Al Palladium “La banca universale” spettacolo tratto da Émile Zola

di Andrea Equizi

Il Teatro Palladium ha ospitato uno spettacolo a data unica, La Banca Universale, tratto liberamente dal romanzo del 1891 L’Argent di Émile Zola. Narrato da Sandro Cappelletto e dalle musiche di Fabrizio De Rossi Re per raccontare un tema oggi più attuale che mai quello della speculazione finanziaria.

Émile Zola: per il denaro la guerra è come il lievito per la pizza

Attraverso il protagonista del romanzo Aristide Saccard, megalomane bramoso di potere, osserviamo la parabola discendente, che spesso investe chi pensa di poter controllare il mondo, trascinando con sé uomini e donne con l’unica colpa di essersi fatti illudere, rimasti abbagliati dallo sbrilluccichio del denaro. Di questo parla il romanzo e lo spettacolo, puntando il dito su un sistema economico-finanziario insostenibile che gioca con i risparmi e con le vite delle persone.
Il lato grottesco e satirico è sottolineato dal nome del giornale L’Espérance (La Speranza) che Aristide compra per poter manipolare meglio le menti della gente, al fine di curare i suoi interessi. La stessa Banca Universale definita dallo stesso Saccard con: la testa a Parigi, il cuore a Roma e le braccia che si estendono fino all’India e alla Cina; è prodromo nell’arguta descrizione dello scrittore francese della globalizzazione e dell’ipercapitalismo che regnano imperanti ai giorni nostri.
È impossibile in tal senso non citare la crisi finanziaria avvenuta nel 2008 della banca Lehman and Brothers, causata dai prestiti subprime. Il più grande crac finanziario nella storia delle bancarotte mondiali, che sommata al collasso della Aig, la maggiore compagnia di assicurazioni al mondo collegata ai mutui, provoca una recessione economica globale a discapito di circa trenta milioni di persone disoccupate.

La musica ispirata

Le musiche di Fabrizio De Rossi Re composte per La Banca Universale sono ispirate ai componimenti risalenti al periodo di uscita dell’opera di Zola. Eseguite con un pianoforte ed una melodica, hanno l’effetto di amplificare il dramma e di armonizzarsi puntualmente con l’abilissimo Sandro Cappelletto, critico musicale in grado, attraverso la sua voce, di dare anima e corpo al testo dal lui recitato.

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