Dall’8 al 10 maggio tra Milano e Roma torna NINA – Né intelligente né artificiale, un festival che affronta il ruolo crescente delle tecnologie nella vita sociale. Al centro, una critica alla presunta neutralità dell’intelligenza artificiale e alla sua capacità di incidere su lavoro, relazioni e diritti.
Il collettivo promotore Nina Aps, evidenzia come i sistemi algoritmici stiano diventando infrastrutture pervasive, capaci di orientare comportamenti e produrre nuove disuguaglianze. Il festival si inserisce in questo scenario con strumenti concreti: dalla rivista Intelligenza Autonoma a pratiche di autodifesa digitale, fino alla prospettiva di un Sindacato Universale Digitale che rappresenti chi vive quotidianamente l’intermediazione degli algoritmi.
Milano e la dimensione pubblica della tecnologia
A Milano il festival richiama la necessità di riportare il tema dell’innovazione dentro uno spazio pubblico. Come sottolinea Anita Pirovano, la presidente del Nono Municipio di Milano, l’intelligenza artificiale non è neutrale e va affrontata politicamente, per evitare che diventi un moltiplicatore di disuguaglianze.
In una città segnata da trasformazioni rapide, l’iniziativa punta a rimettere al centro comunità e partecipazione, contrapponendosi a modelli dominati da logiche speculative e algoritmiche.

Garbatella, dove NINA diventa pratica
A Roma il festival prende forma nel quartiere della Garbatella, all’interno del Municipio VIII, tra Millepiani, Csoa La Strada e L863, configurandosi come un laboratorio diffuso.
L’apertura, venerdì 8 maggio, è affidata a Né intelligente né neutrale: l’AI nel giornalismo, con Teresa Numerico, Fabio Ciotti e Manuele Bonaccorsi, per interrogarsi su potere e autonomia dell’informazione. Sabato spazio a La Strada, anche a uno sportello digitale gratuito per cittadini stranieri, pensato per orientarsi tra servizi e diritti.
Domenica il programma prosegue con Il gemello digitale, dedicato alla progettazione partecipata delle città attraverso i dati, con la partecipazione del presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. Tra i contributi, anche quelli del consigliere municipale Lorenzo Giardinetti, impegnato nella presentazione di Onnipotenti insieme all’autrice Irene Doda, un lavoro che indaga cosa vogliono e in che modo i tecnofascisti stanno contribuendo a plasmare il nostro futuro, accanto ad altri studiosi e attivisti impegnati sul rapporto tra tecnologia e società.
La chiusura è affidata a Really but really human resources, con Vecna, un confronto sulle discriminazioni nei sistemi automatizzati di assunzione, seguito dalla presentazione del sindacato universale digitale e da momenti artistici e performativi. In questo contesto si inserisce la riflessione dell’assessore capitolino alla cultura Massimiliano Smeriglio: «In un mondo dove il cambiamento è la costante non affrontarlo sarebbe una sconfitta. Per questo ho pensato che l’assessorato alla cultura di Roma dovesse essere parte integrante di questo momento di costruzione di intelligenza comune ed umana sul presente». Roma diventa così uno spazio di sperimentazione politica e culturale, dove immaginare nuove forme di partecipazione nell’era degli algoritmi.
Ingresso libero, il programma completo è disponibile qui: supporta.nina.watch/NINA/roma/







