Disegnare nuovi Atlanti: il viaggio del Palladium 2025-2026

di Enne Erre

Nell’aria c’è il calore di un’estate che non vuole ancora andare via. Per una stagione che tarda a chiudersi ce n’è una che si affretta ad aprirsi: è quella del teatro Palladium che nell’ultimo giorno di settembre ha aperto le sue porte per presentare i prossimi 200 giorni di programmazione che inizieranno il 3 ottobre e finiranno a maggio.
Sono moltissime le parole che tornano costanti ma una su tutte dà anche il titolo alla rassegna: Atlanti.
Atlanti è la fusione di linguaggi diversi, di visioni che vengono da altri luoghi che non sono quelli a cui siamo abituati; sono voci ma anche sogni, sono forme ma anche idee e soprattutto sono speranze, come quella di poter disegnare un mondo diverso da quello che ci appare in questo particolare momento storico.

Gli interventi dal palco

“Una stagione si è chiusa l’anno scorso e un’altra se ne apre quest’anno” afferma dal palco Riccardo Chiaradonna, presidente della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, in un’idea di continuità rassicurante fra il teatro storico della Garbatella e l’università Roma Tre. Il primo a prendere la parola è il Magnifico Rettore Massimiliano Fiorucci che ricorda il coraggio dell’Università nell’acquisire questo teatro che rischiava di diventare una sala Bingo e che adesso è un luogo di sperimentazione, di scambio e di innovazione, motori necessari per costruire un’alternativa alla distruzione e alla sopraffazione che viviamo in questo tempo. “Non so se la bellezza salverà il mondo – dice il Rettore – ma sicuro lo renderà migliore”.
Il direttore generale di Roma Tre, Alberto Attanasio, sottolinea l’importanza di mantenersi al di fuori delle logiche commerciali per consentire anche alle realtà più piccole di avere un palcoscenico e quindi una voce.
Il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, torna sul significato del nome Atlanti: “Di fronte al mondo che raccogliamo in questi mesi, dobbiamo darci il diritto di disegnare nuovi Atlanti”. Che poi è quello che fa l’arte: disegnare nuovi orizzonti per guidarci nella costruzione di migliori.

Il cinema al Palladium: uno sguardo sul mondo

Anche quest’anno il Palladium riconferma la presenza alla Festa del Cinema con le proiezioni dei film presentati in anteprima al Festival dal 18 ottobre al 24. Fra le varie manifestazione c’è l’atteso ritorno del Med Film Festival, che l’anno scorso ha presentato il film No Others Land vincitore dell’Oscar, e che quest’anno oltre alla rassegna dei film del Mediteranno promette anche una serie di eventi prima delle proiezioni ma per saperne di più dovremo aspettare novembre.

La musica al Palladium: dalla classica alla contemporanea con qualche novità

Il programma musicale è ricco, ricchissimo, fra musica classica e contemporanea con la rassegna Flautissimo, che il 19 ottobre vedrà la collaborazione con Emanuele Trevi e Massimo Popolizio; la Roma Tre Orchestra che ha in programma anche un concerto commemorativo per Valentina Del Re, la violinista e fondatrice della Roma Tre Orchestra scomparsa ad aprile; e Lusofonie, il festival delle culture di lingua portoghese che vedrà il debutto da mercoledì 18 marzo e per i successivi due giorni.

ph Valentina Sensi

Il teatro al Palladium: riflessioni necessarie

In un mondo martoriato dalla guerra e delle mafie anche il teatro diventa una voce necessaria per stimolare la riflessione civile ed ecco allora Luisa Impastato che racconta la storia del fratello Peppino; Lo stato Stato d’assedio, Caduta e riscossa della città, adattamento di Renato Nicolini da Camus con la regia di Marilù Prati che rievoca la tensioni e le speranze di una città che si confronta con la caduta e la rinascita; Discorsi in tempo di peste con i testi di Camus, Shakespeare, Churchill, Martin Luther King fino a Trump.
Alla sua prima edizione anche il festival de Il Manifesto dal 10 al 12 ottobre, presentato dalla sua vicedirettrice, Chiara Cruciati, che si allinea perfettamente alla ricerca di nuove prospettive sul contemporaneo che ha dato il Palladium alla sua programmazione, proponendo degli incontri dal 10 al 12 ottobre per parlare del mondo al tempo di Gaza con esponenti della sinistra europea e non solo.
Ci vediamo al Palladium dal 1° ottobre con la speranza di trovare il coraggio e la forza per disegnare dei nuovi Atlanti che ci regalino un mondo migliore.

Per saperne di più sul programma visita il sito del Palladium

The Yoricks. ph Federico Buscarino

Un racconto di Niky Rocks

Teatro Palladium: la nuova stagione

Che poi in un periodo in cui non ci sono più le mezze stagioni fa invece un certo effetto sentire che qualcuno ne presenta una nuova che dura quasi otto mesi. E infatti stamattina stavamo lì al Palladium che ascoltavamo i professori di Roma Tre che ci spiegavano per filo e per segno la programmazione del teatro che oggi è simbolo di creatività, sperimentazione, inclusione e piacere dell’anima e ieri invece era solo di piacere, quello un po’ più basico che ha a che fare col fisico, di quando questo teatro era un cinema porno.

Oggi si parla di Atlanti, che sono nuovi mondi creati coi linguaggi dell’arte e che ci dovrebbero aiutare a costruire qualcosa di bello e di diverso dalla bruttura che vediamo oggi. Per questo nella nuova programmazione si parla moltissimo di diversità e si riflette più o meno direttamente su quello che sta accadendo. Per esempio si riprende Shakespeare o Camus che sono morti molto prima di vedere questo mondo che fine che ha fatto e che però conoscevano così bene la natura umana che quello che hanno detto va bene anche per adesso.

Poi la cosa bella è che c’è spazio per ricordare i vecchi amici che non ci sono più e che però senza di loro qualcosa oggi sarebbe mancato, parlo di Renato Nicolini che ha dato una nuova vita all’estate romana, e Valentina del Re, la violinista e co-fondatrice della Roma Tre orchestra.

E c’è spazio anche per le cose nuove, talmente nuove che ci sono almeno un paio di prime edizioni come il Manifestival, voluto dal giornale che ogni capellone ha portato arrotolato nella tasca di dietro dei jeans, che prevede degli incontri con esponenti della sinistra italiana ed europea; e Lusofonie tutto dedicato alla produzione artistica che parla portoghese ma non solo quella del Portogallo, anche quella del Brasile e forse, ma non lo so per certo, quella dell’Angola.

Vabbè poi non è che voglio svelarti tutto il cartellone anche perché lo trovi già da domani in teatro e se ti allunghi ancora un po’ puoi ammirare una mostra fotografica nel foyer del Palladium che ha moltissimo a che fare con gli Atlanti di cui abbiamo parlato e che racconta di migrazione ma non tanto per fare vedere che se ne parla, piuttosto cercando di ridare un’anima e un’identità al concetto stesso a cui, forse, ci siamo abituati.

Ci vediamo in teatro.

[La foto in evidenza è di Valentina Sensi]

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