di Anna Bredice, Giuliano Marotta
Cortei colorati, pieni di musica, di giovani e di memoria. Migliaia di persone hanno, in varie parti di Roma, celebrato il 25 aprile, la festa della Liberazione dal nazifascismo. Nell’Ottavo Municipio il corteo si svolto da Porta San Paolo fino a Parco Schuster, passando per le strade della Garbatella. Poi il picnic al parco Schuster, il pranzo sociale in Villetta con l’iniziativa dedicata alla Resistenza nel cinema. Una delle giornate più belle dell’anno, vissuta tra festa e memoria collettiva.
A pochi passi dalla festa, però, c’era chi sceglieva ancora una volta la violenza. Due persone sono state ferite soltanto perché indossavano al collo il fazzoletto tricolore dell’Anpi, prese di mira con il preciso obiettivo di ferire. Un gesto vigliacco, figlio del rancore di chi continua a disprezzare la memoria di un Paese liberato dal sacrificio di migliaia di persone. Perché, in fondo, è più facile menare le mani, brandire un oggetto e colpire per poi nascondersi e scappare, forse seguendo l’esempio di quell’omuncolo romagnolo che tentò la fuga in Svizzera da “vile e traditor”.

L’aggressione
Rossana Gabrieli e suo marito avevano il fazzoletto dell’Anpi al collo e questo simbolo, quello dell’antifascismo e della memoria dei partigiani, nel giorno della Liberazione ne ha fatto delle vittime. “Un atto squadrista”, l’ha definito Marina Pierlorenzi, presidente provinciale dell’Anpi, tra le prime ad accogliere accanto all’ambulanza che stazionava lì vicino le due persone ferite. Rossana Gabrieli e suo marito sono stati feriti da alcuni colpi sparati da una pistola ad aria compressa, ora si sta cercando la persona che era a bordo di una moto con un casco integrale e una giacca mimetica di colore chiaro, forse un ragazzo, hanno raccontato le vittime. Sono stati colpiti proprio mentre uscivano da un bar in via delle Sette chiese per avvicinarsi al parco Schuster, dove si stava svolgendo la festa con comizi, musica, giochi nell’area davanti alla basilica dopo il grande corteo dell’Anpi partito la mattina da Porta San Paolo. Presi di mira proprio per quel fazzoletto al collo, “un atto fascista”, ha commentato la donna, fortunatamente lei e il marito sono stati feriti in maniera leggera, lei alla spalla, lui al collo e alla guancia, subito medicati, ma sotto choc, così come erano preoccupatissimi gli organizzatori del corteo, l’Anpi, le associazioni e le persone che a quell’ora, verso le 15:30, erano al parco Schuster. Ora gli inquirenti, che potrebbero passare l’inchiesta all’antiterrorismo, devono capire se chi ha sparato è legato a qualche gruppo di destra, se si tratta di un’azione organizzata, o di un “cane sciolto”, un’iniziativa individuale di stampo fascista. Certo è che l’indignazione e la preoccupazione è forte e la esprime Marina Pierlorenzi, con un commento arrivato subito dopo: “Quello che è accaduto dimostra una violenza squadristica, siamo preoccupati – dice la presidente dell’Anpi provinciale di Roma – e indignati per quello che è successo e speriamo che l’indignazione sia di tanti e tante che parlano a sproposito di sicurezza e non pensano che il 25 aprile è una festa meravigliosa che vada preservata in tutti i modi e che l’Anpi, che ha nella sua tessera i partigiani e l’antifascismo e nel fazzoletto la bandiera italiana, sia difesa da tutti gli italiani che amano la Costituzione, la Repubblica e l’antifascismo.

Ciaccheri: “La Resistenza non si intimidisce”
“Quanto accaduto oggi al Parco Schuster è un fatto gravissimo, che non può essere minimizzato né liquidato come un episodio isolato”. A dirlo è il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, dopo l’aggressione avvenuta durante le celebrazioni del 25 aprile, in cui due persone sono state colpite da piombini sparati da uno scooter in corsa mentre indossavano il fazzoletto dell’Anpi. “Si è trattato di un atto criminoso e di una chiara intimidazione contro chi stava celebrando la Resistenza e la Liberazione. Un’aggressione deliberata contro chi portava i simboli dell’antifascismo in una delle giornate più importanti per questo Paese. Per questo non arretreremo di un passo: il 25 aprile non si tocca, la Resistenza non si intimidisce”.
Nonostante la sua costante e intensa attività sui social, colpisce il silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fronte a un episodio tanto grave e pericoloso, che fino a questo momento non ha ricevuto alcuna condanna pubblica da parte della premier.
Dura anche la presa di posizione della Rete Roma Sud, tra gli organizzatori dell’iniziativa a Parco Shuster, che parla di “un atto gravissimo” e di una violenza che avrebbe potuto avere conseguenze ancora peggiori. “È una minaccia alla quale non intendiamo sottostare — scrivono —. Da vent’anni continuiamo a ricordare Renato Biagetti, ucciso da mano fascista nel 2006, e continueremo a farlo”.
Secondo la Rete Roma Sud, l’aggressione è il segnale di “un clima di odio e di guerra che sta attraversando la società”, ma la risposta più forte è arrivata dalle “piazze stracolme di tutta Roma e di tutto il Paese”. Un messaggio netto: “Roma è partigiana e antifascista. Roma resiste con chi lotta dalla parte giusta della storia. Contro ogni fascismo, mai un passo indietro”.










