E sono venti! Ebbene si, il Garbatella Jazz Festival, partito nel 2005, festeggia i suoi primi venti anni di storia (includendo quello buio e muto della pandemia) e lo fa con tre giornate il 19, 20 e 21 giugno, nella storica location della Villetta, a via degli Armatori 3.
Saranno giorni di musica e di festa, ma anche di riflessione sul tema che sta più a cuore agli organizzatori, Cara Garbatella e Villetta Social Lab, il tema della pace.
“Quest’anno più che mai – dichiara Alessio Ferrucci, responsabile organizzativo della Villetta Social Lab – dobbiamo confrontarci tra noi sull’importanza di non chiudere gli occhi davanti a quello che sta accadendo nel mondo, e sensibilizzare le persone a promuovere la pace ovunque, quale valore in cui tutti ci vogliamo riconoscere”.
Giancarlo Proietti, Presidente dell’Associazione Cara Garbatella, sottolinea che “la musica è un veicolo fondamentale per trasmettere temi importanti come quello della pace; e il jazz lo fa ancora meglio, grazie alla particolare capacità degli artisti di interagire tra loro, improvvisando nella lingua comune che il jazz diffonde.”
Il programma dell’edizione 2025 predisposto dal Direttore Artistico Pasquale Innarella inizia il 19 giugno alle ore 20.30 con Giulia Salsone trio e i loro ritmi brasiliani, e, a seguire, il New Quartet di Carmen Falato, cantante-sassofonista, con la sua musica tra jazz e latinoamericana. Il 20 giugno sarà la volta di Scantina Jazz Quintet del batterista Roberto Scarabotti e del trombettista e cantante Mino Curiano’; segue, alle 21:30, il quartetto di Ettore Fioravanti, talentuoso batterista, che presenta il suo ultimo disco. Sabato 21 giugno, giornata della Festa Internazionale della musica, si esibisce il Gabriele Buonasorte Quartet, tra jazz e ritmi africani; e infine Mauro Verrone e il suo settetto a cui sarà affidato il concerto di chiusura di questa edizione.
Ripercorrendo un po’ di storia di questo Festival, ricordiamo che nacque nel 2005 da un’idea di Claudio Bocci dell’Associazione Altre Vie e di Giancarlo Proietti di Cara Garbatella, che poi ha proseguito ad organizzare annualmente questo evento. Già in quella prima edizione,
l’immediata risposta del pubblico, che accorse numeroso, fu davvero una grande sorpresa per gli organizzatori. La notizia di quello che stava accadendo alla Villetta si sparse subito tra i musicisti jazz di tutta Roma, e fu così che il secondo giorno, chiamato da Red Pellini, si presentò a sorpresa Lino Patruno, che suonò per i fortunati presenti.

Nelle passate edizioni ci sono state altre sorprese per il pubblico e non solo relative ad interventi musicali: parliamo infatti del siparietto di Lillo e Greg nel 2006, o della performance di Max Paiella, nel 2007. E tantissimi sono stati i musicisti che si sono esibiti negli anni, tra cui, nel 2010, il già allora famoso sassofonista Maurizio Giammarco con il suo gruppo Jazz3. E infatti il 2010 è anche l’anno in cui Pino Sallusti, fantastico contrabbassista, accettò la direzione artistica del Festival, contribuendo ad elevarne il livello e la fama. Innumerevoli le sue collaborazioni, tra cui il sodalizio con Pasquale Innarella, che poi, nel 2017, a seguito dell’improvvisa scomparsa di Sallusti, ha raccolto il testimone e guidato le successive edizioni, compresa quella attuale, portando sul palco musicisti di grande valore.
Come già da qualche anno, durante la manifestazione verrà consegnata, in onore e memoria di Pino Sallusti, una targa ad un/una contrabbassista esordiente; quest’anno la cerimonia sarà giovedì 19, ma il nome di chi riceverà la targa sarà una sorpresa per i partecipanti.
Tornando al tema della pace, a sottolinearlo c’è anche la locandina di Carmela Di Giambattista che, con la sua Visual Design CDG Arte & Comunicazione, ha curato nel tempo tutti i bellissimi manifesti con i quali il Festival ha superato i confini del territorio, arrivando ad essere conosciuto e apprezzato fra i musicisti jazz di tutta Italia. “La locandina di quest’anno – spiega Carmela – espone il simbolo della pace composto da tre strumenti ad indicare la volontà di tutto il mondo della musica di promuovere ovunque questo valore”.

L’edizione 2025 avrà come supporter Radio Centro Suono che sarà presente all’evento per interviste e altro.
Fedele allo slogan di Pasquale Innarella, “Jazz al popolo”, il Festival anche quest’anno sarà ad accesso libero. “Da anni – dichiara Giancarlo Proietti – siamo gli unici nel territorio della Capitale e non solo, a proporre in modo gratuito una manifestazione jazz a tale livello. E questo avviene anche grazie al lavoro, del tutto volontario, degli associati che creano uno spirito di gioiosa condivisione e danno al festival un’atmosfera unica, difficile da respirare in qualsiasi altro circuito”. Ma non perdetevi – almeno questi a pagamento – la birra e gli ottimi cocktails del Bar della Villetta, preparati dai volontari di Cara Garbatella, coordinati da Massimo Francescangeli.



