Il Consiglio del Municipio VIII ha approvato due mozioni per chiedere maggiore trasparenza sul progetto AFA6 e promuovere un confronto pubblico con i cittadini. La prima è stata presentata da Simonetta Novi, consigliera e capogruppo del Gruppo Misto, la seconda dalla maggioranza municipale.
Intanto, mentre i lavori per il recupero dei sette casali storici della Tenuta di Tor Marancia sono in corso da marzo 2026, restano le preoccupazioni per il possibile impatto degli interventi sul paesaggio e sull’ecosistema dell’area.
Che cos’è il progetto AFA6?
AFA6 (Ambito Funzionale di Attuazione) è l’intervento di recupero e attrezzaggio che riguarda sette casali storici all’interno della Tenuta di Tor Marancia, distribuiti in due nuclei.
L’obiettivo è recuperare le strutture e restituire loro una funzione, destinandole ad attività legate all’accoglienza dei visitatori, al supporto alle visite, alla promozione delle attività agricole e all’educazione ambientale.
Il progetto si inserisce in un’area di circa duecento ettari, di valore naturalistico e culturale. È proprio il rapporto tra il recupero delle strutture e la tutela dell’ambiente circostante a essere al centro delle preoccupazioni espresse da alcune associazioni.

I dubbi sull’impatto ambientale
Tra gli aspetti che preoccupano i comitati territoriali ci sono i possibili effetti degli interventi su via dei Numisi, sui sentieri boscati e sulla zona umida della Tenuta. Le associazioni hanno chiesto di poter consultare la documentazione esecutiva per conoscere nel dettaglio le opere previste e verificarne le possibili conseguenze sulla vegetazione, sulla biodiversità e sulla fruibilità dell’area.
Si tratta di preoccupazioni che richiedono un confronto con gli elaborati progettuali, per comprendere quali interventi siano effettivamente previsti e quali misure siano state predisposte per tutelare l’ambiente.
La richiesta di informazioni e confronto
Le due mozioni approvate in Municipio VIII puntano a favorire un maggiore coinvolgimento della cittadinanza. Secondo quanto riportato nelle ricostruzioni della vicenda, la consigliera Simonetta Novi ha sollevato il problema della mancata presentazione formale del progetto ai cittadini e dell’assenza di un percorso strutturato per raccogliere osservazioni ed esigenze del territorio.
Anche la maggioranza municipale, composta da Partito Democratico, Sinistra Civica Ecologista, Civica Gualtieri e Demos, ha sottolineato l’importanza di informare la cittadinanza sul progetto, inserendolo in un percorso più ampio che coinvolge Roma Capitale e gli altri soggetti istituzionali.
L’intervento di Flavio Conia
«Riteniamo che il progetto di AFA6, come quelli delle altre aree funzionali di accesso, debba essere portato all’attenzione della cittadinanza». A spiegarlo è Flavio Conia, capogruppo del Partito Democratico nel Municipio VIII, che chiarisce il ruolo dell’ente nella vicenda: «Noi come Municipio non abbiamo competenze amministrative dirette, se non l’interesse territoriale e il coinvolgimento nel rapportare ai cittadini quello che succede».
Secondo Conia, la mozione nasce dalla necessità di informare i residenti su un intervento che risulta meno visibile rispetto ad altri realizzati nella tenuta: «AFA6 riguarda i casali. Il percorso di accesso ai casali è sicuramente più difficile da leggere per la cittadinanza, perché paradossalmente non li incontra visivamente, non li vede passando in auto o a piedi. In più, sono lavorazioni complesse che vanno spiegate e che si trovano in un territorio molto delicato».
La richiesta della maggioranza, spiega, non riguarda soltanto la presentazione del progetto, ma anche la possibilità di seguire nel tempo gli interventi previsti nelle diverse aree del parco. «C’è bisogno che ci sia un luogo informativo, uno strumento che permetta alla cittadinanza di accedere costantemente alle informazioni legate alle progettualità di Tor Marancia».

Conia si sofferma anche sulle preoccupazioni espresse dai comitati per i possibili effetti dei lavori sull’ambiente e sulla biodiversità: «Queste preoccupazioni sono legittime, perché poi a noi ritornano come sentinelle del territorio. È bene che ci siano e che siano anche uno stimolo per l’amministrazione a fare il meglio che può». Aggiunge, inoltre, che gli interventi seguono le indicazioni degli enti coinvolti nella Conferenza dei servizi e che l’amministrazione capitolina sta cercando soluzioni condivise per tutelare gli elementi naturali più delicati.
Un altro nodo riguarda l’accessibilità della documentazione esecutiva. Conia riconosce che ci sono state difficoltà nel rendere disponibili i documenti e auspica che l’informazione non si esaurisca nelle sedi istituzionali: «Non c’è nessuna volontà di nascondere questa progettualità». Per il capogruppo, rendere le informazioni accessibili significa anche riconoscere il ruolo delle associazioni e dei comitati che negli anni si sono impegnati per la tutela della tenuta.
Infine, sul futuro dei casali e sulle ipotesi di una destinazione ricettiva, Conia afferma: «Nessuno ha voglia di fare un resort all’interno del parco dell’Appia Antica». Descrive invece funzioni legate all’agricoltura, alla pastorizia e all’educazione ambientale e alimentare, oltre a spazi destinati alle attività degli enti che si occupano della tutela del parco. L’obiettivo è individuare funzioni che si integrino il più possibile con l’habitat naturale in cui i casali sono inseriti.

Tor Marancia AFA2: un laboratorio aperto alla cittadinanza
Un percorso diverso è invece quello proposto per altri casali della Tenuta di Tor Marancia. Sabato 14 novembre, alle 9:30, negli spazi dell’area indicata nel comunicato come AFA2, a viale Londra, si terrà un laboratorio di progettazione partecipata aperto a residenti, associazioni e cittadini del Municipio VIII.
L’iniziativa è promossa da R.E.T.I. (Ricchezza Educativa Territorio e Innovazione), comunità educante del Municipio VIII e dal CdQ Grotta Perfetta, con l’obiettivo di immaginare il futuro di due casali abbandonati attraverso la partecipazione della comunità.
I casali interessati dal laboratorio hanno caratteristiche diverse da quelli di AFA6. Come spiega Conia, si trovano in prossimità di aree residenziali e spazi dedicati alle attività sportive e ricreative, mentre quelli di AFA6 sono immersi in una zona più interna e delicata dal punto di vista naturalistico. Una differenza che incide sulle possibili funzioni degli edifici e sul loro rapporto con il territorio circostante.
I partecipanti lavoreranno in piccoli gruppi, accompagnati da facilitatori, utilizzando strumenti visivi e materiali ispirati alla metodologia “Serious Play” per elaborare idee e proposte sulle possibili attività da ospitare negli edifici. Le proposte confluiranno nel progetto C.E.N.T.R.O. (Comunità, Educazione, Natura, Territorio, Relazioni e Opportunità), nell’ambito di un percorso di co-progettazione.
La questione non riguarda soltanto le modalità di realizzazione dei lavori, ma anche la possibilità per chi vive e frequenta il parco di conoscere gli interventi previsti e comprenderne le finalità. Capire che cosa comporteranno concretamente, soprattutto in termini di impatto sull’ambiente e sulla sua biodiversità, oltre che sulla fruibilità dell’area, può aiutare a farsi un’idea più chiara dei lavori già avviati, senza lasciarsi travolgere dai timori ma anche senza ignorare le preoccupazioni di chi chiede semplicemente di saperne di più.
Foto di Giuliano Marotta









