UN VIDEO SULLE FOSSE ARDEATINE PROIETTATO SULLA PIRAMIDE CESTIA
75 anni. Tanti ne sono passati da quel pomeriggio del 1944 in cui, dentro le Cave Ardeatine, iniziarono a rimbombare gli spari delle pistole e delle mitraglie dell’Aussenkommando contro 335 civili romani. Una delle più orribili e vili azioni di rappresaglia degli occupanti tedeschi nella Capitale.
Per ricordarlo l’VIII Municipio ha organizzato una “cerimonia laica che rappresenti il filo con il passato fondativo della Repubblica Italiana”. Queste sono state le parole pronunciate dall’assessore alla Cultura, Claudio Marotta, all’apertura dell’iniziativa, che si è svolta nel luogo simbolo della Resistenza romana: Porta S.Paolo. Il cuore della commemorazione è stato la proiezione, sui candidi marmi della “Piramide Cestia”, del filmato prodotto dai ragazzi del Cine Tv Roberto Rossellini. Il breve video, realizzato in meno di due settimane dagli allievi dell’Istituto, è stato proiettato ininterrottamente fino alla mezzanotte, accompagnando il passaggio verso il 24 marzo, giorno in cui avvenne la strage.
“Un’opera di pedagogia civile”, così l’ha presentata il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.
“La memoria è importante. Oggi abbiamo un grande problema di memoria – ha spiegato la Preside dell’Istituto Rossellini, la professoressa Marano-. Il passaggio verticale di quegli avvenimenti dai testimoni viventi alle nuove generazioni è sempre meno possibile. E per mantenere viva la memoria tra i giovani non basta ricordargli le date, è necessario che qualcuno le rielabori e le trasmetta: una comunicazione orizzontale. Il video, continua Marano, è un esempio di questo tentativo, una rielaborazione delle vicende e del loro significato, da trasmettere ad altri giovani e alla popolazione romana”.
Il video inizia con le immagini notissime del film “Roma Città aperta”. Teresa Gullace, interpretata da Anna Magnani, viene uccisa mentre cerca di raggiungere suo marito che si allontana su camion tedesco. Sono immagini drammatiche rielaborate con raffinate tecniche di computer grafica. Poi appare e si colora gradualmente la tela di Guttuso dedicata alle Fosse Ardeatine. Quindi le parole finali del componimento “Lapide ad ignominia “ di Piero Calamandrei, al quale si sovrappongono i visi dei 335 assassinati, mentre scorre un conto alla rovescia che parte da 335 per arrivare a zero. Lo spettatore rivive in questo modo la lenta e drammatica scomparsa delle vittime.

Nei pochi minuti del filmato i ragazzi del Cine Tv sono riusciti a condensare i sentimenti di orrore e di ripulsa che l’eccidio ha evocato fin dal momento della sua scoperta. Sentimenti che rimangono nella memoria.
di Daniele Ranieri









