“Il cuore di un quartiere in 100 battiti di luce”: al Museo delle Mura una mostra fotografica sulla Gartabella

“Ho cercato di rendere perpetui gli attimi fuggenti di questo quartiere.” Con questa frase di Zhanna Stankovych, riportata su un pannello, si apre la mostra fotografica dedicata alla Garbatella, ospitata dal 16 dicembre al 18 febbraio dal Museo delle Mura, presso la porta di San Sebastiano. La fotografa, originaria dell’Ucraina, vive ormai a Roma da molti anni ed è rimasta affascinata dalla poesia e dall’autenticità di questo suggestivo quartiere. Rispetto al centro storico, costellato di musei e monumenti, Garbatella apparentemente ha poco da offrire. Ma è proprio camminando per le strade, per i lotti popolari e per le piazze che si apprezza il suo valore più grande: le persone.

mostra fotografica al museo delle mura

Il riscatto di Piero Patriarca

Scorci architettonici, vedute dall’alto, interni di locali e abitazioni, terrazze, cortili e tanto altro. In tre stanze del secondo livello delle mura Aureliane è possibile ripercorrere la storia di un intero quartiere tramite decine di fotografie in bianco e nero. Alcune immagini raffigurano luoghi ben noti: piazza Pantero Pantera, via delle Sette Chiese, piazza Brin. Altre, invece, rendono omaggio a persone comuni e ormai dimenticate.

Questo è il caso di Piero Patriarca, ex detenuto senza fissa dimora venuto a mancare quattro anni fa all’età di settant’anni. Dopo essere uscito dal carcere e aver perso il precedente lavoro, ha messo su un banco di riviste e libri usati che nel tempo ha avuto successo al punto da diventare nel 2000 una vera e propria associazione, “La Forchetta”. Patriarca non ha dato solo una svolta alla propria vita ma anche a tutti coloro che, emarginati come lui, sono riusciti a trovare lavoro grazie alla sua intraprendenza.
All’inizio trasportava la merce con un carrello della spesa, a Ostia, e chiedeva libri usati ai sacerdoti e ad altre persone che conosceva. I primi volantini erano scritti a mano e distribuiti qua e là, ma col passare degli anni molta gente si è accorta di lui e la sua attività è diventata una piccola impresa. Con un vecchio furgone, regalato da un amico, Patriarca e i suoi colleghi hanno iniziato a fare lavori di pulizie, sgomberi e piccole ristrutturazioni.

“Tre anni fa ho fatto un lavoro fotografico alla Garbatella, e in quell’occasione ho conosciuto Piero, un uomo diverso, con una presenza contraddittoria, colto e brillante ma allo stesso tempo disagiato e solo.” Così l’ha ricordato la Stankovych in un’intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero due anni fa.

Storie di Garbatella

Anziani affacciati alla finestra, donne che stendono le lenzuola sulle terrazze dei lotti Ater, bambini che giocano nell’oratorio San Filippo Neri, quello che fu di padre Guido. La fotografa dà particolare risalto a due figure del quartiere, Dante Pica e Anna Maria Baiocchi. Il primo, appassionato di meccanica, ha costruito un presepe artigianale. La seconda, invece, ha contribuito con Legambiente alla riqualificazione del parco della Regione. Sorprendono, poi, due scatti riservati a Mira, una donna senza fissa dimora che vive in un camper dando da mangiare ai piccioni della zona.

la fotografa ucraina Zhanna Stankovych
Zhanna Stankovych

La fotografa Zhanna Stankovych

Credo che sia proprio a persone come Mira che la fotografa abbia voluto dedicare questa mostra. Originaria dell’Ucraina, Zhanna Stankovych arriva a Roma venticinque anni fa. Pianista e compositrice di professione, coltiva anche la passione per la letteratura e la fotografia. Con il reportage dedicato a Piero Patriarca, presente nella mostra, ha vinto nel 2022 il premio Sarajevo Photo Festival, e alcuni suoi lavori sono stati esposti ai “Rencontres de la Photografie” di Arles, il più importante festival fotografico europeo. A Roma ha già tenuto tre mostre personali – Dove sorge il sole, Mondo ex e Marte Nostrum, premiata al Campidoglio al concorso nazionale “Alberoandronico”.

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