Tor Marancia celebra la memoria partigiana: commozione e applausi per la targa alle bande di “Sciangai”

Un intero quartiere si è stretto attorno alla propria storia. A Tor Marancia, ieri, si è svolta la cerimonia di affissione della targa dedicata alle bande partigiane di “Sciangai” Tor Marancia, un momento carico di emozione che ha richiamato cittadini, associazioni, istituzioni e familiari dei combattenti della Resistenza romana.
Alla commemorazione erano presenti l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, l’assessore municipale alla Cultura Luciano Ummarino che insieme alla ex assessora Maya Vetri, aveva avviato l’iter per l’affissione della targa. Presenti anche l’assessora municipale Francesca Vetrugno, la consigliera Monica Rossi, la presidente di ANPI Roma Marina Pierlorenzi, quello della sezione Martiri delle Fosse Ardeatine Sergio Vistarini e Francesco Albertelli presidente dell’Anfim.
Determinante il contributo dell’Associazione Parco della Torre di Tor Marancia, che negli anni ha recuperato documenti, testimonianze e memorie delle bande partigiane della borgata. Alla cerimonia hanno partecipato anche i familiari dei partigiani Bayslak, Fidani, Mella, Monni e Gorra. Assente, per motivi di salute, il partigiano combattente centenario Oreste Gorra: il figlio ha annunciato che, non appena le condizioni miglioreranno, verrà organizzato un nuovo incontro pubblico.
L’evento, patrocinato da Municipio Roma VIII, rientra nella seconda edizione del Mind The G.A.P. – Festival della Resistenza, organizzato da Join The Resistance insieme a numerose realtà territoriali.

Le testimonianze: “Fare memoria significa difendere la Costituzione”

Nel corso della commemorazione sono intervenuti rappresentanti istituzionali e studiosi che da anni lavorano sulla memoria storica del quartiere. Il presidente municipale Amedeo Ciaccheri ha sottolineato il valore politico e culturale dell’iniziativa:
“Era un giorno che aspettavamo da tempo. Da trent’anni lavoriamo sul tema della memoria, non in maniera rituale ma scavando nella storia delle donne e degli uomini che hanno costruito questa comunità”.
Ciaccheri ha ricordato come a Roma siano state spesso valorizzate le formazioni comuniste, socialiste e di Giustizia e Libertà, mentre mancava un luogo dedicato a Bandiera Rossa e al ruolo svolto nelle borgate popolari durante la Liberazione.
Anche l’assessore capitolino Massimiliano Smeriglio ha evidenziato il significato contemporaneo della memoria antifascista:
“Fare memoria significa fare i conti con il presente, con la difesa della Costituzione, ricordarsi la fame, i soprusi e la brutalità del fascismo”.
Smeriglio ha ricordato il ruolo di Bandiera Rossa nelle periferie romane, definendola l’espressione politica del proletariato e sottoproletariato delle borgate, una memoria che rischiava di essere dimenticata nel dopoguerra.
Durante l’incontro, Giuliano Marotta dell’Associazione Parco della Torre ha ripercorso il lavoro di ricerca storica portato avanti insieme a Claudio D’Aguanno e alla presidente dell’associazione Eleonora Coderoni. Un percorso fatto di archivio, storia orale e raccolta di documenti che negli anni ha restituito identità e memoria al quartiere, anche attraverso iniziative come la posa della pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini.

La Resistenza di Tor Marancia e il libro sulla storia del quartiere

Dopo la cerimonia è stato presentato il libro Tor Marancia. Storia di un quartiere popolare di Roma, pubblicato da Red Star Press e scritto da Luca Canali e Giuliano Marotta. Il volume ripercorre la storia di Tor Marancia dall’epoca degli antichi romani fino ai giorni nostri, con particolare attenzione alle vicende della Resistenza.
La storia antifascista della borgata affonda le radici già negli anni Trenta. Fin dalla nascita del quartiere, nel 1933, Tor Marancia accolse perseguitati politici, confinati e lavoratori poveri che svilupparono una forte coscienza antifascista in un contesto segnato da miseria e repressione.
Dopo l’8 settembre 1943 nacquero le bande armate collegate al Movimento Comunista d’Italia Bandiera Rossa, organizzazione nata dalla fusione del gruppo Scintilla con socialisti vicini ai fratelli Matteotti. Tra le formazioni più attive emerse la Banda Autonoma Tormarancio guidata da Attilio Bayslak, affiancata dal gruppo di Giuseppe Piarulli.

Foto di Federico Meloni

Secondo i documenti recuperati dagli archivi Ricompart, la banda contava circa cento componenti e disponeva di un arsenale composto da fucili modello 91, moschetti, mitra e pistole Beretta. Fondamentale fu anche il ruolo delle donne nella gestione delle armi e della rete clandestina, in particolare quello di Erminia Palombi e Bianca Pallotta.
Tra i primi componenti della banda figuravano Marcello Corvesi, Romolo e Federico Fabi, Giuseppe Fornarini, Aldo Pesetti, Mario Pica e Guglielmo Sabatini. Successivamente si unirono Luigi Fidani, Francesco Baldini, Marcello Barbati, Pietro e Virgilio Bayslak, Turiddo Bartoloni, Victor Hugo Clementi, Paolo Donninelli, Pietro Ercoli, i fratelli Giuliani, Michele Liso, Spartaco Mattei, Alfredo Mella, Romeo Menghi, Secondo Moreschini e la banda Garbatella guidata da Alfredo Monni.
Tra i caduti della Resistenza di Tor Marancia vengono ricordati Spartaco Dini e Armando Nuvoloni, morti giovanissimi a soli 19 e 15 anni.
Una giornata intensa, partecipata e destinata a lasciare un segno profondo nella memoria collettiva del quartiere, con l’auspicio condiviso dai presenti che iniziative come questa possano essere ripetute anche in futuro.

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