Proseguono i lavori al numero 122 di via Ostiense che diventerà entro dicembre una biblioteca comunale. Dopo l’inaugurazione dell’Arcipelago in via Benedetto Croce e della Joyce Lussu in via Costantino, è la terza sede delle Biblioteche di Roma che apre nel Municipio VIII. Il piano terra dell’immobile sarà adibito al prestito librario, mentre una sala studio occuperà il secondo livello. I lavori sono finanziati dal PNC (Piano Nazionale Complementare) e dal FOI (Fondo Opere Indifferibili) per un totale di oltre due milioni di euro. A complicare l’intervento, lo stato di deterioramento in cui versava l’immobile. Di proprietà comunale, l’edificio era infatti già caduto in disuso quando nel 2012 venne occupato da un gruppo di lavoratori precari che fondarono il centro sociale Alexis, destinato a vita breve. Non passarono neanche cinque anni che una perizia della polizia locale individuò un cornicione pericolante. Il 10 gennaio 2017 la questura sequestrò l’immobile e ne ordinò lo sgombero, inaugurando una nuova fase di abbandono.
Nel 2022 il Municipio VIII aveva annunciato la partecipazione al bando Pnrr per ottenere i fondi per la ristrutturazione del palazzo. L’ente locale aveva ricevuto man forte da Biblioteche di Roma e dall’assessorato comunale alla Cultura, allora guidato da Miguel Gotor. L’obiettivo era comune: consegnare un centro culturale a una zona che, dopo la chiusura della biblioteca al Caffè Letterario di via Ostiense, ne era rimasta sguarnita. E al contempo rimettere in funzione un edificio deteriorato, ma fondamentale per l’identità del quartiere. Adiacente all’ex centrale Montemartini, l’ex Alexis ha infatti una delle facciate più caratteristiche della zona Ostiense.

Una catena di macchine agganciate una all’altra, fiancate gialline, tutte uguali e tenute sotto chiave. Una lettura artistica del mondo moderno firmata Blu, un artista di strada famoso a livello internazionale. Al senso di precarietà e agli automatismi della vita cittadina, ben rappresentati dal murale, un gruppo di lavoratori aveva cercato di rispondere nel 2012. «L’occupazione avvenne durante il primo tsunami tour, una manifestazione di risonanza nazionale durante la quale vennero occupate decine di immobili per attirare l’attenzione sul tema della casa» ha raccontato Mattia Tombolini, uno degli ex occupanti. Nacque così il centro sociale intitolato ad Alexis Grigoropoulos, adolescente greco ucciso ad Atene nel 2008 durante una manifestazione. «Noi dell’Alexis battevamo l’accento soprattutto sulla situazione dei giovani, alle prese con un lavoro spesso precario e con affitti inaccessibili» ha continuato l’attivista.
L’esperienza di Alexis
Nel tempo Alexis era diventato un riferimento per il quartiere. Al primo piano «ospitava una trentina di persone», come ha ricordato Tombolini, «mentre al piano terra c’erano una libreria, una trattoria, una sala studio e un servizio di prestito di libri. Ostiense purtroppo non ha la fisionomia di un quartiere vero e proprio: ci sono solo locali, mancano luoghi pubblici di aggregazione. Con Alexis, che restava aperto anche la domenica, offrivamo dei servizi importanti alla zona» ha proseguito l’attivista.

Riguardo al progetto della nuova biblioteca, i militanti sono fiduciosi: «Bene che apra uno spazio pubblico, però è anche vero» ha commentato Tombolini, «che in tutti questi anni gli ex occupanti non sono mai stati ascoltati. Dopo lo sgombero avevamo presentato a Comune e Regione un progetto che prevedeva la costruzione di venti case popolari dentro l’edificio. Al nostro piano non è stata data alcuna attenzione.»

Chiesta l’intitolazione a Ernesto Nathan
A dicembre finiranno i lavori, poi verranno i collaudi e l’apertura di una biblioteca che potrebbe essere intitolata a Ernesto Nathan, il sindaco di Roma che tra il 1907 e il 1913 immaginò il quartiere Ostiense come zona industriale. Erano gli anni della costruzione della centrale termoelettrica Montemartini e dei Mercati Generali. «Abbiamo già approvato una mozione municipale, firmata all’unanimità da tutte le forze politiche, per chiedere l’intitolazione al sindaco Nathan» ha dichiarato Flavio Conia, capogruppo del Partito Democratico in Municipio VIII. «Ora aspettiamo la risposta del Comune e dell’Istituzione Biblioteche di Roma. Bisogna superare l’impasse del regolamento delle Biblioteche, che vieta di intitolare i poli bibliotecari a personaggi politici. Crediamo, però, che Ernesto Nathan non sia più una figura divisiva: è un personaggio storicizzato, centrale nella storia del quartiere.»
I lavori strutturali
In attesa del via libera per l’intitolazione, i cantieri proseguono. A marzo è iniziata la prima fase di interventi, che prevedeva la pulizia degli interni. Ad aprile sono comparse le impalcature e sono iniziati i lavori sulla facciata. «La sistemazione dell’edificio è stata molto complessa: il tetto era pericolante, l’intera struttura pesantemente deteriorata dopo anni di abbandono» ha proseguito Conia. Di piccole dimensioni (475 metri quadrati), l’immobile ha richiesto interventi a tutto tondo: consolidamento strutturale, la costruzione di un nuovo vano scala, l’adeguamento degli impianti idrico, elettrico e del ricambio d’aria, in linea con le norme più recenti in materia di efficientamento energetico.
«Il gestore sarà l’Istituzione Biblioteche, ma l’ex Alexis diventerà un centro polifunzionale a tutti gli effetti, con servizi che vanno dal prestito librario alle sale studio passando per aree allestite per le presentazioni e spazi in cui lavorare, i cosiddetti coworking» ha spiegato il consigliere. «L’obiettivo è inaugurare uno spazio modellato sulle esigenze della vita quotidiana e del tempo libero. Il libro sarà il punto di contatto di tutte le attività che si svolgeranno al suo interno.»
Il futuro dei murales
Se l’opera di Blu, come emerso durante i lavori, è molto deteriorata, la maggior parte dei murales interni verrà mantenuta. «Al tema dei murales abbiamo dedicato una Commissione municipale e un lungo confronto con l’assessorato alle Periferie, che segue i lavori, con i dipartimenti preposti e con la Soprintendenza» ha continuato il consigliere Conia. «Sui murales non c’è l’obbligo di tutela, ma la nostra volontà di preservarli è forte. Saranno restaurate un’opera sulla facciata laterale, quasi tutte quelle interne e la scritta esterna Alexis, per lasciare traccia di ciò che ha rappresentato l’esperienza del centro sociale.»
