Teatro “in Portico”

Passegiata tra i teatri di Garbatella

Teatro “in Portico”

di Francesca VITALINI

Il Palladium è di nuovo tornato alla ribalta come polo culturale di Garbatella, così come l’architetto Sabbatini l’aveva progettato e poi realizzato nei lontani anni ’20. Se il teatro di piazza Bartolomeo Romano è un edificio simbolo del quartiere per la posizione favorevole …..

Passegiata tra i teatri di Garbatella

Teatro “in Portico”

di Francesca VITALINI

Il Palladium è di nuovo tornato alla ribalta come polo culturale di Garbatella, così come l’architetto Sabbatini l’aveva progettato e poi realizzato nei lontani anni ’20. Se il teatro di piazza Bartolomeo Romano è un edificio simbolo del quartiere per la posizione favorevole che occupa, è anche vero che oggi si staglia, ormai restaurato e inaugurato, come il rappresentante di un rinnovato vigore culturale del quartiere, un fervore che è iniziato ad emergere alcuni anni fa nei locali della chiesa di Santa Galla. Negli ultimi anni ’90, infatti, alcuni parrocchiani hanno prestato il loro lavoro alla riscoperta e alla rivalutazione dell’area teatrale annessa alla chiesa che era rimasta inutilizzata dalla fine degli anni ’80 dopo alterne fortune. In seguito alla richiesta del parroco, Don Franco Amatori, la comunità religiosa che fa capo alla chiesa si è impegnata nel dare una nuova forma e un nuovo contenuto all’area.
teatro in porticoNato come cinema parrocchiale poco prima della seconda guerra mondiale, l’attuale teatro “in Portico” ha risentito di una storia travagliata prima di giungere alla situazione odierna. Tra gli altri eventi che hanno toccato l’ex cinema di Circonvallazione Ostiense, ricordiamo il laboratorio teatrale realizzato da Gigi Proietti nel 1983-1984, primo tentativo di rinnovamento dell’edificio. Sebbene il progetto fosse stato sovvenzionato dagli organi pubblici romani del tempo e sebbene si fosse sviluppato sotto i migliori auspici, non furono ottenuti dei buoni risultati. Il Laboratorio diede, infatti, i natali alla compagnia de I Picari, nonchè a Rodolfo Laganà, noti nel territorio capitolino, ma incontrò anche la diffidenza di chi riteneva che un teatro dovesse essere di uso collettivo, così come lo era originariamente. La presenza del Laboratorio causò, infatti, una forte cesura tra la prospettiva parrocchiale, che tentava di ridonare l’edificio alla comunità di Santa Galla e al territorio del quartiere tout court, e quella dello staff degli attori che avevano assunto il teatro a loro abitazione, senza rispettare i vincoli che qualsiasi tipo di convivenza richiede.
Solo alla fine degli anni novanta, dopo la chiusura del laboratorio e l’abbandono temporaneo dello spazio dell’ex cinema, nasce il teatro ” in Portico” che segue un precetto specifico: i locali del teatro sono ad uso di chi intende comunicare e donare qualcosa al territorio. Per questo motivo, da qualche anno attori e sceneggiatori professionisti o amatoriali si alternano sul palco di Circonvallazione Ostiense.
Le rappresentazioni sono, così, molto varie e passano dal comico al drammatico, dal faceto all’impegnato, dalla danza al canto senza venir meno all’idea originale. Le compagnie degli attori provengono da realtà molto differenti e propongono spettacoli con propositi diversi: La Macchina dei Sogni, il gruppo teatrale della Fao, presenta, ad esempio, delle opere i cui ricavati vanno in beneficenza, mentre lo spettacolo “La notte dell’Olocausto (una storia finita bene)”, scritto e diretto da Fulvio Calderoni e Simone Duani, si propone di affrontare il noto problema attraverso una chiave di lettura storica non ancora espressa a teatro.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 0 – Dicembre 2003

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