Tutto nasce dallo stato di abbandono dei Mercati Generali
Ostiense – Non sono rane o cavallette, la “piaga d’Egitto” romana è la diffusione di topi. In particolar modo in via Girolamo Benzoni, tra i quartieri Ostiense e Garbatella, la situazione è precipitata. Ratti che infestano le cantine e le aree verdi vicino al ponte Settimia Spizzichino sono all’ordine del giorno. Alcuni tombini — raccontano i residenti — sono stati coperti con reti per arginare l’invasione.
A scendere in campo è il comitato di Legambiente Garbatella, che venerdì 20 settembre ha inviato una lettera di protesta al sindaco Gualtieri e ai rappresentanti del Municipio VIII. Duplice è l’obiettivo: sollecitare un intervento di derattizzazione e chiedere un confronto con l’amministrazione locale per mettere in chiaro quali sono i progetti di recupero dell’area degli ex mercati generali, diventata un vero e proprio serraglio di ratti, blatte e serpenti. A sostegno dell’istanza, una petizione che dal 10 al 21 settembre ha raccolto il consenso di oltre 500 residenti.
“Quello dei topi, in zona, è un problema grave e sentito che si protrae da anni” ha raccontato Maurizio Santoni, promotore dell’iniziativa, “sono stati i cittadini a mobilitarsi in prima persona per far circolare la petizione”. Una solerzia che non stupisce, se letta alla luce dei recenti avvenimenti che coinvolgono la Casa dei Bimbi, la materna di Garbatella costretta a chiudere a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico a causa della presenza di ratti ed escrementi. Un problema, dunque, sentito anche in altri angoli del quartiere. “Il problema di via Benzoni nasce dallo stato di abbandono degli ex mercati generali” ha proseguito Maurizio Santoni, “è da lì che vengono gli animali”.

Non solo topi: anche blatte e serpenti si aggirano tra i capannoni dell’area abbandonata sottostante, e talvolta fanno capolino in strada. Come nel caso della vipera segnalata a novembre 2023 all’incrocio tra via Benzoni e via Pigafetta. “Il biologo che la raccolse” racconta una residente di via della Moletta, “disse che era sicuramente venuta dagli ex mercati generali dove si era creato un ambiente favorevole ai serpenti”.
Ex mercati generali una storia infinita
Un’enorme voragine urbanistica che si spalanca nel quartiere Ostiense, tra i più vivaci e popolosi di Roma. Ecco come si presentano gli ex mercati generali, chiusi dal 2003, quando le attività commerciali si spostarono al Centro Agroalimentare di Roma con sede a Guidonia. Da quel momento tanti sono stati i progetti, e altrettanti i tecnici e gli investitori che hanno fatto dietrofront in una serie di peripezie lunga oltre vent’anni.
Nel 2006 la riqualificazione aveva il nome di “Città dei giovani”, su iniziativa dell’allora sindaco Walter Veltroni. Prevedeva uno studentato, un centro anziani, un auditorium, un’area verde, oltre a bar, ristoranti e uffici pubblici, il tutto affidato all’azienda Lamaro che, non riuscì a completare più del 26 per cento degli interventi. Il progetto, modificato più volte nel corso degli anni, sembrava aver trovato una forma definitiva nel 2015, quando l’Assessore all’Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo, aveva dichiarato che i cantieri si sarebbero chiusi entro il 2018.
Una speranza più che una certezza, come dimostrano le evoluzioni successive: nel 2017 della riqualificazione nemmeno l’ombra ma il programma, intanto, aveva avuto il tempo di cambiare di nuovo. Prevedeva una nuova biblioteca comunale, un corso, una piazza, spazi per studenti, un cinema, una sala conferenze, un’area sportiva, mentre la giunta Raggi assicurava che i lavori sarebbero terminati entro il 2020.
Fatto che sta che proprio quell’anno è scoppiata la pandemia, che ha paralizzato contestualmente cantieri e buona volontà. Adesso sulla giunta Gualtieri si appuntano le speranza dei residenti.
“Chiediamo un incontro con l’amministrazione locale per chiarire se sono previsti interventi di riqualificazione degli ex mercati generali” ha spiegato Maurzio Santoni, “e soprattutto quali sono le tempistiche”.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 6]









