Una lezione di democrazia le primarie alla Garbatella
Nostra intervista a Natale Di Schiena, segretario di SEL alla Villetta. Grande lavoro dei volontari.
Straordinaria l’affluenza delle donne. 2446 i cittadini che si sono recati ai seggi. Al ballottaggio l’80% per Bersani.
di Giancarlo Proietti
Il 25 novembre e il 2 dicembre straordinaria affluenza di donne, uomini e ragazzi davanti ai quattro seggi, presenti nel nostro quartiere per votare ai due turni delle primarie del centro sinistra. Due giornate di vera democrazia, una risposta a quella che viene definita l’antipolitica.
Grande lavoro dei volontari provenienti sia dalla sede del Partito Democratico di Via Ansaldo che dalla sede di Sinistra Ecologia e Libertà della Villetta, ma anche una serie di volontari appartenenti alle associazioni e al mondo civile, che hanno permesso le operazioni di voto e il successivo scrutinio.
Tutti in fila, donne con carrozzine, bambini più o meno pazienti che aspettavano il turno dei propri genitori, invalidi non deambulanti accompagnati a votare dai figli. Non è mancata la presenza di alcuni amici a quattro zampe, un clima di festa, la festa della partecipazione e del coinvolgimento.
Noi abbiamo deciso di rivolgere due veloci domande ad uno dei protagonisti di questo evento, Natale Di Schiena, segretario di Sinistra Ecologia e Libertà della Villetta, storica sede della sinistra romana.
Come sono andate le primarie alla Garbatella e quali le risposte dei cittadini?
Innanzitutto c’è stata una significativa partecipazione di popolo.
Non è un’affermazione retorica, ma la constatazione che nelle file affollate c’erano molti strati sociali, culturali e generazionali presenti nel nostro territorio. La partecipazione è stata vasta e le persone venivano a votare con la consapevolezza di una scelta già maturata e questo è stato un notevole contributo di democrazia, perché ciascuno ha scelto secondo un personale convincimento: ciò ha prodotto un’autonomia degli elettori dai gruppi dirigenti, pur essendo una votazione nettamente caratterizzata sul terreno politico.
Ma il voto come è andato?
Ho capito, vuoi i numeri ed hai ragione. Il voto della Garbatella al primo turno si è articolato nei seguenti seggi (tra parentesi i votanti):
- Bar Dollaro (842);

- Pullino (376);
- Villetta (652);
- Guido Rossa (576).
In tutto 2446 cittadini hanno votato alle primarie per il primo turno.
I voti sono stati così attribuiti:
- Bar Dollaro: Bersani 398 (47,27%); Vendola 245 (29,10%); Renzi 168 (19,95%);
- Pullino: Bersani 188 (50%); Vendola 110 (29,26%); Renzi 67 (17,82%);
- Villetta: Bersani 272 (41,78%); Vendola 252 (38,71%); Renzi 111 (17,05%);
- Guido Rossa: Bersani 285 (49,48%); Vendola 173 (30,05%); Renzi 98 (17,01%).
Al ballottaggio la forza di Bersani rispetto a Renzi è stata quella dell’80%, nonostante una fisiologica diminuzione dei votanti.
Come vedi, è il risultato di una grande forza, con una nostra presenza capace di condizionare il futuro della vicenda politica in Municipio e nel resto del Paese.
Le nostre opinioni debbono costituire parte centrale della battaglia del futuro centrosinistra a livello nazionale e a quello locale, dove il nostro contributo deve essere in grado di porre le questioni del lavoro, dell’ambiente, della scuola e dei diritti delle persone.
Conosciamo l’articolazione politica nel centrosinistra, ma il nostro ruolo deve essere quello di una forza che, pur avendo la consapevolezza del proprio peso politico ed organizzativo, pensa ad un centrosinistra che, richiamandosi alla Costituzione repubblicana, non possa non indicare in essa un riferimento politico e morale capace di guidare un governo che si ponga l’obiettivo di giustizia e libertà per tutti, soprattutto per coloro che vivono del proprio lavoro.
Costituzione, democrazia, libertà e lotta per il cambiamento debbono costituire i punti di intervento di un nuovo centrosinistra più forte ed omogeneo rispetto al passato. Quindi le mediazioni non dovranno essere molte. Subito intanto il voto sul conflitto di interessi, sulla riforma della giustizia e soprattutto sull’istituto della prescrizione che evita la galera a troppi delinquenti, che non finiscono mai di ostacolare il funzionamento delle istituzioni dello Stato. Colpire la criminalità organizzata in modo diffuso a Roma, e nel Lazio in particolare, deve essere un
altro punto di una nuova piattaforma di governo.
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Dicembre 2012







