Non mancano proteste sulla riqualificazione del parco di Tor Marancia

Proseguono i lavori nella porzione della tenuta di Tor Marancia che affaccia su piazza Lante, ma le proteste dei residenti già si fanno sentire. Gli interventi, giudicati troppo dannosi per la biodiversità del parco, sono iniziati lo scorso ottobre e continuano interessando la zona Afa1, che verrà dotata di sentieri pedonali, una zona per i bambini e un’area cani, quest’ultima in corrispondenza dell’ingresso di via dei Numisi.

Perplessità dei residenti

Un gruppo di abitanti della zona ritiene che volto del parco sta cambiando completamente. Lungo via Belloni, della folta vegetazione presente fino a qualche mese fa non rimane più nulla, a causa degli interventi di bonifica preliminari. Il perimetro dell’Afa 1 è stato infatti identificato come “area con forte presenza di vegetazione infestante.” Ne consegue che molti alberi e arbusti sono stati abbattuti, suscitando stupore se non vera e propria indignazione nei residenti.

tor marancia prima degli interventi
All’altezza di via Francesco Belloni, la scorsa estate
Tor marancia dopo gli interventi
All’altezza di via Francesco Belloni, lo scorso dicembre

“Parlare di specie infestanti nei parchi naturali è improprio” ci ha raccontato Mario, un biologo che abita da quelle parti. “Per specie infestante si intende una pianta inutile all’obiettivo per cui il terreno è predisposto” ha continuato, “le specie infestanti sono le erbacce che crescono nei campi coltivati, per esempio, o le piante che danneggiano le infrastrutture. Ma in un parco naturale non esistono specie infestanti.”

Il biologo ha proseguito spiegando che nei parchi le specie dannose sono chiamate aliene invasive, come i fichi d’India e gli ailanti, che non sempre sono stati colpiti da questi interventi di bonifica. “Sono invece stati distrutti habitat preziosissimi e abbattute piante autoctone come ginestre, olmi, pruni, allori e rovi, questi ultimi una vera e propria miniera di biodiversità, fondamentale per la composizione della macchia mediterranea. È impensabile che un’area naturale così ricca venga privata in questo modo del suo valore ambientale, per essere ridotta a un semplice giardino come ce ne sono tanti, senza alcun valore naturalistico.”

Parco di Tor Marancia prima degli interventi
Aironi presenti nel parco fino all’estate scorsa

La tenuta di Tor Marancia si distingueva per una biodiversità sorprendente, davvero eccezionale per un parco naturale inserito in una cornice urbana. “Erano presenti falchi, merli, civette, volpi, tassi, istrici e altre specie selvatiche” ci ha assicurato Mario, “mentre adesso stanno avanzando cornacchie, ratti e scarafaggi, animali attirati dalla presenza umana. Le specie selvatiche, insomma, sono scomparse.” Fino allo scorso dicembre, nell’aria prospiciente via Belloni erano ancora presenti ciclamini selvatici, “una specie che cresce solo in condizioni di quasi totale oscurità” ha spiegato Mario. “Sono una testimonianza importante perché dimostrano come questa zona fosse completamente ricoperta di vegetazione, mentre adesso è una spianata di detriti ed erba secca.”

Ciclamini selvatici ancora presenti lo scorso dicembre
Ciclamini selvatici

Ma il problema principale è che essendo una riserva naturale, già parte del parco regionale dell’Appia Antica, la tenuta di Tor Marancia è soggetta a una stretta regolamentazione. Per l’abbattimento degli alberi la domanda deve essere presentata all’Ente forestale competente. “Bisognerebbe valutare l’abbattimento albero per albero, mentre loro sono arrivati con le ruspe, distruggendo terreno e vegetazione” ha raccontato il residente. Per capire meglio, un gruppo di cittadini ha richiesto l’accesso agli atti, senza ottenerlo. Al momento stanno preparando un esposto ai carabinieri forestali, al quale allegheranno una relazione sulla biodiversità compromessa firmata da un professore dell’Università Roma Tre.

Le dichiarazioni dell’assessore municipale all’Ambiente Mannarino

Non si è fatta attendere la risposta delle istituzioni. Come spiega l’assessore all’Ambiente del Municipio VIII Mannarino, le zone Afa sono porzioni di parco che gli interventi in corso mirano a rendere giù accessibili. “La gestione della tenuta avviene in collaborazione col Comune di Roma e richiede la partecipazione dei cittadini che avranno il compito di usufruirne nel pieno rispetto dell’ambiente.” Dopo l’apertura dell’Afa2 e Afa3 due anni fa, i lavori in corso mirano a riqualificare i 6 ettari e mezzo che si estendono da via di Tor Marancia a via Ardeatina, a ridosso di via Aristide Sartorio. “Il nostro obiettivo” ha proseguito Mannarino, “è di aprire il parco alla cittadinanza, permettendo di poterne usufruire in piena sicurezza.” Il progetto è stato presentato dal presidente Ciaccheri lo scorso 21 novembre, presso l’Istituto di San Michele, in un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di associazioni ambientaliste come Italia Nostra e Legambiente.

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