L’appuntamento era a Porta San Paolo a ridosso delle antiche mura. Un luogo simbolo per Roma, per il nostro Municipio e per la Resistenza, perché proprio lì il 10 settembre del 1943 venne combattuta la prima delle tante battaglie contro l’invasore tedesco.
Sabato 5 febbraio, alla luce degli ultimi accadimenti a Roma e in altre città italiane, era necessario ritrovarsi. Così all’appello dell’ANPI, dell’ANED, dei partiti della Sinistra, dei Sindacati confederati, del Movimento 5 Stelle e di altre associazioni culturali e ecologiste, moltissimi cittadini si sono incontrati per riflettere, discutere e chiedere alle istituzioni e alla magistratura di intervenire nei confronti di tutti i rigurgiti legati al fascismo.
Al richiamo in piazza ha risposto qualche centinaia di cittadini, moltissime le teste canute – c’erano anche degli ex partigiani – ma anche molti giovanissimi alcuni dei quali reggevano con orgoglio i vessilli tricolori dell’ANPI; c’era persino qualche bandiera dell’ex Pci.
Una giornata anche di commemorazioni – è stato ricordato il partigiano Roberto Milani, scomparso pochi giorni fa ad Affori (Mi) – che è stata dedicata a Lorenzo Parrelli, il giovane studente diciottenne deceduto in fabbrica a Lanuzacco, in provincia di Udine, nell’ultimo giorno di stage nell’ambito del programma di alternanza scuola-lavoro. Una morte assurda che ha portato a protestare in piazza gli studenti romani, che il 23 gennaio scorso sono stati poi caricati dalla Polizia.
Il paragone è andato immediatamente all’assalto da parte di gruppi neofascisti alla sede della CGIL di Corso Italia, che non hanno trovato nessun agente delle forze dell’ordine, nessun blindato, sulla loro strada.
“Gli stessi gruppi – è stato fatto notare – che il 7 gennaio scorso, in occasione della commemorazione dei morti di via Acca Larenzia, hanno dato vita all’ennesima manifestazione di carattere neofascista con tanto di saluti romani e il silenzio delle istituzioni”.


La diffusione del Covid-19 ha determinato una crisi sanitaria globale, che si è immediatamente trasferita sul piano economico-sociale provocando l’aumento della povertà e della disoccupazione. Non è un caso quindi che elementi riconducibili alle mafie e al fascismo abbiano trovato terreno fertile negli ultimi anni, senza sottovalutare una pericolosa saldatura tra questi elementi e i cosiddetti movimenti no-vax e no-green pass.
“L’antifascismo e la Costituzione rappresentano oggi più che mai i due fattori centrali di una risposta generale sia al riemergere dei movimenti fascisti ed eversivi, sia alla crisi di sistema che attraversa la società – hanno sottolineato i promotori – In ragione di questa identità incompatibile con la Costituzione le organizzazioni fasciste devono essere sciolte d’urgenza dal governo; le loro occupazioni devono essere sgomberate, senza alcuna equiparazione con chi occupa per emergenza abitativa o per perdita del lavoro”.
L’Assemblea – a cui è intervenuto anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri – ha chiesto infine un regolamento amministrativo che impedisca a chi non si riconosce nei valori della Resistenza e nei principi fondamentali della Costituzione di poter usufruire di spazi pubblici.
Di Stefano BAIOCCHI









