Capitolina Scherma – Davanti a un gesto atletico notevole o una vittoria emozionante, può accadere di chiedersi in che cosa consista la differenza tra una vera atleta e uno spettatore, per quanto appassionato.
Ed ecco che arriva una gara come quella di Piacenza, in cui Simonetta Pizzuti e la sua maestra Natalie Maglapheridze ci offrono una risposta semplice e bellissima a questa domanda.
Il luogo lo abbiamo già citato, l’occasione è la Terza Prova Nazionale Non Vedenti. La competizione inizia con un girone praticamente perfetto, 4 vittorie su 5 assalti per Simonetta e una differenza in positivo di 10 stoccate.
L’ottimo risultato al girone le da la possibilità di saltare la prima diretta. La gara continua con i quarti di finale. Qui le atlete devono attingere a tutte le loro riserve per mantenere la concentrazione e la determinazione necessarie alla vittoria.
Simonetta continua con la sua scherma efficace e pulita vincendo il quarto di finale con il punteggio di 15-7 contro la Kainova e la semifinale per 15-8 contro la Tosetto.
Si arriva così alla finale, dove Simonetta incontra la romana Tombolini, al primo posto dopo i gironi: un’avversaria determinata e molto temuta.

Simonetta Pizzuti in finale per Capitolina Scherma
Questo è il momento in cui ci si gioca tutto, quando si è così vicini al primo gradino del podio che una piccola distrazione, un passo falso, possono fare la differenza.
A bordo pedana, la maestra Natalie Maglapheridze osserva con attenzione e si rende conto che questa è un’ottima giornata per la sua allieva. Tutto sta funzionando, i movimenti provati e riprovati in sala escono fluidi ed efficaci, la concentrazione è al massimo: segno che la bilancia sta pendendo decisamente dal lato di Simonetta.
Una stoccata che devia rispetto al percorso previsto ed ecco che può cambiare tutto: Simonetta riceve un colpo sulla maschera, il dolore improvviso la blocca. La mandibola fa male, molto male. Le lacrime sgorgano da sole e non si può fare nulla per fermarle: la delusione, la tensione accumulata, il corpo stanco e teso, tutto si scioglie in un istante.
Simonetta aveva davanti a sé due possibilità: farsi vedere dal medico e interrompere l’assalto o continuare a sfruttare la carica che l’aveva condotta fin lì in quella giornata perfetta.
Ed è questo il momento in cui la mente di un vero atleta fa la differenza.
Con il supporto della maestra che la sprona e dei compagni di viaggio nella disciplina, Simonetta prende coraggio e butta il cuore su quel piatto della bilancia: si continua, si tira e si vince.
Simonetta esce dalla finale con un punteggio di 15-5: è medaglia d’oro.

Un saluto dalla vincitrice
Ecco il suo racconto di questa splendida giornata di sport e passione: «… ho gestito questa gara con serenità e determinazione: potrei affermare che questa terza prova nazionale di Scherma non vedenti a Piacenza è stata semplicemente perfetta! Salgo sul gradino più alto del podio con una gioia immensa e con la testa già rivolta verso i Campionati Italiani di maggio, a Siena. Sarà lì che continuerò a dare il massimo, rimanendo centrata sul lavoro e con un obiettivo chiaro: conquistare il titolo italiano.
Grazie alla mia maestra, Natalie Maglapheridze che mi guida ogni giorno con sapienza e cuore, a Tiziana Silenzi, compagna instancabile in pedana e fuori, e alla Capitolina Scherma, che mi sostiene in questa bellissima avventura sportiva. Sono orgogliosa di far parte di una realtà così viva e presente nel nostro Municipio Roma VIII, e grata anche a Cara Garbatella per aver raccontato la mia storia e la nostra disciplina con attenzione e passione. E su quel podio, con me, c’era ancora una volta lei: Tea, il mio cane guida, la più affezionata podista a quattro zampe che ci sia!»









