FIERA DI ROMA continua il braccio di Ferro tra la proprietà di inVestimenti spa, il campidoglio e il municipio Viii

Fiera di roma story: quale futuro per l’ex campionaria?

di stefano BAIOCCHI

Ci sono luoghi nella vita di cui si è soltanto sentito parlare, altri che appartengono alla memoria di tutti. L’ex Fiera di Roma, che Carlo Verdone riesce persino a citare in uno dei suoi primi film, a Roma e non soltanto nel nostro Municipio, la conoscono tutti. Inaugurata nel 1959, ha avuto il suo clou negli anni Settanta quando l’ingresso sulla Cristoforo Colombo era un qualcosa di avveniristico, con le bandiere di tante nazioni e una costruzione di tubi innocenti a mo’ di arco, illuminate a giorno da potentissimi fari alogeni e con all’interno un trenino, importato, si diceva, direttamente da Disneyland, che conduceva i visitatori più pigri tra gli spazi espositivi disposti su otto ettari di terreno.

Dal 2006 – a ridosso del territorio comunale di Fiumicino — sorge la Nuova Fiera di Roma, che vanta un vastissimo spazio espositivo, una stazione ferroviaria della FL1, uno svincolo autostradale sulla Roma Fiumicino e una serie di mega parcheggi, ma la cui proprietà, Investimenti Spa (società composta da Camera di Commercio, principale socio, Comune e Regione) vanta anche un debito consistente, contratto con un mutuo di 180 milioni con l’Unicredit. Torniamo a noi; cosa resta di quel luogo quasi misterioso ben protetto da alte mura che con le sue esposizioni campionarie piaceva e incuriosiva un po’ tutti?

Dopo essere diventato uno spazio di deposito per il Comune di Roma, fino a contenere quintali di sale che sotto la giunta Alemanno furono accumulati per l’emergenza neve, quelle alte mura hanno racchiuso di tutto: dagli uffici dei servizi elettorali con tonnellate di schede votate e/o annullate e pile di verbali, ai container di ogni ordine e grandezza per non parlare di scatoloni contenenti le divise dei vigili urbani. Da poco è stato ultimato lo sgombero di quei capannoni ed è stata posta sotto vigilanza tutta l’area, 7 ettari di cemento abbandonati, per impedire intrusioni, poiché in precedenza vi avevano trovato rifugio numerose persone.

Ai primi di aprile alcune persone provenienti da Casal de Merode e da via del Caravaggio hanno tentato di occupare l’area, ma hanno trovato le forze dell’ordine con numerosi blindati. Poi a ridosso del 25 aprile c’è stato un altro tentativo di effrazione che non ha avuto seguito. A Roma — com’è noto – è in atto una vera e propria emergenza abitativa, che alcune associazioni o semplici cittadini cercano di fronteggiare con occupazioni giacché spesso dal Campidoglio non arrivano risposte alla drammatica mancanza di alloggi.

Queste associazioni che si battono per il diritto alla casa premono — appoggiate anche da altri gruppi ambientalisti – affinché all’interno dell’area edificabile sulla Colombo si costruiscano nuovi alloggi popolari; mentre in precedenza si era puntato molto su un tipo di abitazioni residenziali più remunerative, anche per fare in modo che Investimenti rientrasse dei debiti. Una delibera della Giunta Raggi, grazie all’opera dell’ex assessore Paolo Berdini, aveva dato un taglio rilevante alle cubature: da una superficie edificabile di 67.500 metri quadrati, si era passati a circa 44.000.

Nel 2016 i proprietari hanno impugnato la delibera facendo ricorso al TAR, ma lo hanno perso. Ad oggi, tuttavia, ancora non è dato di sapere cosa sorgerà al posto dei vecchi padiglioni sulla cristoforo Colombo. Per adesso c’è ancora in ballo il cosiddetto Piano Casa al quale Investimenti spa avrebbe fatto ricorso per puntare a un 80% destinato ad abitazioni e a un 20% di servizi di quartiere. A tutto ciò il Presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri ha ripetutamente risposto di aprire un tavolo con il Comune, con lo scopo di migliorare la viabilità della zona e sostenere l’ipotesi di un tram, che colleghi San Paolo con Tormarancia. La sensazione più diffusa tra gli abitanti è che il tira e molla tra proprietari, Comune di Roma e Municipio sulla Fiera di Roma non troverà in tempi brevi una soluzione.

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