato nella chiusura della discarica di Malagrotta un fortissimo segnale da inviare alla città. Un provvedimento che tanto nell’immediato quanto nel futuro, prossimo e remoto, avrà enormi effetti. La loro qualità dipenderà dal comportamento di tutti.
Registriamo una netta inversione di tendenza proprio in un settore che ci vedeva fanalino di coda. Come in tutte le scelte, grandi e piccole, che la politica è chiamata a prendere, anche questa volta si è tenuto conto della visione della maggioranza degli attori in gioco. Succede sempre, credetemi.
Tutto sta nella considerazione dei protagonisti e nel peso specifico che gli si assegna; è proprio qui che spesso arriva la fregatura. Fino a ieri la posizione prevalente era dettata dal regime monopolistico di un unico operatore economico che, di fatto, pesava più di tutti nelle (non) decisioni riguardanti la gestione dei rifiuti cittadini. Con grande coraggio e senso civico l’attuale giunta ha scelto di prendere in considerazione tutti i protagonisti coinvolti; l’ha fatto assegnando a tutti la stessa importanza, rispondendo ad una visione politica etica e responsabile di ampia portata nei confronti dei cittadini di oggi e, soprattutto, delle nuove generazioni che si troveranno ad ereditare il patrimonio ambientale. Per questo la chiusura di Malagrotta del settembre 2013 sarà ricordata come uno dei momenti più importanti e positivi nella storia della città.
È evidente che, pur trattandosi di una svolta epocale, non basterà la chiusura di quei maledetti cancelli; c’è ancora tanta strada da fare per risanare il complesso sistema della gestione dei rifiuti in una città immensa come Roma. Parliamo di un intero settore industriale che produce circa 5000 tonnellate di scarti al giorno e ha un indotto nell’ordine dei miliardi di euro; risulta facile capire la complessità dell’azione e allo stesso tempo l’entità degli interessi economici che si vanno a toccare.
Riusciremo a vincere questa battaglia di civiltà se la combatteremo tutti assieme, nessuno escluso.
Per uscire definitivamente dal ricattatorio modello Malagrotta si è scelto di investire seriamente nella raccolta differenziata. Il processo è partito e ha bisogno della spinta di tutti i cittadini. Roma si dovrà dotare di impianti moderni, funzionali al recupero dei materiali, colmando la lacuna che abbiamo oggi. Il sistema attuale è stato progettato e realizzato per gettare tutto nella grande buca della Valle Galeria e la maggior parte dei materiali recuperabili sono inviati fuori dalla città, in molti casi fuori regione e addirittura anche all’estero.
Tutto ciò costa all’amministrazione pubblica cifre insostenibili già nel medio termine.
Per questo dovremo fare in fretta. Sono previsti degli “Eco-distretti” per garantire la lavorazione dei materiali e consentire così la chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno dei confini cittadini. Significa generare ricchezza, non solo risparmio dei costi (economici e ambientali) di trasporto. Tanta ricchezza. Tanto maggiore quanto più elevata sarà la percentuale di raccolta differenziata. Attualmente a Roma questo indice si attesta attorno al 40%, cioè
circa 2000 tonnellate di materiali che vengono raccolte ogni giorno e trasformati in nuove risorse.
È già un buon risultato se si considera che un anno e mezzo fa stavamo ad un misero 25%. Indica, però, che il restante 60% di rifiuti prodotti finisce nei cassonetti neri e quindi verso il trattamento. Tale quota, con Malagrotta chiusa, è il limite massimo sostenibile dagli impianti romani spinti al massimo delle capacità.
Quando qualcosa non funziona in quelli di AMAo se gli impianti privati, eredità della vecchia gestione in cui finisce la metà dell’indifferenziato, riducono volontariamente la capacita di ricezione dei rifiuti abbiamo l’effetto di avere i cassonetti stracolmi. È evidente che un comportamento virtuoso creerà vantaggi diretti – niente più cassonetti straripanti – e vantaggi indiretti – ricchezza generata dal riciclo e riuso dei materiali.
Non solo. Significherebbe uscire dalla fase emergenziale che ci accompagna da decenni.
Significherebbe rendere Roma libera dai ricatti dei privati. Il completamento del processo sarebbe in grado di consentire risparmi elevati nella bolletta attraverso l’adozione di tariffe puntuali che premiano chi si comporta meglio. Significherebbe arricchire le casse della città con la lavorazione di materiali considerati fino a ieri rifiuti costosi e permetterebbe di abbandonare il modello dello sviluppo urbanistico come elemento di reddito per la città, uscendo così anche dalla morsa della speculazione edilizia.
Questo significa sostenibilità. Martin Luther King diceva “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.
Diventiamo ciascuno promotore di un mondo migliore. Il nostro mondo. Quello in cui viviamo la quotidianità. È possibile anche attraverso la corretta differenziazione degli scarti domestici. Lavoriamo tutti assieme per mantenere alto il livello di attenzione e di partecipazione sullo sviluppo del processo che si è avviato. Io ci metto la faccia e so che posso contare sui virtuosi quartieri del Municipio VIII.
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Novembre 2014







