Nasce il Monopoly interamente dedicato alla Borgata Giardino
Avete mai pensato di comprare piazza Albini? Di acquistare gli ex Bagni Pubblici a via Edgardo Ferrati? Di diventare proprietari della fermata della metro B? Se qualcuno l’ha fatto prima di voi, attenti a dove mettete i piedi: a ogni svolta rischiate di pagare un pedaggio. Altrimenti potete mettere mano ai risparmi e farci un pensierino: nel Monopoly Garbatella tutto è possibile, anche accumulare miliardi nel giro di quindici minuti, speculando sulle vie della Borgata Giardino. Dopo la massiccia campagna di vendita degli alloggi Iacp negli anni Novanta, si torna a vendere e comprare le palazzine popolari, ma questa volta solo per scherzo, sul tabellone quadrato del gioco da tavolo più famoso d’Italia. Rivisitato in chiave “garbatellana” dall’ingegno di Gianvito e Roberta, i proprietari di Garbate Storie.
Tra vecchie regole e novità sorprendenti
Non più gli accademici corso Ateneo e piazza Università, gli altisonanti corso Impero e largo Augusto, ma nomi di missionari, esploratori e armatori, i toponimi che gli abitanti della Borgata Giardino, uscendo di casa, leggono su targhe e pensiline. Protesteranno i residenti dell’Albergo Rosso quando scopriranno che piazza Biffi è in vendita? Come la prenderanno gli abitanti di via Chiodo? Gli affitti delle palazzine Ater costeranno meno anche nel gioco? Di origine statunitense e arrivato in Italia nel 1936, il Monopoly ha avuto negli anni un successo dilagante. Miglior amico di generazioni di ragazzi, il famoso tabellone verde ha coperto tavoli, tappeti, scrivanie di tutta Italia per quasi un secolo. Ultimamente ne sono proliferate moltissime varianti, nel tentativo di rispolverare i fasti di questo evergreen del tempo libero.

In prossimità del Natale è arrivata anche la versione Garbatella, produzione Garbate Storie. Non c’è bisogno di scervellarsi compulsando manualetti: il gioco è semplice, le regole sono rimaste quelle di sempre. Una pedina, due dadi, una sfilza di caselle, una specie di gioco dell’oca in chiave impero immobiliare. Vie, piazze, stazioni da acquistare, tasse, affitti, ipoteche, rendite. Un’avventura imprenditoriale condita qua e là da qualche soggiorno in galera. Da qualche “imprevisto” e da qualche ambita “possibilità”. Ma attenzione, anche le “possibilità” nascondono inganni. Una di queste, nel Monopoly in salsa Garbatella, concede di diventare nientemeno che presidente del consiglio municipale – sempre che Ciaccheri sia disposto a mollare l’osso prima della fine del mandato. I preziosissimi parco della Vittoria e viale dei Giardini – le costose caselle viola – sono state sostituite con via de Jacobis e via de Nobili. Più a buon mercato, penserete: di vie lussuose alla Garbatella non ce ne sono. Al posto di vicolo Corto è comparsa la corta via Chiodo. Meno chiaro il motivo per cui l’ariosa piazza Biffi abbia preso il posto di vicolo Stretto (la torretta dell’orologio si offenderà? La prenderà come un declassamento?). Dove nell’originale sorgevano le stazioni ferroviarie, qui troviamo i capolinea dei tram 22 e 5. Bisogna fare mente locale per cogliere l’allusione. Questa nuova versione di Monopoly strizza l’occhio al tempo che fu. Il tram 22 (inaugurato nel 1930) e il 5 (degli anni Cinquanta) avevano il capolinea in via Rho, prima della sostituzione con la linea dell’autobus 715.
Annuncio interessante: via Luigi Orlando è costosissima. I residenti potrebbe pensare seriamente di metterla in vendita: secondo il Monopoly Garbatella sarebbe un ottimo affare. Scandalosamente economica invece è piazza Brin: per sessanta euro ti prendi tutto, pincetto incluso. Note dolenti, rimangono la casella della prigione, della polizia – che no, non è il commissariato di via Percoto – e della temuta “tassa di lusso”. Rimane anche la tassa patrimoniale: al netto del battibecco Meloni-Landini, si direbbe che il Monopoly Garbatella ha già deciso.
“L’idea è nata nell’estate scorsa” ci ha raccontato Gianvito, proprietario di Garbate Storie. “È da mesi che io e mia moglie ci lavoriamo. Il progetto ci ha preso parecchio tempo in tutte le fasi della progettazione e della realizzazione.” E i risultati non si sono lasciati attendere. L’approssimarsi del Natale ha soffiato al negozietto di piazza Pantera 5 tutti gli esemplari in vendita.