Garbatella Jazz Festival 2010 Gran successo della sesta edizione

Organizzato dalle associazioni “Cara Garbatella” e “Altrevie”

Garbatella Jazz Festival 2010
Gran successo della sesta edizione

La manifestazione ha assunto negli anni popolarità e prestigio cittadini. Tre serate ad alto livello e dense di pubblico alla Villetta di Via Passino.

di Benedetto Mercuri

 

Lino Patruno, Luca Velotti, Gianni Sanjust, Red Pellini: sono solo alcuni degli artisti saliti sul palco della rassegna jazzistica che si svolge da sei anni, al cospetto dei due pini secolari che sovrastano un casale del XVII secolo al centro, o quasi, della Garbatella.
Anche quest’anno, e non poteva essere altrimenti, il 23, 24 e 25 settembre si è svolto il “Garbatella Jazz Festival”, la rassegna, che é arrivata alla sesta edizione, ha avuto luogo, come avviene tradizionalmente, alla “Villetta” di Via Passino 26, sede dell’Associazione culturale “Cara Garbatella”.
Nell’edizione di quest’anno, negli intenti degli organizzatori si sono voluti mettere a confronto modi diversi di suonare ed ascoltare jazz, nonché evidenziare differenti dialettiche che si possono sviluppare tra artista e pubblico. Nella prima serata i protagonisti sono stati Andrea Beneventano al piano e Nicola Puglielli alle chitarre nella originale formazione “Duality”: con i contrappunti e le variazioni improntati dal Duo si è potuto apprezzare un progetto di jazz acustico dove ognuno è solista ed accompagnatore, dove conta il come più del cosa suonare, dove l´improvvisazione stessa si anima di una sincera passione per la composizione, lasciando così costantemente il pubblico con il fiato sospeso in attesa di nuove invenzioni sonore.
Nella seconda serata ha tenuto la scena del Festival, nel palco coperto a causa dei frequenti scrosci di pioggia, il “Maurizio Giammarco Jazz3” con Marcello Di Leonardo alla batteria, Francesco Puglisi al contrabbasso e ovviamente Maurizio Giammarco ai sax: con questi “Jazz3”, il famoso sassofonista non solo ha proposto i brani più recenti della sua produzione ma, al contrario di quanto accadeva nelle sue formazioni precedenti, ha gettato anche uno sguardo retrospettivo su tutto il suo passato di compositore e di appassionato di jazz, cogliendo l’occasione per ripescare qualche tesoro nascosto o dimenticato della letteratura del jazz o, più che altro, dall’archivio delle proprie memorie musicali.Ha chiuso la manifestazione la piccola Big Band capitanata da Pino Sallusti, appunto “Pino Sallusti Group”, che comprende Claudio Corvini alla tromba, Massimiliano Filosi al sax alto, Marco Conti al sax tenore, Marco Guidolotti al sax baritono, Andrea Frascaroli al piano, Pino Sallusti al contrabbasso e Gianni Di Renzo alla batteria.
La sezione ritmica, potente e coinvolgente, si avvale della solidità fornita dalla venticinquennale collaborazione tra Pino Sallusti e Gianni Di Renzo ed è arricchita dalla qualità armonica di Andrea Frascaroli.
I solisti, tutti noti nel panorama jazzistico nazionale, in questa densa formazione hanno sempre saputo rendere differenti, all’orecchio dell’ascoltatore, le timbriche delle composizioni in base alla pertinenza del brano, creando di volta in volta l’effetto alternato di una big band come pure di una small band.
Il progetto di Pino Sallusti si sviluppa in sonorità hard bop e non tralascia brillanti e trascinanti escursioni in ambito modern jazz.
Le tre serate sono state aperte dal concerto dei “Dasa Quartetto”, formazione attiva con l’attuale organico da alcuni anni, che ha presentato un repertorio volto prevalentemente al jazz, proponendo anche una serie di brani di propria composizione. Il quartetto é composto da Antonio Ricciardi al piano, Alessandro Ionescu alla chitarra, Dario Ambrosiani al basso e Sauro Giovanetti alla batteria: in questa occasione la formazione si è avvalsa della collaborazione della vocalist Maria Antonietta Bombardieri. Protagonista di tutto il festival come sempre è stata la cornice scenica costituita dal quartiere nonché la partecipazione molto fitta e sentita di quanti sono accorsi nelle tre serate, nonostante le frequenti minacce del tempo.
La rassegna si è svolta anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, con ingresso gratuito ai concerti e, soprattutto, grazie al lavoro ed all’impegno volontario delle persone che fanno capo ad “Altrevie” e “Cara Garbatella”, le due Associazioni culturali che nel tempo sono state e continuano ad essere il soggetto propulsivo ed organizzativo della manifestazione. Quest’anno poi a tale impegno si è aggiunto il contributo determinante di Pino Sallusti in qualità di direttore artistico.
La rassegna, annuale, che ha come scopo dichiarato la diffusione e lo sviluppo della cultura musicale, ha acquisito una rilevanza cittadina, e forse anche più che cittadina, che si evince chiaramente sia dalla qualità degli artisti che si esibiscono, sia dalla partecipazione del pubblico ormai da tempo non più esclusivamente di quartiere (nelle tre serate tra il pubblico si è sentito parlare frequentemente in inglese).

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

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