Afa1 Tor Marancia, una petizione di protesta supera le mille e duecento firme

Torna a farsi sentire il Comitato Tormarancia Naturale, il gruppo di residenti che dallo scorso febbraio contesta i lavori di riqualificazione nella zona Afa1 dell’omonima Tenuta. Non solo manifestazioni e volantini, incontri e scontri coi rappresentanti del Municipio VIII: adesso è in ballo anche una petizione lanciata su change.org. L’appello, diffuso il 24 maggio, in meno di una settimana ha superato i mille e duecento firmatari. L’obiettivo? Fermare “i lavori scellerati che stanno trasformando un angolo meraviglioso di campagna romana in un giardino antropomorfizzato” scrivono i rappresentanti del Comitato. “Ci vuole molta ignoranza, dal punto di vista ambientale, dei luoghi e della loro storia, o tanta malafede” proseguono, “per distruggere il miracolo che Tor Marancia rappresentava.”

Le contestazioni del Comitato

I lavori in questione sono iniziati a settembre con l’obiettivo di riqualificare, pulire e mettere in sicurezza l’area Afa1, tra via Belloni e via dei Numisi, e consentire pieno accesso al parco. Ma da questi propositi all’avvio di ruspe e motoseghe è stato un attimo, tant’è vero che già lo scorso dicembre la folta macchia di ailanti presente lungo via Belloni era sparita, suscitando l’indignazione di alcuni cittadini. “Sono stati distrutti habitat preziosissimi” ci aveva spiegato in quell’occasione Mario Colantoni, un biologo membro del Comitato, “e sono state abbattute piante autoctone come ginestre, olmi, pruni, allori e rovi, questi ultimi una vera e propria miniera di biodiversità, fondamentale per la composizione della macchia mediterranea.” Pronta è stata la risposta del Municipio. “L’autorizzazione a rimuovere degli alberi malati è stata concessa dai carabinieri forestali dell’Ente Parco dell’Appia Antica” ha ribattuto il minisindaco Amedeo Ciaccheri anche lo scorso sabato, nel corso di un confronto a piazza Lante coi rappresentanti del Comitato. Ma la rassicurazione non è bastata a placare gli animi dei residenti, che continuano nel testo della petizione: “I tassi e gli istrici sono costretti a cercare cibo nei cassonetti e tutti i rapaci diurni e notturni, mancando gli alberi per i loro posatoi, sono ovviamente spariti.” Oltre a denunciare la deforestazione dell’area perimetrale della zona Afa1, il Comitato chiede una radicale revisione dei lavori, in modo tale da ridurre il consumo di suolo ed evitare materiali artificiali. “Erba al posto del cemento”: in tono così lapidario termina il testo della petizione, “e che la tenuta di Tor Marancia non sia messa in gabbia.” Gabbia non solo in senso metaforico: da qualche mese l’Afa1 è infatti delimitata da una recinzione metallica che ne impedisce l’accesso. Il Comitato auspica che la barriera venga rimossa e che in futuro l’ingresso al Parco non venga vincolato da orari di apertura e di chiusura.

Proteste a lavori quasi conclusi

Le contestazioni dei residenti proliferano, a un passo dalla chiusura dei cantieri però. L’assessore all’ambiente del Municipio Claudio Mannarino ha infatti assicurato che la ditta ultimerà gli interventi entro fine giugno. A quel punto, passando per piazza Lante, vedremo una scalinata che conduce nella zona soprelevata del parco, giochi per bambini e aree picnic. Ci saranno anche viali interni e una piazzola che, a seguito dei confronti tra amministrazione municipale e residenti, non verrà realizzata in cemento ma in terra stabilizzata.

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