La salute non è un optional. E non stiamo solo parlando del consultorio di largo delle Sette Chiese, con una lunga storia di depotenziamenti e proteste dei cittadini. Ad aggravare la situazione è la condizione precaria del TSMREE di via Leonardo da Vinci 98. Si tratta di due punti di riferimento per la zona. “Il primo assorbiva un’utenza varia, costituita anche di donne incinte o neomamme che vi si recavano per i servizi di ginecologia. Non offriva solo servizi sanitari, ma rappresentava una battaglia sociale” commenta l’assessora municipale ai servizi sociali Alessandra Aluigi.
La seconda struttura, invece, si rivolge a bambini e adolescenti con problemi psicologici. TSMREE è un acronimo: centro di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva. “Anche questo un presidio imprescindibile” conferma Alessandra Aluigi.
La situazione del Consultorio familiare
Breve riassunto delle puntate precedenti. A inizio settembre il consultorio di largo delle Sette Chiese viene depotenziato, i servizi di ginecologia vengono trasferiti in via dei Lincei 93, un collettivo di donne del quartiere lancia una petizione su change.org che già a ottobre superava le mille firme. Il 22 novembre il collettivo occupa il consultorio. Striscioni e cartelli ribadiscono che “i consultori non si toccano.” Parallelamente si muove il Municipio VIII, che nel corso degli ultimi mesi ha approvato tre atti con l’obiettivo di promuovere un tavolo di confronto con la Regione. La terza mozione, risalente al 10 gennaio, richiede lo scorrimento di tutte le graduatorie esistenti per il reperimento di personale. “I concorsi di ambito sanitario prevedono tre prove: questo dimostra che anche gli idonei non vincitori sono professionisti motivati e preparati” commenta la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, promotrice della mozione. “Per le professioni sanitarie non esiste neanche il tetto massimo del venti per cento per lo scorrimento delle graduatorie. Tutti gli idonei possono essere chiamati, se è necessario.”

Quale è stata la risposta della Regione? Se n’è parlato anche lo scorso 14 marzo nel corso di un’assemblea al Coworking Millepiani, con la partecipazione del minisindaco Ciaccheri, l’assessora alle politiche di genere Maya Vetri, la consigliera capitolina Michela Cicculli e il consigliere regionale Claudio Marotta, oltre ai rappresentanti dell’Asl, della Cgil e di associazioni territoriali come il Collettivo per la difesa del consultorio e il Coordinamento delle donne e delle libere soggettività del Lazio. È stata scritta e diffusa una lettera indirizzata al presidente Rocca: “chiediamo all’amministrazione che presiede di fornirci i tempi e le modalità del ripristino del servizio” si legge nel testo, che prosegue: “ci preme evidenziare che la difficoltà ad accedere alle informazioni sulle prestazioni offerte svantaggia la fruizione del servizio.”
Le risposte della Regione
“Per ora non c’è nessun annuncio di ripristino dei servizi” continua Simonetta Novi, “il consultorio rimane un polo pediatrico vaccinale, senza servizi di ginecologia e sostegno alla famiglia.”
Una piccola svolta sembra venire, invece, per il centro di salute mentale (TSMREE) di via Leonardo da Vinci.
Sì, perché la situazione è diventata precaria anche lì, dopo che lo scorso dicembre quaranta ragazzi in terapia di gruppo e quindici in psicoterapia hanno assistito all’improvvisa sospensione dei servizi di cui usufruivano. Si tratta di un centro con una grande utenza – circa 3500 le cartelle cliniche attive e oltre 400 i nuovi accessi all’anno – in cui operano solo dodici professionisti tra psicologi, assistenti sociali, infermieri, terapisti e logopedisti.
“Sono dodici sulla carta” ha puntualizzato la consigliera Novi. “Di fatto, al momento, sono operativi solo un neuropsichiatra e due psicologhe. Numeri decisamente insufficienti per far fronte alle necessità delle famiglie del territorio.”
Il Centro per la Salute Mentale
La prima a lanciare l’allarme è stata la consigliera regionale dem Eleonora Mattia, con un’interrogazione al presidente Rocca. Questa volta la risposta della Regione non si è fatta attendere. È stato annunciato che a breve verranno pubblicati i risultati di due graduatorie concorsuali sul Burl (bollettino ufficiale Regione Lazio), con i nomi di cento professionisti tra vincitori e idonei. Verrebbe da tirare un sospiro di sollievo, se la consigliera della Lista Calenda non riprendesse fiato per scagliarsi anche contro questo provvedimento, ritenuto ampiamente insufficiente.
“Finalmente hanno fatto scorrere le graduatorie, come noi della Lista Calenda abbiamo chiesto” ha proseguito Simonetta Novi, “ma il risultato è che, di cento vincitori, solo dodici verranno assunti dall’Asl Roma2, che dispone di ben sei centri di salute mentale su tutto il territorio. In media si avrà un aumento di due professionisti in ogni centro che, visti i numeri delle cartelle attive, è chiaramente insufficiente.”
L’assessore Alessandra Aluigi assicura che la situazione verrà monitorata affinché il personale necessario giunga effettivamente e nel minor tempo possibile nel TSMREE del Municipio VIII.
Un problema più ampio
Ma c’è ancora molto da fare, soprattutto perché i presidi sanitari di competenza dell’Asl Roma2, che abbraccia anche il VI, il VII e il IX Municipio, risultano essere i più in difficoltà. Lo scorso dicembre i rispettivi minisindaci hanno infatti denunciato carenza di personale anche per i TSMREE di via di Pietralata 457, via degli Eucalipti 14, via di Torrenova 20, viale Bruno Rizzieri 226 e via Ignazio Silone 100.
“Noi del Municipio VIII affronteremo queste due problematiche – consultorio e TSMREE – parallelamente” ha concluso la consigliera Novi. “Non sono problemi diversi, bensì il risultato del medesimo disinteresse da parte della Regione ai servizi sanitari di prossimità. Questo governo parla tanto di famiglia, ma poi la prima cosa che fa è depotenziare proprio i servizi alla famiglia.”







